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Mobilità elettrica, la ricarica avviene in 20 secondi

Mobilità

In Svizzera sono entrati in servizio due autobus elettrici articolati. La ricarica avviene in 20 secondi, mentre i passeggeri salgono e scendono. La mobilità urbana non ha più scuse 

Nessun ostacolo alla mobilità elettrica. Le batterie migliorano e la tecnologia avanza. Le ricariche si fanno in tempi sempre più brevi e le autonomie sono sempre più lunghe, a costi di prezzi sempre più piccoli. Il costo della batteria, attualmente, rappresenta quasi la metà del costo dei veicoli elettrici, ma il prezzo calerà di circa il 77% tra il 2016 e il 2030, portando l’auto elettrica ad essere più conveniente di quella a trazione tradizionale (a partire dal 2026, secondo una ricerca di Bloomberg).

Cosa ancora potrebbe bloccarne (ancora) la dimobilità urbanaffusione? I più pignoli potrebbero rispondere i tempi di ricarica troppo lunghi. Ricaricare un’auto elettrica non è certo la stessa cosa di fare benzina, i tempi sono decisamente diversi.

Ma qualcosa sta cambiando anche in questo senso. La tecnologia che avanza abbatterà presto anche questo ostacolo. A dire il vero, sul fronte autobus, questo ostacolo è stato già abbattuto, come evidenzia l’esperienza di ABB, che ha trovato una soluzione per la ricarica flash in 20 secondi. Due autobus elettrici articolati, i primi al mondo nel loro genere, sono entrati infatti in servizio sulla linea di autobus 23 nella città di Ginevra.

Ci vuole meno di un secondo per collegare il bus al punto di ricarica aereo quando si ferma nelle fermate selezionate per caricare le batterie mentre i passeggeri salgono e scendono. La flotta completa di 12 autobus a zero emissioni collega l’aeroporto con la periferia della città. Attraverso una gestione energetica ottimale, il sistema può risparmiare fino a 1.000 tonnellate di anidride carbonica su una linea che copre 600.000 chilometri all’anno.

La soluzione è già un grande passo in avanti: sostituire i vecchi autobus con i nuovi elettrici farebbe risparmiare a città come Torino, Roma e Milano importanti tonnellate di anidride carbonica. Se questa tecnologia facilitasse anche la ricarica delle vetture private sarebbe davvero la rivoluzione che potrebbe portare alla rivoluzione della mobilità urbana.

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