Mobilità

Perché l’Autorità dei trasporti tampona Trenitalia (e non solo) sui rimborsi

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Trenitalia, Trenord, Ferrovie Emilia Romagna e altre 12 aziende di trasporto su ferro non rispettano le norme dell’Autorità dei trasporti per i rimborsi agli utenti

Da Trenitalia a Trenord, da Ferrovie Emilia-Romagna a Ente Autonomo Volturno. Sono queste solo alcune delle 15 aziende finite sotto la lente di ingrandimento dell’Autorità Trasporti, guidata da Andrea Camanzi, per il mancato rispetto delle norme sui rimborsi agli utenti.

L’Autorità ha avviato, per questo motivo, procedimenti sanzionatori nei confronti di 15 società di servizi ferroviari e di gestione delle stazioni. Andiamo per gradi.

LE IMPRESE COINVOLTE:

Partiamo dai protagonisti. Le società oggetto dei procedimenti sono:

Ente Autonomo Volturno S.r.l.
Ferrotramviaria S.p.A.
Ferrovie del Gargano S.r.l.
Ferrovie del Sud Est e Servizi Automobilistici S.r.l.
Ferrovie Emilia-Romagna S.r.l.
Ferrovienord S.p.A.
Gruppo Torinese Trasporti S.p.A.
La Ferroviaria Italiana S.p.A.
Sistemi Territoriali S.p.A.
Società Ferrovie Udine-Cividale S.r.l.
Società Unica Abruzzese di Trasporto S.p.A.
TPER S.p.A.
Trasporto Ferroviario Toscano S.p.A.
Trenitalia S.p.A.
Trenord S.r.l.

LE NORME

Facciamo un passo indietro. L’Autorità dei trasporti, questo autunno, ha messo nero su bianco alcuni diritti dei viaggiatori. Gli utenti pendolari, che spesso devono fare i conti con infiniti ritardi e soppressioni dell’ultimo minuto hanno diritto, secondo a disciplina dell’Autorità (delibera n. 106/2018) in materia di indennizzi, ad un rimborso. Un rimborso, sempre secondo le norme, spetta anche ai disabili costretti a spostarsi in stazioni che hanno attrezzature e strutture adeguate fuori uso per troppo tempo o che fanno fatica a salire su un treno viene segnalato come idoneo per gli utenti a mobilità ridotta ma che tale non è.

COSA VIENE CONTESTATO

Le 15 aziende finite nel mirino dell’Autorità non contemplerebbero le nuove norme nelle carta dei servizi degli operatori, in base a quanto appurato dalla stessa Autorità “verifica a campione delle carte dei servizi e delle condizioni generali di trasporto pubblicate sui siti web delle società e tramite la diretta interlocuzione con i gestori dei servizi ferroviari e quelli delle infrastrutture, tutti tenuti ad adeguarsi alla regolazione dell’Autorità”.

In pratica, le società non rispettano le norme “in materia di abbonamenti e più in generale sulle tempistiche massime per il riconoscimento del diritto all’indennizzo”.

MANCATO RIMBORSI

“L’intervento dell’Autorità enuncia il contenuto minimo degli specifici diritti che gli utenti dei servizi di trasporto per ferrovia connotati da oneri di servizio pubblico possono esigere nei confronti dei gestori dei servizi e delle infrastrutture ferroviarie, in particolare del diritto all’indennizzo in caso di disservizio”, si legge nella nota diffusa dall’Autorità guidata da Andrea Camanzi.

LE MULTE

Per le 15 società, dopo l’esito del procedimento, potrebbe arrivare una sanzione amministrativa pecuniaria fino a un importo pari al 10% del fatturato della società interessata.

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