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Difesa, ecco come la Corea del Sud cercherà un accordo con l’Ue sul Safe

La Corea del Sud cerca più spazio nel riarmo europeo e Bruxelles valuta il ruolo di Seul nel programma Safe. Tutti i dettagli sul summit Ue-Corea del Sud, il primo in tre anni

Anche il Safe – il programma Security Action for Europe per finanziare spese in difesa e sicurezza – al centro del summit Ue-Corea del Sud.

L’Unione europea e la Corea del Sud si preparano a rafforzare la loro cooperazione nei settori tecnologico, industriale e della difesa. Oggi a Bruxelles la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo António Costa ricevono il presidente sudcoreano Lee Jae Myung per il primo vertice bilaterale degli ultimi tre anni. Sul tavolo ci sono la sicurezza economica, la filiera dei semiconduttori, il commercio digitale.

“Ma gran parte dei colloqui si concentrerà sulla difesa, settore in cui i produttori di armi sudcoreani sono diventati sempre più importanti per un’Europa in rapido riarmo” osservava ieri Politico. Le due parti hanno firmato un accordo di partenariato in materia di sicurezza e difesa nel novembre 2024.

“Un secondo tema chiave sarà la questione della partecipazione della Corea del Sud al programma Safe dell’Ue per il riarmo” rileva oggi Mattinale Europeo.

Tutti i dettagli.

IL DOSSIER SEMICONDUTTORI

Tra i temi principali del vertice figura la cooperazione nel settore dei semiconduttori. La Corea del Sud è il secondo produttore mondiale di chip e il leader globale nei chip di memoria, un comparto considerato strategico dall’Europa. Secondo fonti diplomatiche europee, Bruxelles punta a garantire la continuità delle forniture di microchip e a valutare nuovi investimenti industriali sul territorio europeo, riporta ancora Mattinale Europeo.

Inoltre, nel corso del vertice dovrebbe essere lanciato un nuovo partenariato per la competitività volto a migliorare la cooperazione in materia di commercio, investimenti e sicurezza economica.

FOCUS DIFESA

Ma una parte rilevante dei colloqui sarà dedicata alla difesa. Come già detto, Bruxelles e Seul hanno già firmato un partenariato per la sicurezza e la difesa nel novembre 2024, mentre l’industria militare sudcoreana è diventata negli ultimi anni un importante fornitore per numerosi Paesi europei impegnati ad aumentare le proprie capacità militari.

Come ricorda Politico, la Polonia rappresenta il principale acquirente di sistemi d’arma sudcoreani, avendo sottoscritto contratti per 362 obici semoventi K9A1 Thunder, 360 carri armati K2 Black Panther, 288 lanciarazzi K239 Chunmoo e 48 velivoli da combattimento leggeri FA-50.

Tra il 2022 e il 2024 Varsavia ha assorbito quasi la metà delle esportazioni militari sudcoreane. La rapidità delle consegne è stata indicata come uno dei principali fattori di successo dell’industria della difesa di Seul.

Anche la Romania ha acquistato sistemi sudcoreani, ordinando 54 obici K9 e 36 veicoli per il rifornimento di munizioni K10. L’accordo prevede inoltre l’avvio di attività produttive locali da parte di Hanwha Aerospace. Forniture di obici K9 sono state effettuate anche a Estonia, Norvegia e Finlandia.

Secondo Kévin Martin, ricercatore della Fondation pour la Recherche Stratégique di Parigi, “I Paesi baltici e dell’Europa orientale sono stati i primi a rivalutare le proprie esigenze in termini di capacità militari in seguito all’annessione della Crimea da parte della Russia” nel 2014. Martin ha aggiunto che il sistema K9 era tra i pochi disponibili sul mercato in grado di rispondere alle esigenze operative di questi Paesi, riporta Politico.

IL NODO SAFE E LA PARTECIPAZIONE DI SEUL

Al centro del confronto vi sarà anche il programma Safe, il fondo complessivo messo a disposizione da Bruxelles di 150 miliardi di euro, concepito per “accelerare la prontezza della difesa”. Il meccanismo prevede che l’Ue raccolga fondi sui mercati dei capitali e li metta a disposizione degli Stati membri sotto forma di prestiti a lungo termine, basati sui loro piani di investimento per l’industria europea della difesa. L’obiettivo è sostenere investimenti in capacità strategiche a condizione che i sistemi siano prodotti principalmente nell’Ue, in Ucraina o nei Paesi SEE-EFTA.

La Corea del Sud ha presentato domanda alla Commissione europea nel settembre scorso per ottenere un accordo che le consenta una partecipazione più ampia ai programmi finanziati dal Safe. Come ricorda Politico infatti le aziende di paesi terzi possono rappresentare solo il 35% del valore finale dei sistemi d’arma finanziati dal programma.

“Gli Stati membri hanno in gran parte deciso come spenderanno i fondi Safe e stanno ora avviando le procedure di appalto per tali fondi”, ha dichiarato un funzionario dell’Ue alla testata. Finora soltanto il Canada ha raggiunto un accordo del genere con Bruxelles.

L’IPOTESI DI UN FUTURO COINVOLGIMENTO NELL’UNIONE EUROPEA DELLA DIFESA

Infine, alla vigilia del vertice, il commissario europeo alla Difesa Andrius Kubilius ha anche evocato la possibilità di un futuro coinvolgimento della Corea del Sud nella nascente Unione europea della difesa, il progetto ancora in fase di elaborazione che mira a una maggiore integrazione delle industrie e delle capacità militari europee.

Kubilius ha dichiarato a Politico che la partecipazione potrebbe essere aperta “teoricamente” alla Corea del Sud, oltre che a Paesi come Regno Unito, Norvegia, Ucraina e potenzialmente anche Canada e Turchia. Secondo il commissario europeo, una proposta formale potrebbe essere presentata dopo il vertice Nato previsto ad Ankara all’inizio di luglio.

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