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Berlino accelera nella difesa: varata la prima strategia militare

Il ministro della Difesa Boris Pistorius ha illustrato la prima strategia militare nazionale nella storia della Germania. Il piano prevede riforme strutturali, un consistente incremento degli organici, un approccio operativo rinnovato e una maggiore autonomia strategica dagli Stati Uniti, pur restando all’interno del quadro Nato

Per la prima volta nella storia delle Forze armate tedesche, la Germania ha presentato una strategia militare.

Ieri il ministro della Difesa, Boris Pistorius, ha presentato una strategia militare che delinea un’espansione in tre fasi di truppe e capacità.

“Stiamo trasformando la Bundeswehr nel più potente esercito convenzionale d’Europa. Nel breve termine, rafforzeremo la nostra difesa e la nostra resilienza; nel medio termine, puntiamo a un significativo incremento delle capacità complessive; e nel lungo termine, raggiungeremo la superiorità tecnologica”, ha annunciato il ministro tedesco.

Nel frattempo, la Germania ha aumentato vertiginosamente le spese militari dall’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, accompagnato da un fondo speciale di 100 miliardi di euro per la Bundeswehr. A inizio anno il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha annunciato che il governo punta a destinare il 3,5% del Pil alla difesa entro il 2029, la spesa complessiva militare è passata dai 47 miliardi di euro del 2021 ai 108 miliardi previsti per quest’anno.

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UNA SVOLTA STRATEGICA PER LA DIFESA TEDESCA

Il ministro della Difesa Boris Pistorius aveva annunciato il pacchetto per la prima volta alla conferenza annuale delle forze armate a novembre, definendo i piani come una svolta storica.

La nuova strategia militare di 35 pagine, intitolata “Responsabilità per l’Europa”, rappresenta un cambiamento radicale nell’approccio di Berlino alla difesa e alla sicurezza in seguito all’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia, osserva il Financial Times.

“Il nostro obiettivo è chiaro: continueremo a rafforzare la prontezza operativa della Bundeswehr, e lo faremo rapidamente”, ha spiegato Pistorius.

FOCUS SULLA MINACCIA RUSSA

Il nuovo documento descrive Mosca come la “maggiore minaccia immediata per la libertà e la sicurezza” in Germania e nella regione euro-atlantica, avvertendo che “La Russia sta creando le condizioni per un attacco militare contro gli Stati membri della Nato”.

Inoltre sostiene che la Germania, in quanto maggiore economia dell’Ue, ha una “responsabilità speciale” nel rassicurare gli alleati e le loro società, impegnata nella deterrenza nei confronti della Russia e nel difendere l’Alleanza Atlantica.

UNA DIFESA CHE CONTI PIÙ SULL’EUROPA E MENO SUGLI USA

La strategia punta a ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti e a rafforzare il ruolo europeo nella difesa, pur riconoscendo che Washington resta indispensabile per la Nato. Pistorius ha sottolineato che la strategia descrive gli Stati Uniti come “essenziali” per l’Alleanza Atlantica sia dal punto di vista politico che militare, precisando però che si stanno “orientando sempre più strategicamente verso l’emisfero occidentale e l’Indo-Pacifico” e richiedendo un maggiore contributo da parte degli alleati europei.

Pertanto, secondo Pistorius, la Nato deve diventare “più europea” per rimanere transatlantica: la condivisione degli oneri tra il pilastro europeo e gli Usa garantisce equilibrio e forza all’interno dell’alleanza.

Riguardo al ruolo di Berlino, la strategia sostiene che le forze armate tedesche devono essere in grado di operare in modo sempre più indipendente all’interno dell’alleanza.

INCREMENTO DELLE FORZE ARMATE

Con la strategia illustrata ieri, il ministro mantiene “l’obiettivo di 260 mila soldati in servizio attivo” entro la metà degli anni 2030, “nonostante ci sia bisogno di un aumento significativo di alti ufficiali alla luce della crescente minaccia russa”. Insieme alle riserve, che passeranno dagli attuali 60.000 riservisti ad almeno 200.000 secondo Pistorius, la Bundeswehr dovrebbe raggiungere “almeno 460 mila unità”.

IL RUOLO DELLE RISERVE

La riserva, a lungo considerata una forza secondaria da attivare solo in caso di emergenza, è ora esplicitamente posta “alla pari con le forze armate in servizio attivo”, con una strategia specifica che prevede che i riservisti si occupino della difesa del territorio nazionale e garantiscano che la Germania funga da hub logistico per le forze alleate in movimento verso est in caso di crisi, evidenzia Defense News. Pistorius ha definito la riserva “il perno tra le forze armate e la società civile”.

L’obiettivo è “diventare il più forte esercito convenzionale d’Europa” entro il 2039 dato che l’attuale situazione di minaccia “richiede chiarezza strategica”.

TRE FASI DEL POTENZIAMENTO MILITARE

Dopodiché il piano si articola in tre fasi: un rapido incremento fino al 2029, un’espansione incentrata sulle capacità in tutti i domini fino al 2035 e una fase a lungo termine, guidata dalla trasformazione tecnologica per le capacità future, fino al 2039 e oltre. Una nuova legge, in vigore dal gennaio 2026, sancisce per legge queste tappe fondamentali, prevedendo la coscrizione obbligatoria qualora non si raggiungano gli obiettivi di reclutamento.

UN RINNOVAMENTO DOTTRINALE

Parallelamente a questo potenziamento, la strategia segna un cambiamento dottrinale, che si allontana dalle rigide strutture delle forze armate per abbracciare un approccio più flessibile, chiarisce Politico. Invece di definire le forze armate in base al numero di carri armati o aerei, i pianificatori sono invitati a concentrarsi sugli “effetti” che la Bundeswehr deve produrre, dagli attacchi a lungo raggio alla difesa aerea e missilistica.

RISCHI E PERPLESSITÀ DI UN PIANO AMBIZIOSO

Infine, il ministro della Difesa tedesco ha riconosciuto i rischi legati alle tempistiche ambiziose, osservando che la crescente domanda mediorientale di sistemi di difesa aerea ha già compresso la capacità produttiva globale, ricorda ancora Defense News.

“Abbiamo i fondi e abbiamo avviato le procedure di acquisto”, ha affermato. “Ma non controlliamo tutte le variabili”.

Secondo Christian Mölling, direttore del think tank berlinese Edina ripreso dal Ft, nella strategia manca qualsiasi discussione sulla strategia industriale, un fatto che Mölling ha definito “sconcertante”, dato che i conflitti in Ucraina e in Iran hanno dimostrato l’importanza di una base industriale in grado di sostenere un conflitto prolungato. Allo stesso tempo, l’esperto ha aggiunto che, data la storica reticenza della Germania ad assumere un ruolo guida nella difesa e nella sicurezza europea, il documento rappresentava comunque un primo passo importante.

 

 

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