Mobilità

Rc auto, ecco perché in Italia le assicurazioni sono più salate

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Rc Auto

Il premio medio della Rc auto in Italia (premio di tariffa al netto delle tasse) risulta più alto di 90 euro della media dei principali quattro paesi europei. “Il maggior prezzo per i consumatori italiani trova spiegazione nel più elevato costo dei sinistri”: numeri, confronti e analisi dal rapporto Ivass presentato il 18 giugno

 

“Nel 2019 i prezzi dell’Rc Auto sono diminuiti del 2,7 per cento; negli ultimi 6 anni la flessione complessiva è di circa il 22 per cento e, nel confronto internazionale, il divario è passato da oltre 200 a 90 euro. Tuttavia, in diverse aree del Paese l’offerta continua a registrare prezzi elevati, soprattutto per i contraenti più giovani”.

Lo ha affermato il presidente dell’Ivass Daniele Franco, nelle considerazioni annuali dell’Istituto che vigila sulle assicurazioni, secondo cui “non è più procrastinabile un riordino della normativa del settore”. L’Ivass, spiega “è pronto a fornire il proprio contributo tecnico al fine di accrescere l’efficienza del mercato e promuovere una riduzione dei prezzi meglio distribuita, una migliore qualità dell’offerta e una maggiore tempestività dei risarcimenti”.

Per le auto, ricorda l’Ivass con i dati usciti a marzo, il premio medio delle polizze r.c. nel 2019 ammonta a 414 euro ( -2% rispetto al 2018). I sinistri sono il 6,4% delle polizze, con un costo medio pari a 4.186 euro. Per i ciclomotori e motocicli, il premio medio r.c. ammonta a 271 euro (+2% rispetto al 2018). I sinistri sono il 3,5% delle polizze, con un costo medio pari a 6.302 euro. Il 23% delle polizze r.c. auto stipulate tra ottobre e dicembre 2019 prevede una scatola nera, con effetti di riduzione del premio.

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MERCATO RC AUTO, ESTRATTO DAL RAPPORTO ANNUALE DELL’IVASS:

Sono stati confrontati, per il periodo 2014-2018, i premi medi r.c. auto, al netto del carico fiscale e parafiscale, pagati dagli assicurati in cinque principali Paesi dell’Unione Europea (Italia, Francia, Spagna, Germania, Regno Unito), con un approfondimento sulle relative componenti (costo sinistri, spese, margine tecnico). I Paesi considerati costituiscono il 63% della popolazione e il 74% del prodotto interno lordo dell’Unione.

I dati sono stati acquisiti dalle rispettive Autorità di vigilanza e integrati, ove necessario, con altre informazioni ufficiali.

Oltre al diverso costo della vita, rilevano nei differenziali di prezzo tra paesi le caratteristiche dei sistemi nazionali risarcitori, sanitari e di welfare, in particolare nel trattamento del danno alla persona (danno biologico e patrimoniale).

Infine, va tenuto conto del diverso grado di penetrazione delle assicurazioni contro i danni, in quanto una maggiore raccolta premi nelle assicurazioni non auto può consentire agli assicuratori di offrire tariffe più basse nel comparto auto, utilizzando i maggiori profitti eventualmente presenti negli altri rami danni. Nel 2018, l’Italia rimane l’ultimo dei cinque Paesi come spesa pro-capite per le polizze danni non auto e il primo nella r.c. auto (fig. II.1).

Struttura dei prezzi r.c. auto: le diverse componenti

A fine 2018 il premio medio della r.c. auto in Italia (premio di tariffa al netto delle tasse) risultava più alto di 90 euro della media dei principali quattro paesi europei (fig. II.2).

Il maggior prezzo per i consumatori italiani trova spiegazione nel più elevato costo dei sinistri (premio puro) per 89 euro e nell’ammontare delle spese (acquisizione e gestione nel complesso) per 19 euro; il margine tecnico atteso per polizza (al netto dei proventi finanziari e al lordo del risultato futuro dello smontamento della riserva sinistri della generazione 2018), è rimasto negativo in Italia (-6 euro; era di -18 euro l’anno precedente) e positivo nella media degli altri Paesi (11 euro). È pertanto proseguita la politica di prezzi scontati delle imprese italiane.

In termini relativi, in Italia la componente rappresentata dal costo dei sinistri (premio puro) è rimasta superiore all’80%, più elevata rispetto al 74% medio negli altri Paesi; il costo delle commissioni di acquisizione e spese amministrative è allineato (21,1% in Italia, 21,0% negli altri Paesi). Nel 2018 è proseguita la riduzione del gap dei premi italiani rispetto agli altri Paesi, in atto dal 2012 (fig. II.3). Il gap si è più che dimezzato nei sei anni (-55% per 113 euro, tav. II.1).

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