Nel 1° semestre sono state prodotte 252.223 unità tra autovetture e veicoli commerciali, rispetto alle 221.885 unità dello stesso periodo del 2025. La produzione di autovetture registra un aumento del +27,7%, raggiungendo 158.193 unità, mentre quella dei veicoli commerciali segna una leggera flessione del -4%, attestandosi comunque su un buon livello di volumi pari a 94.030 unità.
Tutti gli stabilimenti auto evidenziano un miglioramento ad eccezione dello stabilimento di Cassino. La situazione nel sito laziale si sta sempre più aggravando con un’ulteriore perdita del 36,2%. Le nuove produzioni di Jeep Compass a Melfi e la 500 ibrida a Mirafiori, hanno determinato la crescita produttiva, recuperando le perdite registrate nel 2025, senza tuttavia permettere il ritorno ai volumi degli anni precedenti, né a quelli del 2024.
Pertanto le crescite più significative riguardano gli stabilimenti di assemblaggio auto di Mirafiori (+135,4%), Melfi (+88,4%). Discorso a parte per Modena, per il quale la crescita consistente è determinata dal trasferimento a fine 2025 delle produzioni di Maserati GC e GT provenienti da Torino. Lo stabilimento di Pomigliano d’Arco di fatto mantiene gli stessi volumi del 2025, mentre Cassino perde 1/3 della produzione già molto bassa del 2025.
Lo stabilimento di veicoli commerciali di Atessa (Abruzzo), pur rimanendo quello con i maggiori volumi produttivi (circa 94.020 unità, pari al 37,3% della produzione italiana), registra una flessione del -4% rispetto al primo semestre del 2025, recuperando ulteriormente rispetto al 1°trimestre 2026, questo a causa all’adeguamento della capacità produttiva della nuova verniciatura.
La ripresa dei volumi rappresenta un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi due anni negativi durante i quali le produzioni si sono quasi dimezzate rispetto al 2023. Siamo però lontani dall’obiettivo dichiarato nei tavoli ministeriali di raggiungere 1 milione di veicoli. L’utilizzo degli ammortizzatori sociali nel primo semestre è calato di circa il 30% per effetto dei nuovi lanci di produzione e per una flessione dell’occupazione.
Il 2026 dovrebbe beneficiare della produzione per l’intero anno della 500 ibrida, della nuova Jeep Compass e della DS8. Nel corso dell’anno si aggiungeranno anche le nuove produzioni di DS7 e Lancia Gamma. È prevedibile che il livello produttivo del 2026 sarà superiore a quello del 2025, attestandosi intorno ai 500 mila veicoli complessivi con le auto sopra le 300 mila; tuttavia, un eventuale avvicinamento ai volumi del 2023 dipenderà in larga misura dalla tenuta dei modelli già presenti negli stabilimenti e dal riscontro dei nuovi modelli sul mercato. Resta inoltre motivo di preoccupazione il quadro economico internazionale.
Sul piano occupazionale per il 2026, ad esclusione dello stabilimento di Cassino e Pomigliano, si prevede un calo dell’uso degli ammortizzatori sociali e in determinati contesti, anche qualche incremento dell’occupazione attraverso nuove assunzioni.
IL PIANO INDUSTRIALE DI STELLANTIS
Il piano illustrato da Stellantis rappresenta certamente un passo in avanti rispetto all’epoca Tavares, ma restano ancora aperte questioni fondamentali per garantire la sicurezza occupazionale e le prospettive dello stabilimento di Cassino, strettamente legate alla definizione dei piani industriali per Maserati e Alfa Romeo, di Termoli oltre che al rafforzamento di Mirafiori.
Vista la situazione in Europa, sono certamente positivi gli impegni verso l’Italia ovvero: la crescita dei volumi produttivi; nessuno stabilimento è a rischio di chiusura; l’impegno a saturare le attuali produzioni al 80%; i 5 miliardi di investimenti in ricerca e sviluppo nel periodo 2026-2030; le circa 300 assunzioni nelle aree di ingegneria nel biennio 2025-2026.
Le novità più importanti sugli stabilimenti sono state rappresentate dalle tre nuove vetture e-car di Pomigliano (due entro il 2028), il nuovo C-Suv Alfa Romeo a Melfi (entro il 2028), il nuovo Maserati Grecale nel 2027, l’investimento di 1 miliardo di euro per il LCV large. Nell’incontro sindacale ci aspettavamo risposte più concrete su Cassino e i progetti Maserati e Alfa Romeo. Il rinvio anche di pochi mesi pesa tantissimo in una situazione di bassissimi livelli produttivi. L’unica novità è la nuova Grecale entro il 2027, importante ma non sufficiente. E’ necessario garantire prospettive di medio-lungo periodo e individuare soluzioni immediate e nuove attività che consentano di sostenere l’occupazione e il futuro dello stabilimento.
