Mobilità

Ntv, che cosa fa e da chi è composto il fondo americano Gip che sfreccerà su Italo

di

Telecom Cattaneo

Fatti, numeri e nomi sull’operazione di vendita di Ntv presieduta da Montezemolo e guidata da Cattaneo agli americani del fondo General Infrastructure Partners nell’approfondimento di Michele Arnese

E’ stata valutata come una società del lusso Ntv (Nuovo trasporto viaggiatori), la società dei treni ad alta velocità Italo. Per questo gli azionisti italiani non hanno esitato a vendere agli americani del fondo Gip abbandonando il progetto di quotazione di Ntv che fino a ieri era invocato dal governo, Ecco tutti i dettagli dell’operazione con un approfondimento su numeri, attività e uomini dell’acquirente General Infrastructure Partners.

LA DECISIONE DEL CDA

Il 7 febbraio, al cda, sono passati prima i rappresentanti delle banche (Banca Imi, Barclays, Credit Suisse, Goldman Sachs e UniCredit), incaricate da Ntv di sondare gli investitori istituzionali in vista della quotazione, e subito dopo l’advisor Rothschild – che ha seguito l’azienda anche sul dossier Gip – con i legali. La decisione è arrivata al termine di un consiglio fiume durato sei ore ed è stata presa all’unanimità da parte tutti gli azionisti: Intesa Sanpaolo, Assicurazioni Generali, Luca Montezemolo, Diego Della Valle, Gianni Punzo, Cattaneo. Isabella Seragnoli, Alberto Bombassei e il fondo Peninsula. L’offerta valorizza la società oltre 2,45 miliardi di euro, comprendendo anche il debito. Un multiplo venti volte il margine operativo lordo, numeri da società del lusso, nota qualche addetto ai lavori.

L’OFFERTA AMERICANA

Gip ha alzato l’offerta da 1,9 a quasi 2 miliardi. Per la precisione 1,98 miliardi, compreso anche il rimborso per le spese della mancata quotazione fino a 10 milioni. Era quello che si attendevano soci e board di Ntv, che in un primo tempo in parte nicchiavano pur essendo pronti a vendere. Inoltre il fondo Usa, per convincere gli azionisti, si è detto disponibile a lasciare ai soci venditori gli utili del 2017 (circa 30 milioni) e a farsi carico dei debiti (altri 430 milioni). Anche l’idea di governance degli americani per Ntv ha sedotto i soci italiani. Infatti il fondo gradirebbe che il presidente Luca Montezemolo e l’amministratore delegato Flavio Cattaneo rimangano al vertice del gruppo, mentre gli attuali azionisti italiani potranno riacquistare fino al 25% del pacchetto azionario in vendita allo stesso prezzo a cui le ha pagate Gip.

COSA FA IL FONDO GIP

Il nuovo proprietario diventa così il fondo di investimento americano Gip (General Infrastructure Partners), un fondo americano tutto dedicato alle infrastrutture, con tre direttrici principali: trasporti, energia e gestione di acque e rifiuti. Forte di asset internazionali per 40 miliardi di dollari che oggi vanno dall’aeroporto londinese di Gatwick nonché il porto di Melbourne a uno storage di gas liquefatto in India fino alla Equis Energy di Singapore, dove ha appena capitanato un’acquisizione record da cinque miliardi nelle fonti rinnovabili. Le società nel suo portafoglio – una quindicina, concentrate in Paesi Ocse – rappresentano un piccolo impero: vantano entrate annuali superiori ai cinque miliardi e 21.000 dipendenti.

GLI UOMINI DEL FONDO USA

Il Global Infrastructure Partners è nato nel 2006 da un gruppo di top executive di Credit Suisse e General Electric con decenni di esperienza – finanziaria e tecnica – nel campo, ha scritto il Sole 24 Ore: “Dei sedici pertner, tre sono ex Ge e nove ex CS, a cominciare dal presidente e managing partner Adebayo Ogunlesi. Gip punta a «realizzare miglioramenti che durino ben oltre la fine del controllo» da parte del fondo. Un esempio nella sua prima scommessa: rilevò il London City Airport nell’ottobre di undici anni or sono e lo vendette nel 2016 con un forte guadagno, secondo quanto trapelato 2,5 miliardi di dollari, più del doppio dell’iniziale investimento.

I LEGAMI CON CREDIT SUISSE

I 9 che provengono da Credit Suisse, oltre a Ogunlesi, sono Matthew Harris, Jonathan Bram, Andrew Gillespie-Smith, Bruce MacLennan, Michael McGhee, Raj Rao, Salim Samaha e Rob Stewart. Non solo. Tra i 6 managing directors di Gip, 5 vengono dalla stessa banca svizzera: Lori Gish, James Jenkins, Mark Levitt, Gregg Myers e Robert O’Brien. “Poco più di un anno fa sempre Credit Suisse – aggiunge La Notizia – è stata advisor di Ntv nell’operazione che ha portato il fondo Peninsula ad acquistare una quota della società di Italo che oggi ne fa uno dei maggiori azionisti con il 12,6%”. In più, sottolinea Stefano Sansonetti su La Notizia, “nel cda di Ntv siede Fabio Corsico, che oltre a essere responsabile relazioni istituzionali del gruppo Caltagirone è anche senior advisor per l’Italia della banca svizzera. Qui, a onor del vero, va segnalato che Corsico, come risulta da verbale, non ha partecipato ai Cda di Ntv che hanno scelto i consulenti dell’operazione Peninsula, della quotazione e della possibile operazione Gip, segnalando un potenziale conflitto d’interessi e non partecipando alle discussioni”.

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