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Perché Ita picchia sui dipendenti Alitalia?

Ita Msc

Cosa è emerso dall’audizione alla commissione Trasporti della Camera di Alfredo Altavilla, presidente esecutivo di Ita Airways, e Fabio Lazzerini, ad Ita, per la presentazione del piano industriale della compagnia aerea

“Non siamo una Croce Rossa dei dipendenti della vecchia Alitalia”.

Lo ha detto il presidente esecutivo di Ita, Alfredo Altavilla, in audizione alla Commissione Trasporti della Camera per presentare insieme all’ad, Fabio Lazzerini, il piano industriale della nuova compagnia aerea, partecipata al 100% dal Mef e operativa dallo scorso 15 ottobre.

“I parlamentari hanno chiesto sulla sorte dei dipendenti di Alitalia considerando che dei 2.800 lavoratori previsti al decollo Ita ne ha 2.235”, rileva il Corriere.

Già dal primo incontro, le sigle sindacali chiedevano di allargare il perimetro di Ita ai dipendenti della vecchia aviolinea (circa 10 mila), non solo ai 2.800 previsti dalla newco. E a oggi la compagnia non ha assunto nemmeno tutti gli ex lavoratori Alitalia che Ita aveva detto di aver già assunto il 15 ottobre.

“Non mi interessa quello che succede a quelle persone” della vecchia Alitalia che non sono state assunte da Ita ha replicato Altavilla. “Non è un problema mio perché altrimenti diventiamo non più un’azienda che deve stare sul mercato ma una Croce Rossa dei dipendenti della vecchia Alitalia, che non ho intenzione di essere”.

Tutti i dettagli.

I NUMERI DEL 2021

“I ricavi del 2021 sono stati il 50% in meno rispetto al piano industriale, influenzati da alcuni fattori: pandemia, poi non abbiamo vinto il bando di gara della Sardegna e non abbiamo potuto cominciare la campagna pubblicitaria per vendere i biglietti fino al 10 di ottobre”. Da quando Ita è partita ad ottobre “abbiamo trasportato 1,26 milioni di passeggeri, con un fatturato di appena sotto i 90 milioni di euro” ha spiegato Altavilla.

L’IMPORTANZA DELL’ACCORDO PER IL NUOVO CONTRATTO

Per il manager della compagnia ha avuto un ruolo “molto importante l’accordo con i sindacati e le organizzazioni professionali per il nuovo contratto”.

Dopo la rottura delle trattative di settembre, lo scorso 2 dicembre Ita Airways ha sottoscritto il contratto nazionale con i sindacati di settore. L’accordo prevede “l’assunzione di altri 4mila lavoratori, entro giugno 2022, con le necessarie certificazioni e abilitazioni”.

E riguardo alle nuove assunzioni, “potenzialmente il bacino di elezione resta quello di Alitalia”. “Ma non è escluso il ricorso a professionalità anche dall’esterno” aveva evidenziato a dicembre il presidente di Ita al Sole 24 Ore.

ITA RISPARMIA SUL PERSONALE

Ma i conti sul personale non tornano.

A ottobre la newco parlava di assunzione di 2800, “di cui 1.500 naviganti (piloti, hostess e steward) quasi tutti da Alitalia e circa 1.250 addetti di terra, questi ultimi per il 30% dall’esterno, soprattutto i dirigenti” riportava il Sole 24 Ore.

Come sottolinea oggi il quotidiano confindustriale, “a fine 2021 «la cassa era superiore ai 400 milioni, più dei 250 milioni previsti», perché si è investito di meno. Parte dei risparmi è sul personale. A fine 2021 i dipendenti erano 2.235. Oltre al taglio alle retribuzioni (fino a -50% per i piloti), sono stati assunti meno lavoratori rispetto ai 2.800 previsti, ha fatto notare Davide Gariglio (Pd)”.

“Abbiamo interrotto le assunzioni a causa della riduzione del traffico e quindi queste persone non servivano. Rispetto ai 2.800 dipendenti abbiamo risparmiato 17 milioni che sarebbero stati soldi persi dai contribuenti” ha replicato in commissione Altavilla.

LA CIGS DEI DIPENDENTI ALITALIA NON ASSUNTI DA ITA

Nel frattempo, “i non assunti sono in cigs in Alitalia, pagati comunque dallo Stato” ha fatto notare in commissione Maurizio Lupi (Noi con l’Italia). “Una cigs ben remunerata, perché il Fondo di solidarietà del trasporto aereo, presso l’Inps, integra il modesto assegno della cigs che spetta a tutti i lavoratori di altri settori (poco più di mille euro lordi al mese) con una somma che fa arrivare la busta paga all’80% dello stipendio effettivo percepito fino al 2019, prima della crisi Covid che ha abbattuto il traffico e gli stipendi del trasporto aereo” sottolineava Gianni Dragoni sul quotidiano confindustriale a fine dicembre.

LA REPLICA DI ALTAVILLA

“Non è un mio problema” ha replicato Altavilla. “Io faccio il presidente di Ita e non ho la responsabilità dell’amministrazione straordinaria. Non mi interessa quello che succede a quelle persone. Altrimenti diventiamo una Croce rossa dei dipendenti della vecchia Alitalia. E non ho intenzione di esserlo”.

LA QUESTIONE DEI MANAGER

Infine, “alcuni deputati hanno chiesto se «la sobrietà negli stipendi verrà applicata anche al management». Altavilla ha risposto che «la società deve stare sul mercato e quindi offrire retribuzioni di mercato». L’ex numero due di Sergio Marchionne ha citato il detto americano «you pay peanuts you get monkeys», cioè «se paghi noccioline ricevi scimmie»: «Non credo che stiamo pagando peanuts i nostri piloti né che loro siano monkeys. Non ho intenzione di assumere carciofi per pagarli poco», ha tagliato corto Altavilla” conclude il Sole 24 Ore.

 

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