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Cessione gratuita di Nave Garibaldi all’Indonesia, tutti i perché dell’ok del Parlamento

Il Parlamento ha dato il via libera al decreto del governo che prevede la cessione gratuita della nave Garibaldi, ex ammiraglia della Marina italiana, all’Indonesia. La posizione del governo e le proteste di Pd e M5s. Tutti i dettagli

Semaforo verde dal Parlamento al piano del governo per la cessione gratuita all’Indonesia di Nave Garibaldi, l’ex portaerei costruita da Fincantieri e nave ammiraglia della Marina italiana per quasi 30 anni.

Si è chiusa ieri, in commissione Difesa della Camera, la vicenda iniziata lo scorso 19 febbraio quando le Camere hanno ricevuto uno schema di decreto del governo trasmesso dal ministro della Difesa Guido Crosetto, che prevede la cessione gratuita della nave Garibaldi alla Marina Militare della Repubblica d’Indonesia. Un dossier dello Stato Maggiore della Difesa ha accompagnato la proposta, spiegando le ragioni per cui l’Italia dovrebbe trasferire la nave, che fino al 2011 era l’ammiraglia della flotta italiana.

Nel 2022 si era ipotizzato di utilizzarla come nave museo a Genova o per il lancio di satelliti dal mare, fino alle trattative tra la Marina indonesiana con l’Italia per l’acquisizione della portaerei dismessa Giuseppe Garibaldi.

Alla fine si è optato dunque per la cessione gratuita a Jakarta, un’operazione che mira a rafforzare i rapporti bilaterali e a ridurre i costi di gestione e smantellamento dell’unità. La nave, entrata in servizio nel 1985 e posta in riserva nel 2024, sarà trasferita entro dicembre 2026 nell’ambito di una strategia più ampia di cooperazione militare e industriale tra i due Paesi.

L’operazione sarebbe infatti collegata a nuove possibili commesse: l’Indonesia potrebbe acquistare sei sommergibili classe DGK prodotti da Drass per 480 milioni di euro, 24 aerei da addestramento M-346 di Leonardo per circa 600 milioni e tre velivoli da pattugliamento per 450 milioni di euro.

Vane le proteste delle opposizioni: Pd e M5S hanno criticato da subito l’operazione.

Tutti i dettagli.

IL VIA LIBERA DEL PARLAMENTO

Dopo il parere favorevole delle commissioni del Senato, il 28 aprile anche le commissioni riunite Affari esteri e Difesa della Camera hanno approvato il decreto del ministero che prevede la cessione a titolo gratuito dell’unità navale alla Marina militare indonesiana.

IL VALORE DELL’OPERAZIONE

Jakarta riceverà così gratuitamente nave Garibaldi, la portaerei italiana che ha prestato servizio nella Marina Militare dal 1985 fino al suo pensionamento nell’ottobre 2024, con l’entrata in servizio di Trieste, la nave d’assalto anfibio o LHD (Landing Helicopter Dock) consegnata da Fincantieri alla Marina Militare lo scorso 7 dicembre.

Secondo il dossier dello Stato Maggiore della Difesa “la cessione a titolo gratuito dell’unità navale in favore della controparte, per un valore complessivo stimato in circa €54.022.426,67, non comporta oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato, in quanto non determina nuovi impegni di spesa per l’Amministrazione della Difesa”.

LE MOTIVAZIONI

La relazione afferma infatti che la cessione consente di evitare rilevanti costi di mantenimento per nave Garibaldi – con i suoi 180 metri di lunghezza e 30 di larghezza al ponte – attualmente sostenuti dalla Marina Militare, che per l’anno 2025 risultano stimati in circa 5 milioni di euro, attinenti a consumi di energia elettrica, servizi di vigilanza, sicurezza e attività minime necessarie a garantire la vivibilità e l’integrità della piattaforma.

