Dopo la dismissione della branca dedicata alla micromobilità elettrica Mobilize, lo stop nel car sharing di Zity e lo smantellamento della divisione di auto EV Ampere, Renault ora taglia il personale. La ripartenza della Losanga, infatti, secondo quanto riporta la stampa d’Oltralpe passa non solo da una strategia sempre meno elettrica, ma anche da dolorose sforbiciate.
LA DIETA DI RENAULT
Renault nelle ultime ore ha fatto sapere che nei prossimi 24 mesi sarà lasciato a casa il 15 o forse pure il 20 per cento degli ingegneri. Il motivo? Più d’uno. Nel novero, ovviamente, la difficoltà dell’intero comparto auto, le sbandate sull’auto elettrica e la concorrenza cinese. Tutte ragioni per cui è necessario procedere a spron battuto con l’abbattimento dei costi alla ricerca di un miglioramento dei margini.
SI TAGLIA NEI MERCATI EMERGENTI
Particolare non di secondo piano la geografia dei tagli che riguarderanno soprattutto le attività tecniche in Paesi come Brasile, India, Marocco, Romania, Corea del Sud, Spagna e Turchia. In gran parte insomma (se si esclude la penisola iberica) collima con il presidio che avrebbe dovuto avere il ramo aziendale Horse deputato allo sviluppo di motori a combustione.
Spenta la gemellina Ampere, che sarebbe dovuta essere francocentrica, l’azienda d’Oltralpe che attualmente ha 12 mila posizioni in ambito ingegneristico e intende a passare sotto la soglia delle 10 mila unità, manterrà comunque in Francia le principali attività di sviluppo di nuove tecnologie e di progettazione.
GLI INGEGNERI ORMAI SONO CINESI
La frase che Luca de Meo, ex amministratore delegato di Renault, rilasciò qualche tempo fa al quotidiano cinese China Daily circa la necessità per chiunque, occidentali inclusi, di sviluppare auto elettriche low cost nel Paese del Dragone (“Quando ho proposto l’idea al mio team in Francia, mi hanno detto che era impossibile, ma in Cina, gli ingegneri mi hanno risposto: ‘Nessun problema’”) pare alla base della strategia dell’attuale Ceo di Renault, Francois Provost, se si pensa che la Twingo a batteria sarà sì assemblata in Europa ma pensata in estremo Oriente. La ricerca e sviluppo delle Case occidentali guarderà sempre più agli ingegneri cinesi?