Per Mirafiori abbiamo ribadito la necessità di non avere uno stabilimento monoprodotto, ma di affiancare un nuovo modello, mentre su Termoli abbiamo sottolineato la necessità di assegnare ulteriori attività produttive, alla produzione dell’eDCT e alla motorizzazione Euro 7 su GSE, e di considerare Termoli come luogo dove destinare la futura produzione di batterie, non appena risale la domanda di vetture elettriche.
La revisione del regolamento sulle emissioni rappresenta un primo segnale positivo, da semplificare e rafforzare rispetto all’obiettivo della neutralità tecnologica, che riteniamo fondamentale per il rilancio del settore e la sua sostenibilità sociale, senza vanificare gli investimenti già attuati sulle motorizzazioni elettriche. E’ necessario intervenire sul segmento dei LCV e sulle flotte aziendali, rafforzare la proposta sulla nuova categoria della e-car, rendere conveniente il rinnovamento del parco circolante, migliorare la normativa su “made in Europe”. La crisi dell’automotive non può essere affrontata esclusivamente con strumenti regolatori: serve un piano industriale europeo espansivo, sostenuto da debito comune e da un nuovo Fondo europeo con risorse comparabili al Next Generation EU, con adeguati incentivi e una strategia industriale.
l piano Europeo deve accompagnare la transizione garantendo sostenibilità ambientale, sociale e occupazionale. Per queste ragioni la FIM-CISL ha partecipato alla mobilitazione europea del 5 febbraio 2026 a Bruxelles ed è pronta a farlo nuovamente con maggiore determinazione.
Anche il governo italiano deve fare la propria parte, individuando risorse adeguate per sostenere e rilanciare l’intero comparto e la filiera dell’indotto, cambiando la logica che ha portato al taglio del Fondo del settore dell’auto. È inoltre urgente, intervenire sul costo dell’energia, già elevato per le imprese italiane rispetto ai principali Paesi europei.
E’ inoltre indispensabile continuare a garantire l’utilizzo degli ammortizzatori sociali negli stabilimenti e nell’indotto, accompagnandoli con politiche formative per rafforzare le competenze, al fine di evitare qualsiasi ipotesi di licenziamento.
LA SITUAZIONE NEI SINGOLI IMPIANTI ITALIANI DI STELLANTIS
Nel primo semestre 2026, a Mirafiori sono state prodotte 36.048 unità (+135,4%), rispetto alle 15.315 unità rilevate nel 2025. La totalità dei volumi dello stabilimento torinese, sono rappresentati dalle due versioni della nuova 500: full-electric e la ibrida. Il debutto produttivo della 500 ibrida rappresenta un risultato concreto delle azioni sindacali messe in campo e costituisce un elemento fondamentale per il mantenimento della missione produttiva di Mirafiori Questo passo ha permesso di invertire il trend negativo determinato dalla contrazione dei volumi della 500 elettrica. Grazie all’incremento della produzione, a febbraio sono state inserite 600 nuove risorse e da marzo 2026, è partito un secondo turno lavorativo, avviando così il graduale superamento della cassa integrazione. Monitoreremo con attenzione il target di Stellantis per il 2026, fissato a circa 100.000 vetture. Analizzando l’attuale produzione semestrale è difficile che venga raggiunto è più probabile che ci si attesti intorno alle 80.000 unità.
In base al piano Stellantis nel 2027, è previsto l’arrivo di una nuova 500 elettrica equipaggiata con batterie Stellantis, mentre nel 2030 debutterà la nuova generazione della 500e. Il Ceo di Stellantis ha comunicato che sarà una piattaforma multi-energy e avrà diverse forme e come se fossero più modelli.
Riteniamo che se tutto ciò non ha impatti sui volumi produttivi, sia indispensabile assegnare una seconda vettura a Mirafiori. Lo stabilimento di assemblaggio torinese non può infatti sostenersi basandosi su un unico modello.
Per l’assemblaggio di Mirafiori non è più in uso Il contratto di solidarietà dal 31 gennaio 2026.
Nell’unità produttiva “Preassembly & Logistic Unit” (ex mascherine) sono invece circa 200 i lavoratori coinvolti ancora nel contratto di solidarietà fino al 14 febbraio 2027.
