L’asse di ferro tra il presidente americano Donald Trump e il Primo ministro giapponese Sanae Takaichi ha reso da subito particolarmente accomodante Toyota nei confronti degli Stati Uniti e degli inasprimenti commerciali studiati alla Casa Bianca col solo intento di riempire d’ostacoli la strada davanti al cofano delle auto nipponiche (i pick-up Toyota sono il vero competitor di quelli a stelle e strisce) ed europee per favorire i marchi autoctoni.
TOYOTA ACCELERA CON GLI INVESTIMENTI NEGLI USA
Finora gli investimenti promessi da Toyota avevano riguardato i suoi hub produttivi in Kentucky e Indiana, cui si era aggiunto nell’ultimo periodo il mastodontico Project Orca: piano da 2 miliardi di dollari per 2mila nuovi posti di lavoro in Texas.
Cifra che sarebbe ora lievitata a 3,6 miliardi dopo che la scorsa settimana Washington ha rifiutato di rinnovare l’accordo di libero scambio nordamericano con Messico e Canada, fattore che aumentando l’incertezza per le merci che attraversano le dogane ha reso necessario prendere ulteriori provvedimenti per trasferire almeno parte della produzione di fuoristrada dal Messico agli Stati Uniti.
La Casa Bianca vuole proprio questo: colpire i propri vicini e, contemporaneamente, sottrar loro le Case automobilistiche estere che da sempre producono oltre i confini settentrionali e meridionali degli Stati Uniti i loro veicoli destinati poi al Nord America.
I CONTINUI TRASLOCHI DAL TEXAS AL MESSICO
Il produttore giapponese ha dichiarato che il nuovo edificio di circa 232.000 metri quadrati sorgerà all’interno del polo produttivo di San Antonio e sarà operativo entro il 2030. La nuova azienda nasce con un unico fine: far traslocare la produzione del pick-up di medie dimensioni Tacoma dallo stabilimento di Tijuana, in Messico, all’hub texano di San Antonio dove già realizza le Tundra e le Suv e dove è previstapure l’apertura di un nuovo impianto di circa 46.000 metri quadrati destinato alla produzione di assali posteriori.
Una vera e propria retromarcia rispetto ai piani originari se si considera che solo sei anni fa l’azienda nipponica aveva trasferito la produzione delle Tacoma dal Texas al Messico, per la precisione a Guanajuato, potenziando così la capacità messicana rappresentata fino ad allora dall’impianto di Tijuana che produce pick-up dal 2004. Quanto alla produzione di fuoristrada giapponesi in quel di Guanajuato, la produzione secondo quanto è dato sapere in queste ore dovrebbe continuare perché l’esodo verso gli Usa delle quote sarà solo parziale.
Questi sforzi messi in campo da Toyota oltre a essere apprezzati dalla Casa Bianca vengono ripagati a livello statale. Il Governatore del Texas, Greg Abbott, ha infatti dichiarato che l’investimento messo in campo dal costruttore potrà beneficiare di una sovvenzione di 20 milioni di dollari e di altri incentivi.






