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Perché il governo non rende pubblica la decisione di Bruxelles su Alitalia?

Bruxelles Alitalia

Sul passaggio da Alitalia a Ita è arrivata la richiesta formale del presidente della Camera Fico al governo Draghi per ricevere la lettera della Commissione Ue relativa agli aiuti di Stato. Richiesta rimasta inevasa. Fatti, commenti e approfondimenti

 

La Camera richiama il governo Draghi sul passaggio Alitalia-Ita.

Il presidente della Camera Roberto Fico ha inviato una missiva al presidente del Consiglio Draghi, visionata dall’Adnkronos, lamentando che il Parlamento non ha ricevuto il testo della decisione della Commissione Ue sugli aiuti di Stato ad Alitalia e che ha autorizzato la nascita di Ita, la compagnia pubblica che vola dal 15 ottobre presieduta da Alfredo Altavilla.

Durante l’esame del decreto legge Infrastrutture, in particolar modo dell’articolo 7 relativo al passaggio da Alitalia a Ita, la presidente della commissione Trasporti della Camera aveva chiesto al ministro dei Trasporti la trasmissione della decisione della Commissione europea richiamata nello stesso provvedimento, relativa agli aiuti di Stato.

Richiesta rimasta inevasa.

In particolare, il provvedimento di Bruxelles, “ha imposto ai Commissari di Alitalia di adeguarsi alla decisione con cui la Commissione europea ha dato il via libera a Italia e ha disposto il passaggio a trattativa diretta dei soli beni aziendali desiderati da Ita, senza che con essi fosse trasferito in automatico anche il relativo personale”, ha precisato l’economista esperto di trasporti, Ugo Arrigo, sul Fatto quotidiano.

È la stessa decisione con la quale Bruxelles ha imposto tra l’altro l’impossibilità per la new company Ita-Italia trasporto aereo a partecipare all’asta per la cessione del programma Millemiglia.

Tutti i dettagli.

LA RICHIESTA AVANZATA DALLA CAMERA PER LA DECISIONE DI BRUXELLES SU ALITALIA

Nella missiva il presidente della Camera, Fico (M5S), ha lamentato la mancata trasmissione alla commissione Trasporti della decisione di Bruxelles relativa agli aiuti di Stato, richiesta durante l’esame del decreto legge Infrastrutture, in particolare l’articolo 7 relativo al passaggio da Alitalia a Ita.

“Non essendo stato tale atto trasmesso, nel corso della seduta della Assemblea della Camera dello scorso 28 ottobre, nella quale si è proceduto alla approvazione del disegno di legge di conversione, deputati di diversi Gruppi parlamentari – sottolinea Fico – hanno rilevato come questo ramo del Parlamento abbia dovuto deliberare su una questione complessa e delicata, come quella disciplinata dall’articolo 7, comma 2, del provvedimento, senza avere piena conoscenza delle cruciali prescrizioni della Commissione europea in materia“.

COSA PREVEDE LA NORMATIVA

Pertanto, il presidente della Camera ha rammentato a Draghi “che, ai sensi dell’articolo 14, comma 3, della legge n. 234 del 2012, quando una decisione in materia di aiuti di Stato o una procedura d’infrazione avviata nei confronti dell’Italia è posta alla base di un disegno di legge d’iniziativa governativa, di un decreto legge o di uno schema di decreto legislativo sottoposto a parere parlamentare, nonché in ogni altro caso, su richiesta di una delle due Camere, il presidente del Consiglio dei ministri o il ministro per gli Affari europei comunica alle Camere le informazioni o i documenti relativi a tali atti”.

LA DECISIONE DI BRUXELLES SU ALITALIA

Ricordiamo infatti che lo scorso 10 settembre la Commissione Ue ha comunicato la sua decisione sul passaggio dalla vecchia compagnia di bandiera e il nuovo vettore e la questione degli aiuti di Stato.

Nel comunicato di Bruxelles, si sottolinea che la somma di 900 milioni (concessi dall’Italia ad Alitalia nel 2017) non va chiesta alla nascente Compagnia aerea Ita, poiché tra Alitalia e Ita c’è una “discontinuità economica”. D’altro canto, Ita avrà un perimetro di attività notevolmente ridotto e gestirà meno della metà della flotta di aeromobili di Alitalia, nonché un numero di slot di decollo e atterraggio commisurata alla capacità di volo.

Pertanto, la Commissione ha inoltre concluso che i conferimenti di capitale pari a 1,35 miliardi di euro a favore della nuova compagnia sono conformi alle condizioni di mercato e non si configurano quindi come aiuti di Stato ai sensi delle norme Ue.

LA GRAVITÀ DELLA MNCATA TRASMISSIONE DELLA DECISIONE DI BRUXELLES SU ALITALIA-ITA

Fin qui è quanto reso noto dal comunicato stampa diffuso dalla Commissione Europea. Ma la Camera lamenta di non aver ricevuto la decisione completa di Bruxelles su Alitalia-Ita.

In sostanza, “contrariamente a tutti i casi precedenti, in cui decisioni dell’Ue non pubbliche sono state trasmesse alle commissioni parlamentari in via riservata, questa volta non è stato fatto e la mancanza è particolarmente grave se si considera che l’intera decisione è destinata a divenire pubblica, con la sola esclusione di parti che solo i governi nazionali posso chiedere che restino riservate”, ha sottolineato Ugo Arrigo sul Fatto quotidiano.

IL PRECEDENTE CON LUFTHANSA

“Anzi avrebbe già dovuto esserlo dalla fine di settembre dato che il tempo concesso per la richiesta di cancellature è di quindici giorni lavorativi, trascorsi i quali la Commissione è autorizzata alla pubblicazione integrale. Ad esempio il provvedimento autorizzativo degli aiuti di Stato al gruppo Lufthansa, emanato dalla Commissione europea il 27 ottobre 2020, fu tempestivamente pubblicato il 20 novembre successivo” , icorda Arrigo sul Fatto.

IL COMMENTO DI UN ADDETTO AI LAVORI

Ma allora perché il governo non la rende pubblica?

“Verrebbe inevitabilmente fuori che hanno mentito, sostenendo che era l’Europa che ci ha chiesto certe condizioni per Ita, mentre in realtà è stata Ita e/o il Mef a volerle (assunzione ex novo del personale anziché passaggio diretto, flotta striminzita ma apparentemente destinata a crescere a breve…)”, ha commentato con Start a un addetto ai lavori al corrente del dossier.

IL “PROMEMORIA” DI VESTAGER

Infine, proprio questi giorni è arrivato da Bruxelles  anche il “promemoria” di Margrethe Vestager, vicepresidente della Commissione europea, responsabile per la Concorrenza.

Ita è “una compagnia diversa” rispetto ad Alitalia, ha sottolineato Vestager, rispondendo ai giornalisti in conferenza stampa. “Con una struttura societaria diversa e un altro business plan e questo è molto importante”, perché “se non fosse una compagnia diversa sarebbe responsabile degli aiuti illegali che Alitalia ha ricevuto”. “Credo che tutti coloro che sono coinvolti hanno un incentivo molto forte a fare in modo che Ita non sia una Alitalia travestita”, ha concluso la commissaria Ue.

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