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Aponte Spinelli

Aponte, Spinelli e le guerre portuali a Genova

Cosa si dice e che cosa non si dice sull’inchiesta di Genova. La lettera di Francis Walsingham.

Caro direttore,

stai perdendo colpi. Ti picchi di scrivere talvolta pure di cose militari, di geopolitica e di esteri. Quando però la procura a Genova scatena la sua poderosa offensiva contro il “sistema Genova”, non vedi ciò che hai sotto gli occhi. Nelle carte dell’ordinanze non ci sono solo mazzette, signorine e Signorini, casinò di Montecarlo e altre miserie umane varie e assortite. C’è anche un non banale balletto geopolitico.

Da una parte è schierato Gianluigi Aponte, l’armatore svizzero-sorrentino che è di casa all’Eliseo almeno quanto lo è a Palazzo Chigi (dove però si fa accompagnare da Flavio Briatore).

Dall’altra parte c’è Spinelli, che si è legato ai tedeschi di Hapag-Lloyd, a sua volta controllata da Kuehne + Nagel, il colosso tedesco della logistica il cui magnate Klaus-Michael Kühne ha più volte incrociato le lame con Msc. Si dà il caso infatti che proprio Klaus-Michael Kühne abbia disperatamente cercato di bloccare l’acquisizione del terminal di Amburgo HHLA da parte di MSC, che a sua volta era imbufalito per l’acquisizione di una quota in una controllata di HHLA da parte dei cinesi di Cosco. I quali in Italia sono rappresentati da quell’Augusto Cosulich che, non indagato, si trova parecchie volte nelle pagine dell’ordinanza della Procura di Genova. È infatti legatissimo proprio a Spinelli.

Come se non bastasse, Kuehne + Nagel è azionista di Lufthansa, che a breve potrebbe convolare a nozze con Ita Airways, dopo un iniziale threesome con Msc finito malissimo (a Ginevra si erano fissati con Altavilla, inviso al Mef, e la chimica con Lufthansa non è stata delle migliori).

Tra Amburgo e Ginevra, insomma, è guerra per aria e per acqua. Con i cinesi che fanno capolino qua e là.

Viviamo in tempi interessanti, caro direttore. Forse troppo.

Francis Walsingham

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