Brutte notizie per Scout Motors, marchio americano rilevato dal gruppo tedesco nel 2020 che da oltre 40 anni attende di tornare in attività: nonostante infatti il brand americano e i suoi impianti siano strategici per la filiera globale di Volkswagen dato che sulla carta consentono al costruttore europeo di evitare i dazi trumpiani, secondo quanto riferisce il giornale tedesco Der Spiegel, i due modelli previsti per il 2027 (una Suv e un pick-up entrambi Ev) slitteranno almeno all’estate del 2028.
VW CREDE ANCORA NEL PROGETTO SCOUT MOTORS?
Sulla scommessa di rilancio di Scout Motors si stanno addensando parecchie nubi e se è vero che a livello geografico avere nel portafogli un marchio statunitense può rivelarsi utile per Vw, è altrettanto vero che con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca non ha più molto senso investire miliardi in vetture con powertrain full electric, tanto più se indirizzate al mercato americano, sempre meno ricettivo.
I DUE MODELLI SONO RIMASTI SENZA ENERGIE?
Non sorprenderebbe, per esempio, se da Wolfsburg si decidesse di puntare esclusivamente sulla versione range extender in configurazione dual motor con trazione integrale che secondo i dati forniti poco tempo fa arriverebbe fino a 1.300 Nm di coppia.
Der Spiegel che, come si diceva per primo ha diffuso l’indiscrezione, si limita a dire che l’azienda si sarebbe imbattuta in non meglio precisati “problemi tecnici”. Ma dal momento che la stessa Volkswagen sta rivedendo nel profondo i propri piani di elettrificazione della gamma (nelle ultime ore si è saputo che anche l’attesa Lamborghini Lanzador non debutterà più come veicolo elettrico puro), risulterebbe peculiare che perseverasse su progetti full electric secondari indirizzati peraltro a uno dei mercati meno entusiasti per tale tipo di propulsione.
I CONTI DI VW COSTRINGONO A SCELTE
C’è poi da tenere in considerazione un altro aspetto: la crisi profonda in cui si sta dimenando l’intero gruppo tedesco che, secondo alcune indiscrezioni di stampa, potrebbe portarla a concretizzare nuovi profondi tagli nel tentativo di riportare i conti in carreggiata. Anche la situazione economica di Volkswagen, benché non direttamente connessa ai piani di rilancio di Scout Motors, rischia di avere inevitabilmente un peso sulla questione.
GLI ULTIMI INVESTIMENTI
Quel che è certo è che negli ultimi anni non sono mancati gli investimenti: i principali sono stati indirizzati alla costruzione della fabbrica di Blythewood, nella Carolina del Sud che secondo i piani originari avrebbe dovuto avviare l’assemblaggio dei primi veicoli entro la fine del 2026. Nel 2023 il gruppo Volkswagen aveva inoltre affidato alla Magna l’incarico di sviluppare due modelli elettrici per il marchio statunitense Scout sulla base di un contratto dal valore di 450 milioni di euro.
Lo scorso settembre il Ceo Scott Keogh aveva confermato che la Casa avesse stretto un accordo con PowerCo per la fornitura delle batterie attraverso la nuova fabbrica in Canada destinata a diventare la gigafactory per tutte le principali fabbriche del Gruppo Volkswagen negli Usa ma le tensioni commerciali di matrice trumpiana tra Washington e Ottawa potrebbero aver costretto a ridisegnare la filiera di approvvigionamento.







