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Guerra legale in Ita Airways fra Marchetti e Zoppini

Marchetti Zoppini

Che cosa cela la guerra legale interna a Ita Airways fra Marchetti (Bocconi di Milano) e Zoppini (Roma Tre) sul presidente Altavilla (silurato dal governo). L’articolo di Luigi Pereira

 

Nel mondo delle law firm del Belpaese, ma non solo in quello, Piergaetano Marchetti è più di un totem. Quando a Milano il salotto buono della finanza viveva il suo apice e il potere dei soldi aveva raggiunto il massimo della sua esperienza, l’avvocato milanese era al centro di tutti gli intrecci societari, delle principali manovre nelle holding finanziarie oltre che di tutti i deal a Piazza Affari. Per carità, Marchetti è ancora un pezzo da novanta; eppure, in una recentissima partita, che si è giocata nei palazzi della Capitale, ha perso una importante battaglia legale. La partita in questione è quella relativa alle deleghe di Alfredo Altavilla, presidente di Ita Airways. Mercoledì il consiglio di amministrazione del vettore aereo, controllato dallo Stato attraverso il Tesoro, ha ritirato tutte le deleghe di Altavilla.

La questione era giuridicamente complessa, perché Altavilla sosteneva che la revoca delle deleghe fosse una prerogativa dell’assemblea dei soci e non del cda. Una tesi corroborata, appunto, da una valutazione messa per iscritto da Marchetti. Il quale, stavolta, è stato sconfitto in un inedito match legale tra Milano e Roma. Il Tesoro, infatti, si era fatto preparare un parere dall’avvocato Andrea Zoppini, uno dei più importanti e apprezzati legali societari, il cui studio è nella Capitale. Non si è trattato, comunque, soltanto di una sfida tra città, ma anche fra atenei. Se Marchetti è un emerito della Bocconi, Zoppini è ordinario di diritto civile all’Università Roma Tre.

Secondo quanto riportato da Aldo Fontanarosa su Repubblica.it, nel suo parere pro veritate, Zoppini sostiene che: il conferimento delle deleghe rientra nelle competenze tipiche del Cda; le stesse deleghe, come sono state assegnate, possono essere anche revocate dal Cda; la decisione del Cda di ritirare le deleghe (in questo caso ad Altavilla) è atto “insindacabile”; questa revoca può avvenire in qualsiasi momento “anche in assenza di giusta causa”; e la revoca può essere decisa anche se il tema non è all’ordine del giorno del Cda; viceversa il socio “non ha alcuna competenza al riguardo”. Marchetti – che sottolinea il carattere ancora “provvisorio” della sua nota – invece sostiene che: la delibera di revoca dei poteri di Altavilla abbia “contenuto illecito”; e “configuri la fattispecie dell’inesistenza” e della nullità; il socio, così come assegna le deleghe in Assemblea, è il solo che può revocarle; il Cda non può avocare a sé il diritto di revoca e penalizzare così il socio; l’ordine del giorno del Cda viene composto solo dal presidente; in questo il presidente vanta una competenza esclusiva.

La questione finisce qui? No. Il collegio sindacale ha infatti dichiarato «inesistente» la delibera approvata mercoledì scorso dalla maggioranza del Cda di Ita Airways che aveva tolto le deleghe operative al presidente esecutivo, Alfredo Altavilla, per assegnarle all’ad, Fabio Lazzerini. Secondo il collegio sindacale – scrive oggi Il Sole 24 Ore – “la decisione votata su proposta dei sei consiglieri dimissionari espressione del Mef «non è ascrivibile alle delibere del Cda»; l’invito rivolto al Consiglio è «a riunirsi nuovamente o a rinviare la trattazione dell’argomento all’assemblea» dell’8 novembre”.

In sostanza per l’organo di controllo della compagnia aerea è come se non fosse mai stata votata la delibera, dunque le opzioni sono due: riunire nuovamente il Cda per annullarla o trattare l’argomento nell’assemblea dei soci, che ha già le deleghe nell’ordine del giorno.

Lo scazzo continua.

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