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Mercedes aiuterà i furgoni EV di Rivian a ripartire?

Rivian Automotive Inc. Mercedes

Mercedes e Rivian Automotive collaborano per costruire congiuntamente furgoni elettrici in Europa. I dettagli dell’accordo

Non sono certo mesi facili, questi, per Rivian Automotive Inc., la startup dei furgoni elettrici in cui hanno scommesso big come Ford (che poi però ha venduto parte delle proprie azioni, contribuendo alle difficoltà finanziarie di questo giovane marchio) e soprattutto Amazon, che ha visto in questa realtà innovativa non solo una opportunità di guadagno, diversificando il proprio business, ma anche il fornitore ideale per rinnovare per intero la sua flotta per le consegne dell’e-commerce, dotandosi di mezzi verdi.

LA SBANDATA DEI FURGONI ELETTRICI CHE PIACCIONO AD AMAZON

Qualcuno, visto anche l’entusiasmo con cui la Borsa ha accolto il suo debutto, si era già spinto a soprannominare Rivian “la nuova Tesla”, ma poi il Covid, l’assenza di chip, l’impennata dei costi delle materie prime hanno portato la startup a mancare uno dopo l’altro gli obiettivi di produttività, spingendo uno dei suoi investitori principali, l’americana Ford, ad allentare la sua presenza nel capitale.

All’inizio di quest’anno, infine, l’azienda statunitense di furgoni EV ha pure interrotto brevemente i lavori nello stabilimento di Normal, nell’Illinois, per apportare correzioni e miglioramenti ai processi, allo scopo di aumentare la produzione. Non stupisce dunque se, rispetto alla quotazione, con il 2022 le azioni Rivian siano ancora sotto di 65 punti percentuali.

COSA PREVEDE L’ACCORDO TRA RIVIAN E MERCEDES

Per questo appare come un salvagente la notizia del memorandum d’intesa siglato tra Rivian e Mercedes -Benz AG per costruire congiuntamente furgoni elettrici in Europa. Una mossa che può costituire un potenziale vantaggio per il produttore tedesco che vuole spingere sulla mobilità elettrica senza sobbarcarsi per intero i costi e per un’azienda molto giovane che, come abbiamo appena ricordato, sta lottando per crescere.

In quest’ultimo periodo, se ci si fa caso, non si contano collaborazioni analoghe tra marchi di vecchia data e giovani startup: del resto, le case automobilistiche cercano sempre più di dividere il costo dello sviluppo e della produzione di veicoli elettrici, mentre sono costrette a investire miliardi per riattrezzare le fabbriche e rivedere le proprie strategie industriali per far fronte alla crescente ostilità di Bruxelles e Washington nei confronti dei vecchi motori endotermici e, al contempo, recuperare il ritardo rispetto a Tesla Inc. Si sta ridisegnando, insomma, l’intera filiera dell’automotive.

Secondo un comunicato, le due società investiranno e gestiranno un nuovo impianto di assemblaggio presso uno stabilimento Mercedes esistente in Europa centrale o orientale, che inizierà la produzione entro “alcuni anni”. Le società coinvolte non hanno reso noti i dettagli, comprese le cifre degli investimenti. Mathias Geisen, responsabile del settore furgoni della Mercedes, si è limitato a dichiarare ai giornalisti: “Entrambi trarremo notevoli benefici da questa joint venture”, aggiungendo che la collaborazione aiuterà i partner a sostenere i costi multimiliardari della produzione di furgoni elettrici.

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