Mobilità

Tutti i veri numeri del bonus bici

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Arrivano i primi parziali rimborsi del bonus bici. E dopo? Il corsivo di Nunzio Ingiusto

 

Veloci ma non troppo. Il bonus mobilità per l’acquisto di bici e monopattini non rosicchia chilometri ad andatura svelta. Cioè non compete (in senso figurato) con auto e moto lungo le strade cittadine. Anche se più di qualche sciagurato (in senso non figurato, stavolta) si diverte a correre e spesso a travolgere ignari passanti.

La prima pietra delle rivoluzione verde di Conte e Costa verso la sostenibilità urbana morde il freno, tanto per restare ad un lessico meccanico.

Dopo i giorni della bagarre per accedere al sito ministeriale, finalmente sono partiti i primi bonifici per i fortunati che nottetempo erano riusciti a farsi avanti.

È di oltre 54 milioni il valore dei buoni mobilità spesi, informa il Ministero dell’Ambiente. Sono stati effettuati i primi 90 mila rimborsi verso i cittadini per un importo di 30,28 milioni di euro.

Ai 23.889 esercenti, invece, sono stati riconosciuti 9,13 milioni di euro. Prime tranche, tutto sommato, perché “sulla base dello stato di avanzamento dell’erogazione del bonus, gli esercenti registrati alla piattaforma www.buonomobilita.it, presso i quali è possibile spendere i buoni , sono 3.234, con 5.454 punti vendita tra negozi fisici e on-line”.

L’anno si chiude, dunque, con risultati parziali rispetto alle ottime, iniziali, intenzioni del governo. Propositi su cui per mesi sono calati due mali storici della politica: burocrazia e polemiche.

Ricordate le dispute tra Ministeri su quale documento ritenere valido per ottenere il rimborso? E la debacle della piattaforma non line nel triste clickday? Davvero pensiamo di svoltare green con queste credenziali?

Per mesi è stato chiesto agli italiani ciclisti di avere pazienza. E tanta ne hanno avuta, dopo aver tirato fuori i soldi in attesa di un 50% di rimborso. Aspettate, perché un giorno tutto sarà easy, dicevano gli strilloni del Palazzo. Non è esattamente quello che è accaduto, se soltanto poche ore fa il Ministero dell’Ambiente è riuscito a fornire i primi numeri.

Nei giorni del crash informatico per registrarsi, il Ministro Sergio Costa sentì il dovere di scusarsi per la pessima figura, dovuta a deficit e impreparazione trasversali tra varie strutture dello Stato. Ed ora che qualcosa si sta muovendo? Entro fine anno si pareggiano i conti? I nomi e gli Iban registrati invecchieranno senza sorte?

Sarebbe assai utile, invece, conoscere la tempistica per i successivi rimborsi a tutti coloro che ne hanno diritto. Ah, aspettando il prossimo stanziamento: Ministro Costa dixit.

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