Prende corpo e anzi continua ad aumentare il proprio perimetro il piano “lacrime e sangue” di Porsche finalizzato a riportare i bilanci in carreggiata.
PORSCHE ACCELERA COI TAGLI
Nel febbraio 2025 la scuderia di auto sportive tedesche aveva annunciato la necessità di ridurre di circa 1.900 unità i posti di lavoro entro il 2029, concentrandosi principalmente sugli stabilimenti di Stoccarda-Zuffenhausen e Weissach, in Germania.
Una ulteriore estensione rispetto al progetto emergenziale deciso dall’ex amministratore delegato Oliver Blume (la crisi lo ha costretto a occuparsi solo del Gruppo Vw, lasciando il volante di Porsche a Michael Leiters) del 2024 che prevedeva la non estensione dei contratti a termine per 1.500 dipendenti, con ulteriori 500 contratti in scadenza.
Il recente peggioramento dei conti ha fatto il resto e adesso Porsche non risparmia neppure più le divisioni un tempo considerate cruciali nello storytelling della ‘nuova mobilità’ operanti nel ramo software e nel settore della mobilità sostenibile, a conferma dell’inchiodata di Stoccarda in tali ambiti per concentrarsi su ciò che ha sempre fatto con profitto: auto sportive dal motore endotermico.
LE DIVISIONI TAGLIATE DA PORSCHE
Porsche ha infatti annunciato, secondo quanto riportano le agenzie, la chiusura di tre controllate: la prima è Cellforce Group, guidata da Sebastian Albani che nei piani originari avrebbe dovuto occuparsi della produzione in house di batterie ad alte prestazioni. In realtà, che Cellforce fosse da tempo scarica Start Magazine lo aveva anticipato quasi un anno fa.
La scure dei tagli impugnata dall’allora Ceo Blume si era insomma abbattuta sulla divisione persino prima che le ultime e più forti sbandate finanziarie di Porsche costringessero il marchio nel portafogli del Gruppo Volkswagen a rivedere profondamente la line-up dei modelli elettrici, riducendola drasticamente.
ANCHE LE E-BIKE HANNO LE GOMME SGONFIE?
E gli ultimi dati, che hanno visto nel corso del primo trimestre 2026 le vendite globali calare ulteriormente del 15% a 60.991 immatricolazioni, hanno reso ineludibile le nuove esigenze di risparmio, che travolgeranno pure un’altra importante divisione green, Porsche eBike Performance che ha al suo interno a la startup di Monaco di Baviera Fazua, nota tra gli appassionati per i suoi motori light montati sulle bici elettriche premium. Porsche ne aveva acquisito il 20 per cento nel 2022.
A novembre 2021, la società aveva annunciato di aver rilevato la quota di maggioranza di Greyp Bike, un’azienda croata che si occupa di bici elettriche a pedalata assistita legata a Rimac e di cui deteneva già una piccola quota. Ci si riferisce ormai a un’epoca fa considerata la crisi dell’automotive odierna che sta costringendo i marchi occidentali a fare coriandoli dei loro progetti green.
GAME OVER PER IL SOFTWARE DI CETITEC
Infine, Stoccarda chiuderà pure Cetitec, software house nata come spin-off della K2L GmbH di Karlsruhe nel 2012, responsabile di programmi per comunicazione dati, con sede a Pforzheim, acquisita nel 2019.
L’acquisizione avrebbe dovuto consentire a Porsche di sviluppare programmi di bordo di foggia sartoriale per le proprie vetture. Resta da capire se la più recente partnership tra il Gruppo Volkswagen e l’americana Rivian, che da quanto è dato sapere riguarderà anche i software di bordo, non abbia finito per rendere questa collaborazione più risalente pleonastica. In tal caso il software per le Porsche potrebbe appunto arrivare dalla startup di RJ Scaringe.
I DIPENDENTI LASCIATI A PIEDI
Secondo quanto anticipato dalle agenzie, gli ultimi tagli annunciati da Porsche ipotecano il futuro di circa 50 dipendenti all’interno di Cellforce, all’incirca 360 lavoratori di Porsche eBike Performance tra Ottobrunn e Zagabria e circa 90 unità tra Germania e Croazia per Cetitec. In totale si prospettano insomma oltre 500 esuberi. Ma l’impressione, purtroppo, è che si sia solo all’inizio di una difficile stagione di forti risparmi.







