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Stellantis, Elkann si elettrizza nel Regno Unito e Johnson festeggia

Stellantis Regno Unito

La fabbrica Vauxhall di Ellesmere Port nel Regno Unito punta sull’elettrico, Stellantis investe con il sostegno del governo Johnson 100 milioni di sterline. Dibattito fra esperti inglesi

 

Stellantis investirà 100 milioni di sterline, con il sostegno del governo britannico, per l’impianto Vauxhall di Ellesmere Port nel Regno Unito, dove si produrrà un veicolo totalmente elettrico.

Ellesmere Port sarà quindi il primo stabilimento Stellantis in cui, entro la fine del 2022, saranno prodotti veicoli commerciali e per il trasporto passeggeri totalmente elettrici a batteria dei marchi Vauxhall, Opel, Peugeot e Citroen, destinati al mercato interno e all’esportazione.

Sarà un ulteriore passo per seguire la decisione del governo britannico di cessare la vendita di veicoli a benzina e diesel dal 2030. Come altri produttori automotive, anche Stellantis si sta preparando quindi per un futuro completamente elettrico.

Gli investitori hanno apprezzato la decisione del gruppo automobilistico, nato a gennaio dalla fusione di Fca e Psa.

Stellantis, il cui primo azionista è la holding Exor di John Elkann con il 14,4%, prosegue infatti in rialzo a Piazza Affari, con il titolo che, a inizio pomeriggio, sale dello 0,7% a fronte di un mercato in calo e delle vendite sul comparto a livello europeo.

Ecco tutti i dettagli.

L’INVESTIMENTO DI STELLANTIS NEL REGNO UNITO

Stellantis ha annunciato l’investimento di 100 milioni di sterline nell’impianto Vauxhall di Ellesmere Port, con il quale lo stabilimento entrerà in una nuova era della produzione di veicoli elettrici.

L’investimento sfrutterà le azioni volte al miglioramento delle prestazioni, rese possibili dalla collaborazione tra l’azienda, il sindacato Unite the Union e i dipendenti. La volontà di Stellantis di assicurare un futuro sostenibile a Ellesmere Port ha ricevuto il pieno sostegno del governo britannico, del consiglio dell’autorità combinata del Cheshire West e Chester, del partenariato di imprese locali del Cheshire e Warrington e del Chester College.

Stellantis ha anche annunciato l’intenzione di considerare un ulteriore investimento nello stabilimento di Ellesmere Port con la creazione di un nuovo centro di distribuzione ricambi per il Regno Unito.

LO STABILIMENTO DI ELLESMERE PORT

Ellesmere Port diventerà, entro la fine del prossimo anno, il primo stabilimento produttivo dedicato ai veicoli commerciali leggeri e alle vetture elettriche di Vauxhall, Opel, Peugeot e Citroën. In questo modo aiuterà Stellantis a mantenere la propria posizione di leadership in Europa nel settore dei veicoli commerciali leggeri.

LA RASSICURAZIONE DELL’AD TAVARES

Vauxhall, parte del gruppo Stellantis, continuerà a produrre vetture in Gran Bretagna come fa dal 1903. Ad assicurarlo, dopo l’annuncio dell’investimento sullo stabilimento di Ellesmere Port, è l’ad del gruppo automobilistico, Carlos Tavares.

Come ricorda la Bbc, il futuro dell’impianto era stato messo in dubbio dopo che la società madre di Vauxhall ha scartato i piani per costruire lì il suo nuovo modello Astra.

IL GOVERNO PUNTA SULL’ELETTRICO

“L’orgogliosa tradizione di Ellesmere Port nella produzione di automobili continuerà per molti anni a venire grazie agli investimenti di oggi. La decisione di Stellantis di raddoppiare il proprio impegno in questo sito è un chiaro voto di fiducia nel Regno Unito come uno dei migliori luoghi a livello globale per una produzione automobilistica competitiva e di alta qualità”, ha detto Kwasi Kwarteng, segretario di Stato britannico per le imprese, l’energia e la strategia industriale.

LA SODDISFAZIONE DEL PREMIER JOHNSON

“Fantastico che Stellantis sta aprendo la prima fabbrica d’Europa per la produzione di massa di veicoli elettrici qui nel Regno Unito” ha dichiarato su Twitter il premier Boris Johnson. “È un enorme voto di fiducia nella nostra economia e un ottimo esempio del tipo di lavori altamente qualificati e ben pagati al centro della nostra rivoluzione industriale verde”.

LA QUESTIONE BATTERIE

Tuttavia, puntare sulla mobilità elettrica significa anche garantire un approvvigionamento di batterie.

“Non c’è un impianto di batterie [per veicoli elettrici Stellantis] in costruzione nel Regno Unito” ha notato il professor David Bailey, economista della Birmingham Business School, alla Bbc. “Quindi se le batterie arrivano dalla Francia o altrove, ciò aumenterà i costi e lascerà Ellesmere Port come uno stabilimento dagli alti costi”.

Proprio per questo motivo, secondo l’economista “[Costruire una fabbrica di batterie] significherebbe davvero ancorare la produzione di veicoli a Stellantis a Ellesmere Port e Luton nel Regno Unito”. “A lungo termine avremo bisogno di molte batterie nel Regno Unito e avremo bisogno di impianti di batterie per mantenere la produzione di massa di auto e veicoli qui” ha concluso Bailey.

I PROGETTI DI STELLANTIS

Al momento Stellantis sta avviando due fabbriche di batterie, una in Francia e una in Germania.

Sempre la Bbc ricorda che le due gigafactory di Douvrin in Francia e Kaiserslautern in Germania riceveranno un sostegno del governo francese e tedesco di 1,3 miliardi di euro.

E la casa auto sta cercando di stabilirne un terzo in Italia, secondo indiscrezioni stampa.

IN ITALIA SI SPINGE PER LA GIGAFACTORY

Come ha scritto un mese fa Start, il governo Draghi vuole una propria gigafactory ed ha previsto, nel Pnrr, lo stanziamento di 600 milioni di euro di fondi pubblici. Ora lo stesso governo ha avviato dei colloqui con Stellantis, per avviare una collaborazione pubblico-privata, provando a superare il miliardo di euro di investimenti, per dotare il Paese di un’infrastruttura strategia per la mobilità elettrica.

MA DOVE COSTRUIRLA?

“Dove costruirla dipende dalle scelte dei produttori, in questo caso Stellantis, e dei territori interessati” ha dichiarato nei giorni scorsi in un’intervista a La Stampa, il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani. “Da una parte ci sono aree come quella di Torino che hanno le competenze e una tradizione consolidata nel settore dell’auto. Dall’altra ci sono territori nel Sud che hanno seri problemi di riconversione del loro impianto produttivo’”.

E su Torino spinge proprio oggi la compagine di governo guidata da Matteo Renzi.

“Torino ha tutte le potenzialità per divenire la capitale europea della mobilità sostenibile e rappresenta oggi il miglior candidato, per infrastrutture, tecnologia, sviluppo e ricerca e competenze professionali, per ospitare la gigafactory” si legge in una nota a firma della deputata Silvia Fregolent, capogruppo Italia Viva in Commissione Ambiente di Montecitorio.

“Anche dal punto di vista logistico il capoluogo piemontese è un nodo strategico: le batterie per essere assemblate e costruite hanno bisogno di appositi minerali e materiali e Torino, anche grazie alla nuova Tav, potrà garantire rapidi approvvigionamenti e efficaci smistamenti della produzione” conclude la nota.

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