L’impennata produttiva del 1° semestre dello stabilimento di Modena, con 475 unità prodotte rispetto alle 45 del 2025 è stata determinata dal trasferimento dell’assemblaggio delle Maserati GranTurismo e GranCabrio, che rappresentano circa l’88% della produzione complessiva.
Dall’inizio dell’anno l’ammortizzatore sociale è stato utilizzato per 11 giorni e non per tutti i reparti, dato l’esiguo utilizzo auspichiamo che non si faccia più ricordo al CDS. Il Gruppo ha annunciato per Modena il “Progetto Alta Gamma”, con il coinvolgimento della Motor Valley, finalizzato alla produzione di vetture di lusso ad alto contenuto tecnologico e artigianale.
Siamo in attesa di conoscere a dicembre il piano Maserati e capire se per Modena saranno previste altre assegnazioni, rafforzando la strategia produttiva e commerciale richiesta da tempo dalle organizzazioni sindacali.
Nel primo semestre 2026, la produzione a Cassino è crollata ulteriormente a 6.700 unità, segnando un pesante -36,2% rispetto al 2025. Un dato che evidenzia la drammaticità della situazione produttiva dello stabilimento. Nel dettaglio, sono state prodotte 4.125 unità tra Alfa Romeo Giulia e Stelvio, mentre la Maserati Grecale ha raggiunto le 2.575 unità. La condizione del sito produttivo e dell’intero indotto con questi numeri è diventata insostenibile.
Il 2025 si è chiuso con meno di 20.000 vetture prodotte e le stime per il 2026 indicano un ulteriore calo, fino a circa 13.000 unità. Le ricadute occupazionali sono gravissime. L’occupazione è oggi scesa a circa 2.130 addetti. L’attività produttiva è ridotta a poco più di 5-6 giorni lavorativi al mese, nei primi sei mesi si sono lavorate 39 giornate con circa 1.400 lavoratori presenti, mentre oltre 500 sono coinvolti in contratti di solidarietà. Le fermate collettive sono state 82.
Negli incontri di illustrazione del piano industriale di Stellantis, il gruppo ha confermato la produzione di una serie speciale degli attuali modelli Alfa Romeo Stelvio e Giulia che resteranno in produzione per tutto il 2027. A partire dal 2027 verrà prodotta la nuova Maserati Grecale. Hanno ribadito l’impegno a dare continuità allo stabilimento rilanciando i marchi Maserati e Alfa Romeo, che stanno lavorando con potenziali partner , ma hanno rinviato la comunicazione delle decisioni su Cassino entro fine anno. Se da una parte è positivo che il Gruppo si sia assunta la responsabilità di dare continuità produttiva allo stabilimento, è negativo il rinvio di qualche altro mese vista la gravità della situazione.
Quindi non abbiamo avuto conferme sulle due future Maserati annunciate (segmento E) e per il progetto su future Alfa Romeo (segmento D) come si svilupperanno e quali tempistiche.
Rimane il problema della necessità nell’immediato di portare nuove attività nella fase di preparazione che normalmente passa da 18-24 mesi dalla comunicazione ufficiale.
Mettere in sicurezza lo stabilimento, sia sotto il profilo occupazionale, sia in termini di prospettiva industriale, è la nostra priorità non più rinviabile. Un intervento in questa direzione deve poi produrre effetti positivi su tutto l’indotto e sull’intero territorio.
La metà della produzione di autovetture del gruppo Stellantis passa da Pomigliano, nel confronto con il primo semestre dell’anno precedente registra una produzione di 79.050 unità, in linea con quella dell’anno 2025.
La Panda, con 70.820 unità prodotte nel primo semestre 2026 è in crescita del +5% rispetto al 2025, mentre la produzione del SUV Alfa Romeo Tonale, pari a 8.230 unità segna una flessione del -18,6% rispetto alle 10.115 unità del 2025. Risulta invece ferma da un anno ormai, la produzione del SUV Dodge Hornet destinato al mercato nordamericano.
Nel sito, è attualmente attivo il contratto di solidarietà in deroga come ammortizzatore sociale. La media giornaliera dei lavoratori coinvolti in cassa integrazione è di circa 450 unità quando la produzione è attiva su tutti i modelli. Sulle linee Tonale/Hornet sono stati effettuati 47 giorni di CDS collettivo, con il coinvolgimento di circa 1.050 lavoratori per ciascun giorno di fermo produttivo. Per il modello Fiat Panda si registrano invece 19 giorni di CDS collettivo, durante i quali si ferma l’intero stabilimento, coinvolgendo tutti i 3.650 lavoratori.
Sul fronte del piano Stellantis, è stata confermata la produzione della “Pandina” fino al 2030, insieme all’introduzione della nuova versione con la possibilità di andare anche oltre.
