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Perché Volvo tenta la riffa della Borsa

Volvo Auto Elettriche

Il costruttore svedese ha annunciato la volontà di quotarsi alla borsa di Stoccolma entro fine anno. Obiettivo: raccogliere 2,9 miliardi di dollari attraverso un’offerta pubblica d’acquisto. L’approfondimento di Andrea Tartaglia

Volvo gioca nuovamente la carta della quotazione in borsa, una mossa che segue di circa tre anni l’ultimo tentativo datato 2018. L’azienda automobilistica svedese, di proprietà dei cinesi di Geely, punta a raccogliere 25 miliardi di corone svedesi (circa 2,9 miliardi di dollari) attraverso un’offerta pubblica d’acquisto (Ipo). La quotazione avverrà alla borsa valori Nasdaq di Stoccolma e secondo quanto comunicato partirà entro la fine del 2021.

Non sono molti i dettagli forniti da Volvo, al momento non è dato sapere né il numero di azioni che finiranno sul mercato né tantomeno il relativo prezzo. Quel che è certo è che la quotazione avverrà mediante l’offerta di azioni frutto di un aumento di capitale e di titoli messi in vendita dalla holding cinese Zhejiang Geely, principale azionista del costruttore scandinavo. Quest’ultimo manterrà il ruolo di socio di maggioranza, ma non ha comunicato quante azioni collocherà sul mercato.

DALLA FORD A GEELY, L’AUTO ELETTRICA NEL MIRINO

Prima dell’entrata nell’orbita di Geely – che nel 2010 ha rilevato l’azienda da Ford Motor Company – i modelli prodotti da Volvo non avevano quell’appeal necessario a porsi come antagonisti dei modelli premium tedeschi e giapponesi. I cinesi hanno finanziato la rinascita di Volvo, aprendo la strada all’elettrificazione e spalancando le porte del mercato cinese. Nel 2018 sembrava imminente la quotazione in borsa, poi rinviata a causa delle tensioni commerciali e della flessione dei titoli automobilistici. Oggi Volvo è un marchio con un nuovo appeal, tornato a competere con Audi, Bmw e Mercedes e con una rinnovata presenza nello strategico mercato americano. Tra i costruttori, è stato tra i primi ad imboccare convintamente la via dell’auto elettrica con l’obiettivo di eliminare i motori termici entro la fine del decennio. A conferma di ciò, a partire dal 2019 ogni nuovo modello lanciato comprende una versione elettrica o ibrida.

PER IL WSJ VOLVO VALE 21 MILIARDI

Nell’ottica della prossima quotazione in borsa, il Wall Street Journal ha fissato in 21 miliardi di euro (25 miliardi di dollari) la valutazione di Volvo, un dato che la pone davanti a Renault che di miliardi ne vale 10. Il costruttore svedese rimane molto lontano dai valori di colossi globali come Volkswagen o General Motors, lontano anche dalla capitalizzazione raggiunta da Tesla (767 miliardi di dollari), ma la quotazione può indubbiamente fornire un’ulteriore spinta ai progetti di elettrificazione. Anche perché, Volvo può contare sulla positiva esperienza della controllata Polestar, produttore di auto elettriche ad alte prestazioni. La scorsa settimana, infatti, Polestar – proprietà congiunta di Volvo, Geely e altri investitori – ha annunciato l’intenzione di fondersi con Gores Guggenheim Inc (una società di acquisizioni americana) e quotarsi a New York, in un accordo che valuta in 20 miliardi di dollari la controllata di Volvo. Un buon viatico in vista del debutto alla borsa di Stoccolma.

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