Mobilità

Incidente con auto a guida autonoma Tesla. Cosa è successo realmente

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Tesla

Una Tesla Model S in modalità autopilot non si sarebbe accorta del rimorchio di un Tir, finendoci sotto. La tecnologia non è ancora pronta?

Da sempre le auto a guida autonoma sono state definite molto più sicure dei veicoli tradizionali: mantengono la concentrazione, non sentono la stanchezza, fanno attenzione a tutti i particolari. Eppure una Tesla Model S, l’auto lanciata sul mercato lo scorso autunno, è stata protagonista di un incidente, in cui il conducente della stessa auto ( Joshua Brown, sostenitore del sistema Autopilot) ha perso la vita.

L’incidente è avvenuto in Florida. L’auto si è schiantata sotto il rimorchio di un Tir in autostrada vicino a Williston, mentre stava viaggiando in modalità Autopilot. A chiarire la dinamica del sinistro è stata la stessa Tesla, sul suo blog: purtroppo, le particolari condizioni di illuminazione del cielo non hanno consentito al sistema di guida autonoma di individuare il fianco bianco del rimorchio. “La particolare altezza del rimorchio, combinata con la sua posizione attraverso la strada e le circostanze estremamente rare dell’impatto, hanno fatto sì che la Model S passasse sotto il rimorchio”, racconta l’azienda.

L’ente governativo americano per la sicurezza stradale, l’Nhtsa, ha aperto un’inchiesta: sono tanti ancora i dubbi da chiarire. Anche lo stesso conducente dell’auto non sembrerebbe essersi reso conto del fianco del fianco bianco del rimorchio, come racconta Tesla: “Né il pilota automatico, né il conducente hanno notato il lato bianco del rimorchio a causa di un cielo illuminato, e il freno non è stato attivato”.

Tesla: la tecnologia è ancora in prova

Se è vero che la Tesla Model S può viaggiare in completa autonomia è anche vero che la tecnologia è ancora una caratteristica di prova, come ha spiegato Elon Musk in una conferenza tenutasi giovedì 30 giugno. Una volta attivato il pilota automatico, l’auto ricorda che si tratta di una nuova tecnologia e che la modalità di pilota automatico “è una funzione che richiede di tenere le mani sul volante per intervenire se necessario”. “Il sistema effettua frequenti controlli per garantire che le mani del conducente rimangano sul volante e avvisa visivamente e acusticamente, se non vengono rilevate le mani. E gradualmente rallenta la macchina fino a quando le mani non vengono poggiate sul volante”.

In questo modo Tesla prova a “garantire che ogni volta che la funzione viene utilizzata, lo si faccia nel modo più sicuro possibile”. “Il Pilota automatico è sempre da preferire, ma non è perfetto e richiede ancora al conducente di rimanere all’erta. Tuttavia, se usato in combinazione con il driver di sorveglianza, è inequivocabile che il Pilota automatico riduce il carico di lavoro del conducente. traducendo la cosa in un miglioramento statisticamente significativo nella sicurezza rispetto alla guida puramente manuale“, spiega Tesla sul blog.

Tesla

Auto senza conducente: tecnologia ancora non pronta?

Si tratta del primo noto incidente mortale mentre alla guida vi era l’intelligenza artificiale. La notizia è di grande importanza: se è vero che, da un lato, potrebbe portare ad un rallentamento alla corsa alle auto senza conducente, è anche vero che il drammatico fatto potrebbe servire per migliorare ulteriormente la tecnologia, rendendosi conto dei limiti che gli automi hanno.

Non è solo Tesla impegnata nello sviluppo delle auto senza conducente. Google, per esempio, ha recentemente annunciato l’intenzione di adattare 100 minivan Chrysler alla guida autonoma. General Motors ha acquisito la società di software Cruise, per accelerare lo sviluppo del settore. Anche Ford è al lavoro in tal senso.

L’incidente potrebbe essere, dunque, un monito per tutti. Karl Brauer, un analista della società di ricerca Kelley Blue Book, sostiene che l’incidente potrebbe essere un segnale che la tecnologia possa non essere così avanzata e pronta per il mercato come alcuni hanno già annunciato. “Questo è una specie di campanello d’allarme”, ha detto Brauer. “Le persone che ritenevano che ci siamo quasi e che questa tecnologia è pronta per essere lanciata sul mercato dovranno ricredersi”.

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