Mobilità

Formula E? Laboratorio dell’innovazione. Parla Alejandro Agag

di

Formula E Agag

La formula E è diventata attrazione per i migliori piloti e i più importanti team di costruttori. Intervista ad Alejandro Agag di Giusy Caretto


Non solo corse con auto elettriche. La Formula E è molto di più. La sfida non è semplice. Mentre Lucas di Grassi, vincitore della terza stagione, punterà a difendere il titolo della Audi Sport ABT Schaeffler dagli attacchi del suo ormai tradizionale avversario Sébastien Buemi, della Renault e.dams, Nelson Piquet Jr, con i colori della Panasonic Jaguar Racing, prova a raggiungere nuovamente i vertici della classifica, assieme all’altro pilota del team britannico Mitch Evans.

La quarta stagione di Formula E ha preso il via il 2 dicembre 2017 ad Hong Kong, in Cina, tra applausi del pubblico e nuove speranze. Di vittoria, per i team, e di rivoluzione per le case automobilistiche, governi e istituzioni. I bolidi elettrici, le cui gare tanto piacciono alle famiglie, potrebbero incentivare lo sviluppo di una nuova mobilità. Più pulita, più elettrica.
La Formula E è testimonianza concreta che la batteria non influisce negativamente sulla macchina. Anzi, le vetture sfrecciano nelle città e gli spettatori non devono indossare tappi per le orecchie. Nessun rumore, nessuna emissione. Tanto divertimento, proprio come in Formula 1.

Di tutto questo (e altro) abbiamo parlato con Alejandro Agag, Founder & Ceo della Formula E.

Perché e come nasce il Campionato di Formula E?

L’idea delle corse di monoposto elettriche è nato nel 2012. Il Presidente FIA, Jean Todt, ha sviluppato l’idea come dimostrazione del potenziale della mobilità sostenibile e, ispirati dalla sua visione, abbiamo preso l’idea e creato la Formula E così com’è adesso.
Dal suo debutto al Parco Olimpico di Pechino nel 2014, la Formula E è diventata un’attrazione per i migliori piloti, i migliori team e
i migliori costruttori. Adesso siamo giunti alla quarta stagione, il campionato vanta una delle migliori linee guida del motorsport, con un nutrito calendario di città ospitanti e tecnologie sempre più innovative in pista.

Nuove tappe, nuove scuderie, nuovi piloti. La Formula E ottiene grandi successi…

Non avremmo mai potuto immaginare la grande risposta positiva con cui è stato accolto il concetto di Formula E. Per mutarlo da “idea” a realtà sono serviti pochissimi anni e produrre e trasportare 40 macchine da corsa completamente elettriche in meno di sei mesi è stato un obiettivo notevole per chiunque sia stato coinvolto.
La Formula E sta seguendo il mondo e l’industria automobilistica, probabilmente è il motorsport più importante del mondo al momento. È proprio qui che vogliamo essere.

Come la Formula E può influenzare la mobilità urbana?

Le corse e i campionati sono sempre stati laboratori di sviluppo delle tecnologie per l’industria automobilistica. Prima con le macchine a combustione e ora con le auto elettriche. Dieci squadre vogliono vincere e creano, sviluppano tecnologie che li portino alla vittoria – questa è la loro motivazione. Poi loro utilizzano la medesima tecnologia per le macchine “da strada”, che va a migliorare la tecnologia dei veicoli elettrici e quindi l’esperienza degli utenti di tutto il mondo.

La Formula E guarda anche alle auto senza conducente. Ce ne parla?

Credo fermamente che il futuro dei trasporti e della mobilità sia elettrico, autonomo e connesso. La Roborace, la gara delle auto senza pilota, testimonia quanto siamo capaci di creare con la collaborazione delle aziende scientifico-tecnologiche più innovative.
È emozionante scoprire cosa siano capaci di fare: sia io che il team di Formula E stiamo tenendo d’occhio i progressi di questa tecnologia. La Robocar è già scesa in pista per collezionare dati e informazioni. Ha completato con successo i suoi primi giri autonomi in pista a Parigi.

(Articolo Pubblicato sull’Edizione Cartacea di Start Magazine Febbraio/Maggio 2018)

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