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Lamborghini spegne la sua Lanzador elettrica

Per il Ceo di Lamborghini dilettarsi con la Lanzador full electric sarebbe "un hobby costoso e finanziariamente irresponsabile nei confronti degli azionisti, dei clienti, dei dipendenti e delle loro famiglie". Requiem dell'auto elettrica sportiva?

Mentre a Maranello Ferrari prova ad alimentare l’attesa sulla sua Luce, la prima elettrica del Cavallino rampante, centellinando le informazioni destinate alla stampa, a pochi civici di distanza (per così dire), ovvero a Sant’Agata Bolognese si celebrano le esequie della sportiva elettrica, ribadendo ciò che molti esperti del settore, a iniziare dal giornalista britannico Jeremy Clarkson, ripetono da parecchio: un’auto per appassionare deve essere alimentata a benzina. Per questo la Lamborghini Lanzador full electric non si farà più.

LE NETTE PAROLE DEL CEO LAMBORGHINI

“Le EV non riescono a generare quella connessione emotiva che si crea tra un guidatore e una termica sportiva“, ha sentenziato Stephan Winkelmann, Amministratore Delegato di Lamborghini, ben contento che le prime crepe nel rigore europeo consentano alla Casa sportiva nel portafogli di Volkswagen di proseguire coi i motori V8 e V12.

Ma Winkelmann, da tedesco qual è, non si è limitato a dare una spiegazione basata sul mero sentimentalismo. Ne ha infatti fornito anche un’altra al Sunday Times  legata a motivi molto più pragmatici: “Fare investimenti pesanti nello sviluppo di auto elettriche quando il mercato e la base clienti non sono pronti sarebbe un hobby costoso e finanziariamente irresponsabile nei confronti degli azionisti e dei clienti oltre che dei nostri dipendenti e delle loro famiglie“.

UNA STILETTATA A VW E SOPRATTUTTO A PORSCHE?

Non potevano essere scandite parole più trancianti nei riguardi della mobilità elettrica, specie nelle sue declinazioni sportive. E questo nonostante, com’è noto, circolino già diverse supersportive a batterie le cui prestazioni rischiano di adombrare i tradizionali propulsori endotermici. Ma come Winkelmann ha ricordato, passione e mercato al momento tirano da tutt’altra parte.

Non solo: le parole del top manager hanno un peso specifico proprio perché pronunciate in seno a Vw, il Gruppo europeo che più di tutti ha scommesso sulle vetture a batterie. Pure Porsche, che fa parte dei marchi in mano a Wolfsburg, oggigiorno si trova in una crisi profonda e sta tirando un colpo di spugna sui progetti di elettrificazione della gamma.

L’ultima novità in merito è tutt’altro che ufficiale – ma solo per il fatto di essere credibile dà la misura della situazione contingente – e sostiene che, per ridurre i costi, i piani alti della scuderia di Stoccarda starebbero valutando di non alzare mai la saracinesca sulle attese 718 elettriche. Quel che è certo è che Porsche nel corso del 2025 ha cestinato due collaborazioni importanti sul fronte elettrico: quella con Cellforce (la controllata nata cinque anni fa per produrre batterie ad alte prestazioni per auto elettriche) e con Valmet.

LAMBORGHINI REGALA PARECCHIE SODDISFAZIONI AI BILANCI DI VW

D’altra parte i numeri sembrano dare ragione a Sant’Agata Bolognese. Se le altre scuderie premium nel portafogli di Vw infatti annaspano in crisi senza precedenti, Lamborghini si conferma la sola scuderia capace di riservare grosse soddisfazioni al Gruppo tedesco: mentre Porsche ha chiuso i 12 mesi appena archiviati consegnando un totale di 279.449 auto sportive ai clienti di tutto il mondo con una flessione del 10% (le difficoltà maggiori sono state registrate in Germania con un calo del 16% e in Cina con la perdita di terreno più marcata: -26%) e Audi ha perso invece il 3% rispetto al 2024 con un crollo del 12 per cento in Nord America e del 5% in Cina, la Casa modenese pare non conoscere crisi.

Automobili Lamborghini ha infatti stabilito nel 2025, annus horribilis per l’intero mondo dell’auto, un nuovo record per le vetture consegnate, con 10.747 “Lambo” distribuite in tutto il mondo. L’area Europa, Medio Oriente e Africa resta il principale mercato per l’azienda modenese di proprietà tedesca dal 1998, con 4.650 auto sportive con l’emblema della Casa italiana. Seguono le Americhe, che nei passati 12 mesi hanno visto l’immatricolazione di 3.347 auto sportive e la regione Asia Pacifico che registra 2.750 vetture di lusso consegnate. Non aver puntato caparbiamente su soluzioni full electric ha permesso al Toro italiano di continuare a caricare a testa bassa il mercato?

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