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Tutti i problemi da chip per Stellantis tra Melfi, Sevel, Francia e Germania

Vendite Stellantis

La carenza di microchip crea problemi di produzione a Stellantis negli stabilimenti a Melfi, in Francia e in Germania. Al sito di Sevel in Abruzzo è “rottura” tra la società e i sindacati. Tutti i dettagli

 

Le case automobilistiche continuano ad avere problemi di approvvigionamento di semiconduttori, e la crisi – iniziata sulla fine del 2020 e lontana, sembra, dalla fine – le sta obbligando a ridurre o addirittura a fermare la produzione di veicoli.

PROBLEMI A MELFI PER STELLANTIS

È il caso – ma non è certo l’unico – di Stellantis, che ha sospeso la riapertura dello stabilimento di Melfi, il più grande tra quelli in Europa. La stessa sorte era già toccata alla fabbrica di Pomigliano d’Arco e al sito di Sevel (una società del gruppo) ad Atessa, come ricostruito dal Sole 24 Ore.

Lo stabilimento di Melfi riaprirà il 13 settembre ma la produzione sarà garantita solamente per cinque giorni; dopodiché le attività dovranno interrompersi per mancanza di componentistica elettronica. I microchip scarseggiano, e le case automobilistiche competono per l’accaparramento con quelle di elettronica. Queste ultime sono favorite agli occhi dei produttori di semiconduttori perché generalmente utilizzano chip più avanzati di quelli impiegati nei veicoli, e più remunerativi.

LE CONSEGUENZE PER I LAVORATORI

I problemi operativi a Melfi potrebbero portare – aggiunge il Sole 24 Ore – a una sospensione del contratto di solidarietà per i circa settemila addetti dello stabilimento e al passaggio alla cassa integrazione ordinaria forse fino alla fine di settembre, quando la situazione potrebbe venire rivalutata. L’organizzazione del lavoro su diciotto turni potrebbe passare a quindici, senza lavoro nei fine-settimana.

LA PRODUZIONE DI MELFI

Stando ai dati del sindacato Fim-Cisl, nel 2020 l’output dello stabilimento di Melfi ha rappresentato da solo la metà dei volumi produttivi di Stellantis in Italia.

Nel primo semestre del 2021, similmente, a Melfi è stato prodotto il 46,3 per cento dei veicoli realizzati negli stabilimenti italiani della società: vale a dire 112.976 automobili, con un +37,5 per cento rispetto ai livelli del primo semestre del 2020 ma un -26 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019 (152.767 unità), prima dello scoppio della pandemia.

IL RUOLO DI MELFI PER STELLANTIS

Melfi sembra insomma ricoprire un ruolo centrale nella pianificazione industriale di Stellantis per l’Italia, non soltanto per i suoi volumi. A giugno la società ha deciso di impiantare qui la sua piattaforma (chiamata STLA Medium) per la produzione di quattro modelli di veicoli elettrici e ibridi di media cilindrata. Il sito, poi, è stato riorganizzato: da due linee si è passati a una, pur mantenendo la capacità produttiva attuale di 400mila unità all’anno. È stata anche creata un’area destinata all’assemblaggio delle batterie per le auto elettriche. Stellantis ha sì deciso di aprire la sua fabbrica di batterie a Termoli (dunque in Molise, non in Basilicata), ma la struttura è comunque ben integrata con il comparto produttivo automobilistico del sud Italia, come spiegava a Start Magazine il giornalista Ugo Bertone.

I PROBLEMI ALLO STABILIMENTO DI SEVEL

Ancora più critica per Stellantis è forse la situazione allo stabilimento di Sevel in Abruzzo, dedicato ai veicoli commerciali leggeri marchio FIAT, Peugeot e Citroën.

Come dichiarato nei giorni scorsi dalla Fim-Cisl, “sono in pericolo 705 posti di lavoro e anche il futuro dello stabilimento”. Dopo l’incontro con i rappresentanti della società, ha fatto sapere il sindacato, si è aperta “una situazione di rottura e di conflitto” che porterà “dritti allo sciopero”, il primo indetto contro Stellantis.

COSA HA DETTO ULIANO (FIM-CISL)

Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim-Cisl, ha spiegato che nel 2016 nello stabilimento abruzzese di Sevel “si sono prodotti 290.000 furgoni e i lavoratori Sevel a tempo indeterminato erano 6059; nel 2021 l’obiettivo è oltre 300.000 veicoli e i lavoratori Sevel sono 5670 e i somministrati sono attualmente 705 (625 somministrati in staff leasing e 80 a tempo determinato)”.

“Non è mai successo nella storia di Fca e Fiat che i livelli occupazionali del personale interno fosse così bassi e il numero dei lavoratori somministrati fosse invece così elevato e per un periodo così lungo”, afferma Uliano.

BLOCCHI ANCHE AGLI STABILIMENTI IN FRANCIA E GERMANIA

La scorsa settimana ci sono state blocchi alla produzione anche negli stabilimenti di Stellantis in Francia (Rennes e Sochaux) e in Germania (Eisenach).

A Rennes la produzione sarà sospesa anche questa settimana. Una linea di produzione a Sochaux non è stata riattivata e alla fabbrica di Eisenach non ci sarà produzione neanche oggi, ha detto ieri un portavoce di Stellantis a Reuters.

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