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Ecco come Bae Systems punta sul ponte industriale tra Eurofighter e Gcap

Per il colosso della difesa britannico Bae Systems i nuovi ordini dell'Eurofighter Typhoon mantengono in funzione la produzione fino all'inizio della produzione del caccia di sesta generazione Gcap

La produzione dell’Eurofighter Typhoon sarà assicurata fino alla metà degli anni ’30, tempismo perfetto per il debutto del caccia di sesta generazione Gcap nel 2035, parola di Bae Systems.

Il colosso della difesa britannico ha fatto sapere di prevedere una pipeline produttiva dell’Eurofighter completa fino all’avvio dell’assemblaggio finale del velivolo stealth di sesta generazione sviluppato nell’ambito del Gcap,  progetto per il sistema di combattimento aereo di sesta generazione frutto della collaborazione tra Regno Unito, Italia Giappone, destinato al progressivo rinnovamento degli Eurofighter.

Al programma Eurofighter partecipano quattro Paesi: Italia, Germania, Spagna e Regno Unito. A gestirlo sul piano industriale è il Consorzio Eurofighter a cui partecipano Leonardo (con il 21%), Airbus Group e Bae Systems. E proprio il consorzio industriale ha annunciato lo scorso giugno l’intenzione di aumentare i ritmi produttivi nei prossimi anni.

“La buona notizia è che ora abbiamo requisiti di produzione che coprono tutto il percorso fino all’inizio dell’assemblaggio finale di una capacità Gcap, il che è importante”, ha dichiarato il ceo di Bae Systems, Charles Woodburn, agli analisti finanziari in una call tenutasi mercoledì scorso a seguito della relazione annuale sugli utili, riporta Defense News.

Secondo la testata specializzata americana, questo successo è dovuto ad ulteriori ordini di jet da Italia e Spagna alla fine del 2024, dalla Germania nell’ottobre 2025, nonché all’adesione al programma della Turchia.

Tutti i dettagli.

AUMENTO DEI RITMI DI PRODUZIONE

Come già detto, il consorzio Eurofighter, formato da Airbus, Bae Systems e Leonardo, punta ad aumentare la produzione da 14 a 20 jet all’anno entro la metà del 2028, per poi passare successivamente a 30 velivoli all’anno.

“Abbiamo già parlato in precedenza di un percorso per raddoppiare i tassi di produzione, e penso che siamo sulla buona strada, avendo ottenuto l’ordine in Turchia, e ci sono altre opportunità”, ha spiegato Woodburn. In merito al piano pluriennale di incremento dei ritmi produttivi, il manager ha aggiunto: “siamo sulla buona strada e, se necessario, ci adatteremo al rialzo se riusciremo ad aggiudicarci ulteriori ordini”.

Sul piano industriale, Bae realizza la fusoliera anteriore e lo stabilizzatore verticale dell’Eurofighter; Airbus è responsabile della fusoliera centrale e dell’ala destra; Leonardo produce l’ala sinistra; Bae, insieme a Leonardo, fornisce inoltre la fusoliera posteriore, ricorda ancora Defense News.

LE OPPORTUNITÀ DI EXPORT PER IL PROGRAMMA EUROFIGHTER

Dunque il consorzio prevede di portare la produzione del caccia Eurofighter a 30 esemplari l’anno a partire dal 2028, più che raddoppiando il ritmo attuale. L’aumento sarebbe quindi trainato dai nuovi ordinativi provenienti da clienti internazionali, dall’Europa fino al Medio Oriente. Questo si aggiunge alle richieste di aerei e aggiornamenti da parte dei principali utenti, Germania, Spagna, Italia e Regno Unito.

Secondo il numero uno di Bae Systems, il programma Eurofighter presenta ulteriori opportunità di supporto e vendita, sia presso clienti esistenti sia nuovi, inclusi potenziali ordini europei. Ha affermato che i più recenti sistemi missilistici di Mbda forniscono al velivolo “capacità estremamente elevate”.

PROCEDE SPEDITO IL GCAP

Nel frattempo, accelera il Global Combat Air Programme (Gcap) che coinvolge Italia, Regno Unito e Giappone nello sviluppo del sistema di combattimento aereo di sesta generazione.

Il programma Gcap riguarda lo sviluppo di caccia di nuova generazione che dovranno entrare in funzione nel 2035 e sostituire progressivamente gli Eurofigher. Il progetto ha preso il via con la convenzione firmata tra i tre Paesi a dicembre 2023. Il Gcap è coordinato da una organizzazione governativa (Gigo) comune ai tre Paesi, che agisce come regista e committente, e, sotto il profilo industriale, è basato sulla joint venture paritetica (Edgewing) tra gruppi capofila: Leonardo per l’Italia, Bae Systems per il Regno Unito e Japan Aircraft Industrial Enhancement per il Giappone.

In particolare, i tre partner industriali del Gcap – Bae Systems, Leonardo e Jaiec – detengono una quota paritetica di Edgewing, ovvero ciascuno il 33%.

Il programma Gcap sta “facendo ottimi progressi”, secondo Woodburn, che ha dichiarato che Bae è “soddisfatta” della partnership.

Nel frattempo in Europa rischia di arenarsi definitivamente il Fcas (Future Combat Air System), il programma concorrente del Gcap frutto della collaborazione tra Germania, Francia e Spagna.

Alla domanda sulla possibilità di accogliere Airbus, azienda capofila per la Germania del programma Fcas, nel Gcap qualora il programma franco-tedesco-spagnolo dovesse fallire, l’amministratore delegato ha evitato dettagli, rileva Defense News.

“Le decisioni relative all’ampliamento della partnership sono interamente di competenza dei tre governi di Italia, Giappone e Regno Unito”, ha spiegato il ceo di Bae Systems preciando che “Non c’è molto altro che possa commentare al riguardo, a parte il fatto che abbiamo una partnership davvero solida che sta facendo grandi progressi e procede a ritmo sostenuto”.

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