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Che cosa farà Nissan con Fca-Renault?

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Fatti, analisi e scenari sulle mosse di Nissan dopo l’accordo raggiunto tra Fca e Renault


Inizia a prendere forma l’alleanza tra Renault e Fca. Dopo rumors, indiscrezioni ed ipotesi degli analisti, Fiat Chrysler Automobiles ha inviato una lettera non vincolante al consiglio di amministrazione di Groupe Renault proponendo una aggregazione delle rispettive attività nella forma della fusione 50/50. E il gruppo francese ha accettato.

L’aggregazione, se andasse in porto, creerebbe il terzo produttore di auto al mondo. Se la fusione coinvolgesse anche Nissan e Mitsubishi nascerebbe il leader mondiale da 17 milioni di auto vendute. Questo è il punto: che ruolo avrà Nissan, partner giapponese della casa d’auto francese, in questa fusione?

LA SITUAZIONE ATTUALE

Partiamo dallo status quo. Renault possiede il 43% della giapponese Nissan, che a sua volta ha il 15% di Renault (senza diritto di voto). Renault, nel 1999, approfittò delle condizioni economiche pessime di Nissan. La situazione, negli anni, è però cambiata e oggi è il gruppo giapponese a vantare una condizione economica decisamente migliore, grazie anche alla presenza negli Stati Uniti e in Cina, notano gli osservatori.

C’E’ ANCHE MITSUBISHI

L’alleanza tra la francese e la giapponese, la Restated Alliance Master Agreement, coinvolge anche un altro brand: nel 2016 Nissan ha comprato il 34% della connazionale Mitsubishi. L’alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi, nel 2017 e 2018, ha conquistato la palma di maggior produttore di auto al mondo.

C’ERA CHI SPERAVA IN UNA FUSIONE

C’era chi sperava che l’alleanza si risolvesse in una fusione tra il gruppo francese e giapponese. Il brasiliano Carlos Ghosn, che ha guidato Renault e Nissan come Ceo e si è dovuto dimettere dopo essere stato arrestato a Tokio lo scorso novembre con l’accusa di illeciti finanziari, ha sempre spinto per una fusione.

QUALI LE INTENZIONI DI NISSAN

La proposta di Fca, però, potrebbe mettere in stand-by il matrimonio finanziario tra la giapponese e la francese, come gradito anche a Parigi. Per ora Nissan guarda alla questione con interesse, ed è aperta “a qualsiasi discussione lungimirante per rafforzare l’alleanza”, in base a quanto dichiarato da presidente e amministratore delegato di Nissan Motor, Hiroto Saikawa.

DUE SCENARI (OPPOSTI)

Due gli scenari di quello che potrebbe accadere, ora: o Nissan pensa ad un ingresso a pieno titolo nell’accordo, dettato anche dal fatto che Nissan è controllata al 43 per cento da Renault, o punta a defilarsi pian piano dall’alleanza con la francese, provando a riconquistare l’autonomia azionaria (si tratta di un’operazione molto complessa e costosa).

NISSAN-MITSUBISHI FAREBBERO LA DIFFERENZA

Certo è che se Nissan-Mitsubishi entrassero nell’intesa farebbero decisamente la differenza. Ad oggi, la fusione fra Fiat Chrysler e Renault, se dovesse andare in porto, darebbe vita ad un gruppo da 8,7 milioni di auto vendute, il terzo al mondo dietro a Volkswagen e Toyota.

Con l’ingresso di Nissan e Mitsubishi, invece, nascerebbe il leader mondiale da 17 milioni di auto vendute.

VECCHI DISSAPORI

Non è detto, però, che Nissan sia così accomodante nei confronti della francese. A Parigi, infatti, si teme che i giapponesi possano defilarsi dall’alleanza in nome dei vecchi attriti emersi soprattutto nel 2015, a causa di quello che è stato un vero e proprio raid governativo da parte della Francia, con il coinvolgimento dell’allora ministro Emmanuel Macron.

“La svolta che ha compresso i diritti dei francesi come principali azionisti è avvenuta nel 2015 sulla scia della mossa a sorpresa dell’allora ministro dell’economia Macron: un aumento della quota statale in Renault, attuata al fine di prevenire che il gruppo svicolasse da una nuova legislazione finalizzata a dare più diritti di voto agli investitori di lungo termine”, scrive Il Sole 24 Ore.

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