Mobilità

Autostrade (Aspi), ecco come partirà la vendita secondo Atlantia. Resta il nodo manleva per Cdp

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Che cosa ha comunicato Atlantia sul processo di vendita o scissione di Autostrade per l’Italia (Aspi)

Atlantia “ha avviato un processo dual track: vendita dell’intera quota dell’88% del capitale di Aspi tramite processo competitivo o, in alternativa, scissione parziale e proporzionale e conferimento di, rispettivamente, il 55% e il 33% del capitale sociale di Aspi nella neo-costituita Autostrade Concessioni e Costruzioni S.p.A. da quotarsi in Borsa con l’uscita di Atlantia dal suo capitale”.

E’ quanto ha comunicato il gruppo Atlantia (che controlla Aspi) dopo la riunione del consiglio di amministrazione, spiegando che il processo “dual track” è rivolto sia a Cassa Depositi e Prestiti che ad altri investitori istituzionali nazionali ed internazionali.

Le due quote sono state distinte non casualmente perché queste proporzioni erano contenute nella lettera del 14 luglio di Carlo Bertazzo (amministratore delegato di Atlantia) e Roberto Tomasi (amministratore delegato di Aspi) al governo, all’apice della pressione sulla revoca: il 55% all’epoca avrebbe dovuto essere ceduto a investitori istituzionali graditi a Cdp che, come primo step del percorso, avrebbe sottoscritto il 33% di Aspi in aumento di capitale, secondo la ricostruzione del Messaggero.

“I potenziali acquirenti saranno tenuti ad acquistare anche il restante 12% circa del capitale sociale di Aspi in caso di esercizio del diritto di co-vendita”, aggiunge Atlantia, spiegando poi che “qualora, in qualsiasi momento antecedente alla data di efficacia dell’operazione di scissione e dunque anche in un momento successivo all’approvazione del progetto di scissione da parte dell’assemblea, Atlantia riceva un’offerta da parte di uno o più soggetti che intendano acquistare la partecipazione, il cda, ove valuti che l’offerta corrisponda all’interesse sociale, provvederà a convocare nuovamente l’assemblea dei soci per sottoporre alla medesima la revoca della delibera di scissione già assunta”.

Entrambe le operazioni, ossia vendita dell’intera quota dell’88% del capitale di Aspi o scissione parziale, “sono sottoposte ad alcune condizioni sospensive, tra cui la finalizzazione dell’Atto Transattivo tra Aspi e il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”, sottolinea Atlantia che appartiene al gruppo Edizione/Benetton.

L’efficacia sia della cessione che dello spin-off è subordinata ad una serie di condizioni: efficacia dell’accordo transattivo relativo al procedimento di presunto grave inadempimento riguardante Aspi, del relativo Atto Aggiuntivo e dell’allegato Piano Economico Finanziario; autorizzazione del concedente ai sensi della Convenzione Unica di Aspi; ottenimento delle rinunce ai rimedi contrattuali ovvero consensi da parte degli obbligazionisti che detengano i prestiti obbligazionari emessi da Atlantia e Aspi e/o dalle controparti degli accordi contrattuali ancillari vigenti, nei casi in cui ciò si rendesse necessario in base ai regolamenti dei prestiti ed agli accordi contrattuali ancillari vigenti; ottenimento delle rinunce ai rimedi contrattuali ovvero consensi da parte degli enti finanziatori di Atlantia e Aspi laddove richiesto nei contratti di finanziamento in essere tra Atlantia o Aspi (a seconda dei casi) e i rispettivi enti finanziatori; liberazione delle garanzie e svincolo di qualsiasi impegno assunto da Atlantia in relazione ad obblighi di Aspi nei propri contratti di finanziamento e nei prestiti obbligazionari pubblici o a collocamento privato emessi da Aspi; rimborso integrale da parte di Aspi del finanziamento soci eventualmente in essere concesso alla stessa da  Atlantia.

Inoltre, l’operazione di spin-off è subordinata altresì a: approvazione da parte della Consob del prospetto informativo; rilascio del provvedimento di Borsa Italiana di ammissione delle azioni della Beneficiaria alle negoziazioni sul Mta. Infine, la cessione, così come la vendita da parte di Atlantia del 38% circa del capitale della Beneficiaria derivante dal conferimento nell’ambito dello spin-off, è subordinata alle seguenti condizioni: mancato esercizio dei poteri speciali (c.d. golden powers); approvazione da parte dell’Autorità Antitrust e altre autorità competenti.

Il processo “dual track” approvato da Atlantia deve portare “alla dismissione della partecipazione detenuta in Aspi in coerenza con quanto comunicato al Governo in data 14 luglio 2020 e quindi con un processo trasparente e di mercato e nel rispetto di tutti gli stakeholder di Atlantia e di Aspi”, afferma la holding dei Benetton nella nota.

Per l’approvazione del progetto di scissione, il cda di Atlantia “ha conferito mandato al Presidente ed all’Amministratore Delegato di convocare l’Assemblea straordinaria degli azionisti per il giorno 30 ottobre 2020”.

Comunque resta il nodo manleva, chiesta da Cassa depositi e prestiti (pronta a sfilarsi per questo, secondo La Stampa).

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