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AUTO ELETTRICA Volkswagen Idrogeno

L’auto elettrica non elettrizza più Volkswagen: stop alla produzione

Volkswagen crede meno nell'auto elettrica? Il gruppo tedesco blocca la produzione per tre settimane. Ufficialmente per carenze nelle forniture, ma visto il forte calo nella domanda e i recenti licenziamenti il motivo starebbe nell'evitare una eventuale bolla

C’era una volta una azienda, nel cuore dell’Europa, decisa a correre verso la mobilità elettrica. Una corsa forsennata e, hanno ritenuto nel CdA di Volkswagen, persino dissennata, visto che quando l’ex Ceo, Herbert Diess ipotizzò trentamila licenziamenti «per ridurre i costi della transizione all’auto elettrica e poter competere con Tesla», il solo a finire in mezzo a una strada fu proprio lui. Il successore, Oliver Blume, è noto, è sempre stato un po’ più tiepido sull’auto elettrica, ma Volkswagen intende allontanare il ricordo del dieselgate, perciò il marchio è rimasto quello più convinto e coinvolto nell’abbracciare la transizione ecologica. Almeno fino a queste ultime ore.

VOLKSWAGEN STACCA LA SPINA ALL’AUTO ELETTRICA

Volkswagen ha infatti annunciato lo stop di tre settimane alla produzione delle auto alla spina. Ufficialmente la causa è da rintracciarsi nella mancanza di motori elettrici, determinata da non meglio specificate “inattese interruzioni nelle forniture”.

Una interruzione che ha riguardato i nuovi propulsori AP550 da 286 CV e 550 Nm, destinati a tutte le elettriche del Gruppo Volkswagen e che naturalmente ha un effetto domino sull’intera produzione. Tanto che da Wolfsburg hanno deciso di fermare per tre settimane le catene di montaggio dei nuovi Model Year di ID.4, ID.5 e Q4 e-tron, sia in versione Suv sia Sportback.

PRODUZIONE RIDOTTA FINO A FINE 2023

Da Volkswagen fanno sapere che sta invece proseguendo regolarmente la produzione della ID.3 e della Cupra Born – in ripartenza dopo l’interruzione avvenuta nel mese di ottobre – e dell’ultima arrivata ID.7. Sempre Volkswagen ammette però che la produzione verrà ridotta anche “tra novembre e dicembre”.

COSA C’È DIETRO?

Fin qui le notizie ufficiali. C’è però chi fa notare che la convinzione di Volkswagen di continuare a investire nell’auto elettrica sembrerebbe appannarsi di mese in mese, ricordando che il Gruppo sta riducendo il personale presso il suo stabilimento nella città tedesca orientale di Zwickau (dove si producono sei modelli elettrici di tre marchi del Gruppo: Volkswagen, Audi e Cupra), a causa della bassa domanda di auto alla spina, crollata in Germania dopo la fine degli incentivi governativi non più rinnovati. Dal primo settembre sono state escluse infatti le flotte dalla platea dei beneficiari delle agevolazioni.

Delle 2.000 persone che in agosto lavoravano nello stabilimento con assunzioni temporanee su un totale di circa 10.700 dipendenti, 269 sono state lasciate a casa in ottobre, allo scadere del contratto. Questo nonostante VW avesse ribadito in tutte le occasioni che l’impianto di Zwickau sarebbe rimasto centrale nella strategia della Casa tedesca nonostante il cambio ai vertici. Del resto si tratta di una gigafactory in cui il marchio tedesco ha messo 1,2 miliardi per il maquillage tecnico.

LO STOP DI INIZIO AUTUNNO

Alcuni osservatori, poi, pongono l’accento sul fatto che già a fine settembre Volkswagen avesse deciso di tagliare temporaneamente la produzione dei modelli elettrici ID.3 e Cupra Born: a Dresda e nella già citata Zwickau dove fino al 16 ottobre scorso era rimasta in funzione una unica catena di montaggio.

E il pensiero corre alla tardiva correzione di rotta di Panasonic, che sta producendo più batterie di quante ne riesca a vendere e a General Motors, che ha appena rinviato di un anno il lancio sul mercato e l’avvio della produzione delle varianti a batteria dei pick-up Chevrolet Silverado e GMC Sierra. Perché l’auto elettrica potrebbe non essere più un affare per le Case produttrici di veicoli e di batterie. Almeno fino all’arrivo di nuovi, prepotenti, incentivi nazionali in tutta Europa.

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