La vera novità del piano è rappresentata dalla piattaforma e-car che verrà portata entro il 2028, dove verrà avviata la produzione di almeno due modelli e sicuramente potrebbe esserci un terzo.
Le e-Car sono auto piccole, elettriche ed ecologiche, tutte rigorosamente made in Europe per dare slancio e valore all’intera filiera produttiva. Le aspettative sono di numero di volumi elevati, tanto da sopperire ai volumi attualmente prodotti dal Tonale.
Con i nuovi modelli lanciati nel 2025 i volumi produttivi sono cresciuti, in particolare la nuova Jeep Compass ha determinato un significativo miglioramento del dato produttivo nel primo semestre rispetto all’anno precedente (+88,4%). In termini assoluti, la produzione si attesta a 35.920 unità, contro le 19.070 del 2025.
Siamo comunque lontani dai livelli produttivi del 2019, quando si superavano le 152.767 unità nel semestre. Il lancio della Jeep Compass, nelle versioni full electric e ibrida, conferma la nostra posizione ovvero, che l’assegnazione di modelli multi-energy genera un impatto positivo sui volumi: nel primo trimestre sono state prodotte circa 33.293 unità. Diverso è il caso dell’ammiraglia elettrica premium DS8 che, con 1.944 unità prodotte nello stesso periodo, si colloca in una nicchia orientata al lusso e all’alta tecnologia.
Nel secondo semestre 2026, con l’avvio della produzione della DS7 e successivamente il lancio della Lancia Gamma, entrambe multi-energy, cresceranno ulteriormente i volumi.
La nostra richiesta di assegnare allo stabilimento un ulteriore modello con maggiore capacità di generare volumi, rispetto agli attuali modelli DS, si è concretizzato nel piano Stellantis con l’arrivo di un nuovo modello Alfa Romeo entro il 2028. Confidiamo in una ricaduta occupazionale positiva, una riduzione del ricorso agli ammortizzatori e soprattutto un beneficio positivo nella componentistica dell’indotto.
Nel primo semestre si sono registrati 42 giorni di fermo collettivo, gestiti tramite Contratto di Solidarietà, per un totale di 80 turni persi. Nei restanti giorni lavorativi, l’utilizzo medio del CDS — in scadenza il 27 luglio 2026 — è stato pari al 40%, con il coinvolgimento di circa 1780 lavoratori al giorno.
La riduzione dei volumi degli ultimi anni ha già prodotto rilevanti conseguenze occupazionali: dal 2021 circa 2.800 lavoratori hanno lasciato l’azienda su base volontaria incentivata, riducendo l’organico a 4.440 unità. Attualmente, circa 320 lavoratori risultano in prestito presso altri stabilimenti del Gruppo.
È inoltre indispensabile continuare a fornire risposte industriali concrete all’indotto melfitano, oggi in forte difficoltà. Occorrono garanzie sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali e il riconoscimento di una priorità per le aziende locali nelle forniture, bene impegno gruppo su futuro modello Alfa Romeo, bisogna continuare in quella direzione. È fondamentale inoltre, che tutti i livelli istituzionali — nazionali e regionali — agiscano in modo coordinato per tutelare l’occupazione, sostenere le imprese nella transizione e attivare pienamente gli strumenti previsti dagli accordi di programma e dalle aree di crisi complessa, così da attrarre nuovi investimenti e offrire prospettive di sviluppo all’intero territorio.
Nel primo semestre del 2026 la produzione di veicoli commerciali ha raggiunto quota 94.030 unità (-4%), rispetto alle 97.980 unità registrate nel 2025. La flessione è riconducibile alla nuova situazione strutturale determinata dagli investimenti nel reparto di verniciatura.
Lo stabilimento di Atessa è il principale polo produttivo del nostro Paese, rappresentando più di un terzo delle unità prodotte dal gruppo Stellantis in Italia. Nello stabilimento vengono realizzati i veicoli commerciali del Gruppo, tra cui: Fiat Ducato, Peugeot Boxer, Citroën Jumper, Opel Movano / Vauxhall Movano e Toyota Proace Max.
Nei primi mesi dell’anno si è registrata una parziale riattivazione del terzo turno, accompagnata da un incremento della produzione giornaliera: elementi che fanno ben sperare in merito alla capacità di sviluppare maggiori volumi produttivi. Nel piano industriale di Stellantis è stata confermata l’importanza dello stabilimento abruzzese nella strategia del gruppo Stellantis. Nello specifico Stellantis poterà la prossima generazione di veicoli commerciali di grandi dimensioni. Continueranno gli investimenti innovati sui prodotti anche nelle versioni full electric. Solo ad Atessa verrà investito oltre 1 miliardo di euro nei prossimi 5 anni. Una scelta che garantirà il futuro dello stabilimento, confermando la centralità dell’Italia in un segmento cruciale come quello dei veicoli commerciali.
