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Immatricolazioni Stellantis Dieta

La dieta tutta italiana di Stellantis

Stellantis lo scorso anno ha fatto il pieno di utili, con un fatturato cresciuto del 18%, ma con meno vendite (-2%) e prezzi più alti: per questo in Italia il Gruppo è a dieta, nel tentativo di tagliare le spese e aumentare i margini

Nonostante Stellantis abbia chiuso un 2022 da record con numeri che giustificherebbero il mega stipendio dell’uomo seduto al posto del conducente, Carlos Tavares, sul fronte italiano la parola d’ordine è “spending review”. Vale a dire: ridurre i costi e massimizzare i margini, per far fronte alla diminuzione di auto piazzate sui mercati.

STELLANTIS ACCELERA CON LA DIETA ITALIANA

E se negli Usa Stellantis s’è dovuta non solo rimangiare il piano di risparmio lacrime e sangue, ma ha persino accettato le richieste dei sindacati, qui in Italia continua con la sua dieta ferrea. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il gruppo guidato da Carlos Tavares lo scorso 3 novembre ha inviato una email a circa 15.000 dipendenti italiani chiedendo se sono interessati a lasciare l’azienda in modo da poter seguire «nuovi progetti professionali o personali», offrendo soluzioni per aderire alla cosiddetta «clausola di sicurezza», iniziativa che non richiede alcun intervento da parte dei sindacati, con incentivi personalizzati in base all’anzianità di servizio e all’età anagrafica a cui deve essere aggiunto un ulteriore indennizzo.

È un prendere o lasciare: l’offerta messa sul piatto da Stellantis scadrà a fine anno, il 31 dicembre. E allo storico stabilimento di Mirafiori (Torino) 500 dipendenti avrebbero già accettato, secondo fonti sindacali. Dai soli uffici di Torino, nel 2022, sono già andati via 350 addetti, pressappoco lo stesso numero del 2021, “a cui si aggiunge la chiusura totale dello stabilimento di Grugliasco (ex Bertone), denominato — ora appare uno sgarbo — «Avvocato Gianni Agnelli Plant» — messo in vendita online, su sito Immobiliare.it, come fosse un bilocale ubicato in un paese piemontese”, annotano dal Corriere.

VIETATO CHIAMARLI LICENZIAMENTI

Niente di nuovo sotto il sole, anzi, sotto l’emblema Stellantis. Pensiamo per esempio ai 120 addetti della Sevel di Atessa, lo stabilimento dove Stellantis produce i veicoli commerciali leggeri. E’ stato siglato nei mesi scorsi da Stellantis e dalle principali organizzazioni sindacali del comparto (Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm, Aqcfr), il contratto di espansione che ha consentito a 120 dipendenti della ex Sevel ora Fca Italy, di andare anticipatamente in pensione, con un massimo 5 anni di anticipo, e contestualmente consentirà l’assunzione di 40 lavoratori.

“A coloro che decideranno volontariamente di aderire – spiegava in merito una nota sindacale congiunta – verrà corrisposto l’anticipo della pensione, a carico dell’azienda, ma materialmente erogato dalla Inps. Sarà garantito un trattamento economico minimo tale da arrivare al 90% della retribuzione annuale per i primi 24 mesi e al 70% per i restanti mesi”.

LE CRITICHE DEI SINDACATI

In quell’occasione gli unici borbottii arrivarono dall’Unione sindacale di Base: “Pur comprendendo le ragioni di quanti potranno uscire in anticipo dal 40ennale e massacrante lavoro delle catene di montaggio – ha affermato Romeo Pasquarelli, Usb all’emittente locale AbruzzoLive -, non possiamo non sottolineare che lo riteniamo un arretramento occupazionale perché ciò significherà che ci saranno circa 120 posti di lavoro in meno nello stabilimento, che vanno ad aggiungersi agli 8-900 persi con la mancata conferma degli addetti in staff leasing e degli interinali, ai 3-400 posti occupati da lavoratori in trasferta, negli ultimi due anni. I 40 che verranno assunti a tempo indeterminato da Fca Italy sono presenti in azienda da anni e sarebbero dovuti essere stabilizzati da tempo”.

LA DIETA STELLANTIS IN ITALIA NELL’ULTIMO BIENNIO

Guai a chiamarli licenziamenti. Sono uscite concordate. Concordate coi sindacati, a eccezione di Fiom e in tutto finora hanno riguardato duemila addetti, prevalentemente nell’Ingegneria e nei servizi indiretti, con integrazioni per quei lavoratori vicini alla pensione e incentivi per chi decide di lasciare l’azienda.

Del resto il Gruppo lo scorso anno ha fatto il pieno di utili ma con meno vendite e prezzi più alti: per via dei rincari delle auto, il fatturato di Stellantis è cresciuto del 18 per cento a quasi 180 miliardi di euro nonostante le vendite di auto siano calate del due per cento, mentre in Italia l’ex Fca ex Fiat continua la dieta. Serve allora agire sui costi. Insomma, sul personale.

E questo è solo l’ultimo di una serie di tagli posti in essere per ridurre il numero di dipendenti Stellantis in Italia da 52.750 a 45.500. Vale a dire oltre 7mila persone in meno. La riduzione stimata nella corsa all’auto elettrica è intorno al 20% dell’occupazione.

Per quanto riguarda l’uscita anticipata con integrazioni per quei lavoratori vicini alla pensione e incentivi per chi decide di lasciare l’azienda, ricordano dal Sole 24 Ore, la “finestra” resterà aperta fino al 31 dicembre di quest’anno con uno schema che prevede che poco meno della metà delle figure interessate, quasi 900, siano addetti degli Enti centrali e dei servizi commerciali mentre 70 addetti potranno arrivare dal comparto Security. Interessati duecento addetti del polo produttivo di Mirafiori e 320 di Cassino. Mirafiori ha già perso 2.100 persone in questi anni e con l’ultimo accordo ci sono in programma altre 1.200 uscite fino a fine anno.

NEGLI USA STELLANTIS È PARECCHIO DIVERSA

Tutto questo mentre negli Usa, meglio ricordarlo, la decisione di Stellantis di ridurre le spese si è scontrata con gli scioperi a oltranza di Uaw, il principale sindacato sostenuto nella sua battaglia persino dal presidente Joe Biden.

Le interruzioni dell’attività hanno avuto ripercussioni decisamente negative sui ricavi netti per circa tre miliardi di euro a tutto ottobre, rispetto a quanto era stato previsto dall’azienda nei suoi piani produttivi. Il costo dello sciopero per Stellantis in termini di utile operativo è stato di circa 750 milioni di euro, come ha spiegato durante una call la cfo Nathalie Knight.

COSA PREVEDE L’ACCORDO TRA STELLANTIS E I SINDACATI USA

L’accordo ripristina i principali diritti persi durante la recessione del 2007, tra cui l’indennità per il costo della vita e la progressione salariale di tre anni, oltre a eliminare le divisioni salariali tra giovani e anziani.

L’accordo prevede aumenti salariali di base del 25% fino all’aprile 2028 e aumenterà, grazie al meccanismo di rivalutazione, cumulativamente del 33%, fino a oltre 42 dollari l’ora. Nel dettaglio, il salario per i lavoratori meno pagati del livello base aumenterà del 67%, superando i 30 dollari l’ora. I lavoratori meno pagati di Stellantis, ovvero temporanei, vedranno un aumento di oltre il 165% nel corso della durata dell’accordo. Alcuni lavoratori della Mopar riceveranno un aumento immediato del 76% al momento della ratifica.

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