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Camion

Emissioni camion: la Germania sorride e l’Italia sbuffa con la nuova legge Ue

Il Consiglio dell'Ue ha approvato il nuovo (e più stringente) regolamento che limita le emissioni di CO2 dei camion: al 2040 il taglio dovrà essere del 90 per cento. Italia, Polonia e Slovacchia votano contro, mentre la Germania viene accontentata. Tutti i dettagli.

Lunedì il Consiglio dell’Unione europea, espressione dei governi dei ventisette stati membri, ha approvato in via definitiva il regolamento che stabilisce i nuovi limiti alle emissioni di anidride carbonica dei camion, e che di fatto incoraggia la produzione e la vendita di veicoli pesanti emissions-free.

COSA PREVEDE LA NORMATIVA SULLE EMISSIONI DEI CAMION

La normativa, infatti, impone una riduzione del 45 per cento (anziché del 30 per cento, il target precedente) delle emissioni di CO2 degli autocarri entro il 2030; la quota salirà al 65 per cento entro il 2035 e infine al 90 per cento entro il 2040. Per quest’ultima data, quindi, i costruttori di camion potranno sì continuare a vendere mezzi emissivi, ma dovranno “compensarli” attraverso l’offerta di flotte composte in gran parte da veicoli a zero emissioni: elettrici, per esempio, oppure a idrogeno.

QUANTO VALGONO LE EMISSIONI DEGLI AUTOCARRI

Al momento, la maggior parte dei camion circolanti in Europa sono alimentati a gasolio, un combustibile fossile che emette gas serra e inquinanti dell’aria nocivi per la salute. I mezzi pesanti valgono un quarto delle emissioni generate da tutto il settore europeo dei trasporti su strada.

COSA CAMBIA PER GLI AUTOBUS

La legge (non ancora ufficialmente tale, in realtà) stabilisce inoltre che, a partire dal 2030, il 90 per cento dei nuovi autobus urbani venduti nell’Unione europea dovranno essere a emissioni zero; nel 2035 dovrà esserlo il 100 per cento.

I COSTRUTTORI CHIEDONO AI GOVERNI PIÙ SPAZI DI RICARICA

Secondo l’ACEA, l’associazione dei produttori automobilistici europei, gli obiettivi climatici europei verranno raggiunti solo se i governi procederanno a installare cinquantamila punti di ricarica pubblici e adatti ai camion elettrici entro il 2030.

LA GERMANIA HA OTTENUTO QUELLO CHE VOLEVA?

La riforma delle emissioni dei camion era stata inizialmente contestata dalla Germania e dagli europarlamentari di centro-destra, che volevano che venisse permessa la vendita di un numero maggiore di camion dotati di motore a combustione interna ma alimentati con combustibili sintetici e “neutri” sotto il profilo delle emissioni di CO2 (i cosiddetti e-fuel).

Per ottenere l’assenso di Berlino, il mese scorso i paesi europei hanno inserito un paragrafo nel testo della legge dove viene specificato che la Commissione valuterà la definizione di regole per conteggiare gli autocarri alimentati a combustibili neutri ai fini del raggiungimento degli obiettivi sulle emissioni.

IL VOTO CONTRARIO DELL’ITALIA (E NON SOLO)

Durante il voto di lunedì, solo tre paesi europei si sono opposti alla normativa per via dei requisiti giudicati troppo stringenti: l’Italia, la Polonia e la Slovacchia. La Repubblica ceca, invece, si è astenuta.

– Leggi anche: Euro 7, il Consiglio Ue adotta il regolamento “all’italiana”

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