Non solo. Nella relazione si evidenzia che nel caso in cui l’unità navale non fosse ceduta, la Marina Militare dovrebbe avviare la procedura di alienazione finalizzata alla successiva demolizione. Tale iter avrebbe una durata stimata non inferiore a 24 mesi e comporterebbe costi complessivi quantificabili in circa 18,7 milioni di euro.

“A tali importi potrebbero aggiungersi ulteriori oneri a carico dell’Amministrazione qualora la demolizione dovesse avvenire a titolo oneroso, nell’eventualità – già verificatasi, secondo la relazione, in precedenti esperienze – che nessun operatore economico presenti offerte valide per l’acquisizione dello scafo destinato alla demolizione” precisa la scheda.

Pertanto, alla luce di tutto ciò, la cessione a titolo gratuito dell’unità navale rappresenta l’opzione economicamente più sostenibile e, nel complesso, più conveniente rispetto alle ipotesi alternative di mantenimento in riserva o di alienazione, poiché consente di eliminare costi certi e significativi e di contenere l’esposizione dell’Amministrazione a ulteriori potenziali oneri futuri, secondo la Difesa.

LA STRATEGIA DI ROMA NELLA COOPERAZIONE CON JAKARTA

Inoltre, l’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia del governo Meloni per rafforzare la cooperazione con l’Indonesia. Secondo il governo, la cessione “ha lo scopo di rafforzare la collaborazione e la cooperazione tra le Forze Armate italiane e le Forze Armate indonesiane” e favorire l’interoperabilità tra i due Paesi. A questo proposito, la relazione segnala come la recente vendita all’Indonesia di due unità navali classe Ppa realizzate da Fincantieri, per un valore complessivo di circa 1,25 miliardi di dollari, “abbia avviato un canale di cooperazione industriale di particolare rilievo”.

L’operazione è dunque collegata anche a possibili commesse industriali, tra cui la vendita di sottomarini, velivoli da addestramento e aerei da pattugliamento per un valore complessivo di circa 1,5 miliardi di euro.

SCONTRO POLITICO CON LE OPPOSIZIONI CONTRARIE ALL’OPERAZIONE

Con il via libera parlamentare, l’operazione di cessione gratuita della portaerei Garibaldi – al centro di uno scontro tra maggioranza e opposizioni – è così giunta alla fase finale e dovrebbe essere completata entro dicembre 2026.

I membri della Commissione Difesa della Camera dem e pentestallati hanno votato infatti contro il provvedimento, lamentando una carenza di informazioni.

“Abbiamo votato contro nelle commissioni congiunte”, Esteri e Difesa di Montecitorio, “a proposito della cessione della nave Garibaldi all’Indonesia. I documenti forniti dalla maggioranza sono per noi del tutto insufficienti. Chiediamo che ci vengano dati i documenti tecnici, anche per capire se ci sono o meno intermediari fra l’Italia e l’Indonesia. Stiamo davanti ad una vicenda ancora poco trasparente per cui chiediamo al governo di fare piena luce” hanno dichiarato, in una nota congiunta, i capigruppo del Partito democratico di commissione Esteri e Difesa della Camera, Enzo Amendola e Stefano Graziano.

Anche “Il Movimento 5 Stelle ha votato contro, dopo la bocciatura della nostra richiesta di audire Crosetto e il presidente di Drass Cappelletti e dopo che i chiarimenti documentali richiesti si sono concretizzati nella visione di carte di scarso rilievo in quanto antecedenti alle lettere del governo indonesiano” si legge in una nota dei deputati M5S in Commissione Difesa della Camera: Arnaldo Lomuti, Marco Pellegrini e Mario Perantoni. “Su questa vicenda rimangono tutti i dubbi che avevamo in origine sul perché Giacarta ha proposto l’intermediazione di Drass, su quale legame ci sia tra questo e la commessa indonesiana dei sottomarini e su possibili conflitti d’interessi pubblico-privati tra Difesa e Drass alla luce degli stretti rapporti tra Crosetto e Cappelletti” ha concluso la nota dei parlamentari 5 Stelle.

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