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La Francia critica Scholz ma non rinuncia agli affari con la Cina. Caso Renault-Geely

Renault Geely

La Francia aveva attaccato Scholz per il viaggio in Cina (con lui c’erano, tra gli altri, rappresentanti di Volkswagen). Attraverso Renault, però, di cui possiede una quota, anche Parigi sta approfondendo la relazione con Pechino

 

La casa automobilistica francese Renault e il gruppo cinese dell’automotive Geely hanno annunciato oggi di aver raggiunto un accordo per una joint venture paritaria che fornirà motori a combustione interna e sistemi ibridi sia ai propri modelli che a quelli degli altri produttori di veicoli.

LA RISTRUTTURAZIONE DI RENAULT

L’accordo è importante per Renault, che sta attraversando una complicata fase di ristrutturazione: al di là del business dei motori endotermici (indicato con il nome in codice di “Horse”), si sta dedicando anche al rilancio della partnership con la giapponese Nissan, che vorrebbe convincere a investire nella sua nuova unità focalizzata sull’elettrico (soprannominata “Ampere”).

– Leggi anche: Cosa succede in casa Renault (acciaccata dai russi)

COSA SAPPIAMO DELLA JOINT VENTURE TRA RENAULT E GEELY

Della joint venture tra Renault e Geely si sa che impiegherà 19mila persone: lavoreranno nei diciassette stabilimenti per la produzione di gruppi motopropulsori (powertrain) e tre centri di ricerca e sviluppo.

L’intesa preliminare non è vincolante, riporta Reuters, ma le due parti dovrebbero raggiungere un accordo finale per il lancio effettivo della nuova società nel 2023.

Una fonte dell’agenzia ha rivelato che la sede della joint venture sarà a Londra. Nel comunicato ufficiale non vengono forniti dettagli finanziari; viene specificato però che Renault e Geely avranno una quota del 50 per cento ciascuna della società.

Le due aziende automobilistiche già possiedono una joint venture in Corea del sud.

COSA FA GEELY

L’approfondimento della partnership con Renault è importante anche per Geely, che vuole espandersi al di là della Cina e che ha mostrato un certo interesse per l’Europa: è infatti già proprietaria del marchio svedese Volvo e possiede una quota del 9,7 per cento della tedesca Daimler.

LE RISERVE DI NISSAN

I legami con Geely potrebbero complicare i rapporti di Renault con Nissan, che sta valutando un investimento nell’unità “Ampere” della casa francese ma ha sollevato alcune preoccupazioni sulla tutela della proprietà intellettuale (specie per quanto riguarda le batterie e i gruppi propulsori per i veicoli elettrici, tecnologie strategiche).

Renault e Geely hanno detto che la loro nuova joint venture punterà a fornire motori a combustione interna e powertrains ibridi a Nissan e a Mitsubishi, un’altra azienda giapponese. Puntano a dotarsi di una capacità produttiva di circa cinque milioni di motori e propulsori all’anno.

FRANCIA, GERMANIA E CINA

Nelle scorse settimane la Francia è stata molto critica verso il viaggio in Cina del cancelliere tedesco Olaf Scholz, accusando Berlino di voler “fare da sola” con Pechino, senza coinvolgere il resto dell’Unione europea, e di voler stringere i rapporti economici con una nazione autoritaria e potenzialmente ostile.

Nel suo viaggio Scholz è stato accompagnato da una delegazione di imprenditori, nella quale figuravano anche i rappresentanti di Volkswagen.

Attraverso Renault, di cui possiede una quota del 15 per cento, anche lo stato francese sta approfondendo la relazione con la Cina.

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