Ribadiamo l’importanza di rafforzare la capacità del reparto di verniciatura, al fine di riportare la capacità produttiva complessiva su livelli più elevati.
Dall’inizio dell’anno, il numero medio di lavoratori coinvolti in misure di solidarietà in scadenza a luglio 2026 si attesta intorno alle 200 unità. Auspichiamo che nei prossimi mesi questo numero possa progressivamente ridursi, fino ad arrivare, al suo completo azzeramento.
STELLANTIS ITALIA: Volumi Produttivi relativi al 1° semestre 2026
|
Stabilimenti Stellantis |
Dip. |
numero vetture prodotte nel I° semestre anni 2019-2026 |
||||||||
|
30/06/19 |
30/06/20 |
30/06/21 |
30/06/22 |
30/06/23 |
30/06/24 |
30/06/25 |
30/06/26 |
26 VS 25 |
||
|
Polo Produttivo Torinese |
1.913 |
7.078 |
5.725 |
35.014 |
48.760 |
53.330 | 19.510 | 15.315 | 36.048 |
135,4% |
|
Maserati Modena |
786 |
710 |
– |
410 |
610 |
600 |
160 | 45 | 475 |
955,6% |
|
Cassino |
2.130 |
28.664 |
14.692 |
22.966 |
26.310 |
25.940 | 15.900 | 10.500 | 6.700 |
-36,2% |
|
Pomigliano |
3.750 |
117.382 |
45.670 |
72.700 |
79.730 |
100.420 | 103.920 | 78.975 | 79.050 |
0,1% |
|
Melfi |
4.440 |
152.767 |
82.175 |
112.796 |
93.580 |
110.820 |
47.020 | 19.070 | 35.920 |
88,4% |
|
Tot. Auto |
13.019 |
306.601 |
148.262 |
243.886 |
248.990 |
291.110 |
186.510 |
123.905 |
158.193 |
27,7% |
|
Atessa – Veicoli commerciali |
4.264 |
149.216 |
106.730 |
163.780 |
102.900 |
114.760 |
117.000 | 97.980 | 94.030 |
-4,0% |
|
Totale (Auto+V.Commerciali) |
17.283 |
455.817 |
254.992 |
407.666 |
351.890 |
405.870 |
303.510 |
221.885 |
252.223 |
13,7% |
STELLANTIS ITALIA: Volumi Produttivi storici annui dal 2017 al 2025
|
Stabilimenti Stellantis |
Dip. |
numero veicoli prodotti |
|||||||||
|
31/12/17 |
31/12/18 |
31/12/19 |
31/12/20 |
31/12/21 |
31/12/22 |
31/12/23 |
31/12/24 |
31/12/25 |
25 VS 24 |
||
|
Polo Produttivo Torinese |
2.100 |
69.478 |
43.128 |
19.110 |
36.702 |
77.267 |
94.710 |
85.940 |
25.920 |
30.202 |
16,5% |
|
Maserati Modena |
843 |
3.733 |
1.790 |
1.008 |
160 |
860 |
1.250 |
1.244 |
260 |
200 |
-23,1% |
|
Cassino |
2.200 |
135.263 |
99.154 |
58.772 |
53.422 |
43.753 |
55.000 |
48.800 |
26.850 |
19.364 |
-27,9% |
|
Pomigliano |
3.750 |
204.444 |
183.589 |
198.674 |
140.478 |
123.000 |
165.000 |
215.000 |
167.980 |
131.180 |
-21,9% |
|
Melfi |
4.530 |
330.536 |
339.865 |
248.100 |
229.848 |
163.646 |
163.793 |
170.120 |
62.080 |
32.760 |
-47,2% |
|
Tot. Auto |
13.423 |
743.454 |
667.526 |
525.664 |
460.610 |
408.526 |
479.753 |
521.104 |
283.090 |
213.706 |
-24,5% |
|
Atessa – Veicoli commerciali |
4.500 |
292.000 |
297.007 |
293.216 |
257.026 |
265.048 |
206.000 |
230.280 |
192.000 |
166.000 |
-13,5% |
|
Totale (Auto+V.Commerciali) |
17.923 |
1.035.454 |
964.533 |
818.880 |
717.636 |
673.574 |
685.753 |
751.384 |
475.090 |
379.706 |
-20,1% |



