Mobilità

Perché Cdp tampona Atlantia e Aspi sulla manleva

di

aspi

Tutte le ultime novità sul dossier Autostrade per l’Italia (Aspi) tra Cassa depositi e prestiti (Cdp), Atlantia e governo

Tensioni a fior di pelle tra Cdp e Atlantia sul dossier Aspi. Ecco le ultime novità.

Il cda di Atlantia tenta di imprimere una svolta al dossier Aspi e dà il via libera alla scissione della partecipata o alla vendita in blocco dell’88% ma Cdp resta dubbiosissima e ora il dossier torna nuovamente nel campo del governo col rischio di una nuova, pericolosa impasse sulla concessione.

Il ‘dual track’ avviato, spiega la holding controllata dai Benetton, è “aperto a Cdp e altri investitori istituzionali italiani e stranieri” e permetterà ad Aspi e ad Atlantia “di focalizzarsi su business diversi dal punto di vista geografico e del profilo di rischio e rendimento”.

E’ uno schema che piace al fondo attivista Tci (‘finalmente un processo fair e market-friendly’) ma che e’ appeso a molte incognite e diverse condizioni sospensive, prima fra tutte l’approvazione del Pef, il nuovo piano economico e finanziario, da parte del Ministero.

Ed è un ramoscello d’ulivo lanciato alla Cassa depositi e prestiti, controllata dal ministero dell’Economia.

Già nei giorni scorsi, dal Governo era emersa una certa contrarietà per l’intenzione di Atlantia di proseguire il disimpegno da Aspi senza il coinvolgimento di Cdp, con cui i negoziati sono ormai in stallo da settimane.

Secondo rumors governativi, la decisione del cda di Atlantia disattende gli impegni del 14 luglio e lascia in un limbo regolamentare e finanziario Atlantia e Aspi, con quest’ultima che – si osserva – senza la manleva sui danni indiretti di Genova e il via libera al Pef è in stallo finanziario.

Cassa Depositi ha mandato ieri una lettera alla holding Atlantia in cui stabilisce nei prossimi 7 giorni il tempo massimo per trovare un’intesa.

Il gruppo Cdp presieduto da Giovanni Gorno Tempini e guidato dall’ad, Fabrizio Palermo, il soddisfacimento di una condizione chiave: cioè che la holding controllata dai Benetton conceda la manleva ai nuovi azionisti che subentreranno nel capitale di Autostrade sollevandoli dalle responsabilità civilistiche per i danni indiretti che potrebbero scaturire dal processo in corso a Genova per il ponte Morandi.

Inoltre, secondo osservatori del settore, la mancanza della manleva avrebbe esposto i consiglieri Cdp a delle responsabilità inaccettabili oltre che mettere a repentaglio la societa’ che amministra una fetta importante del risparmio degli italiani.

In realtà, come detto, nello schema di riassetto approvato oggi dal cda, la porta per Cassa resta comunque aperta. E’ prevista infatti la scissione del 55% di Aspi nella newco Autostrade Concessioni e Costruzioni e il conferimento in natura da parte di Atlantia di un altro 33%: ne deriva una quota nella newco pari al 38% che potrà essere venduta a investitori terzi, quali appunto Cdp.

In ogni caso, l’assemblea per la scissione e’ convocata per il prossimo 30 ottobre e fino a quel giorno la partita e’ potenzialmente aperta a ulteriori colpi di scena.

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