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Inflazione e intoppi logistici frenano i piani di Ford

Ford

Ford annuncia costi dei fornitori più alti e circa 40-45mila veicoli fermi nei magazzini per mancanza di pezzi di ricambio. Tutti i dettagli

La casa automobilistica statunitense Ford Motor ha fatto sapere che nel trimestre attuale, per via dell’inflazione, i costi dei fornitori saranno di 1 miliardo di dollari più alti del previsto.

La società, inoltre, stima di avere in magazzino tra i 40mila e i 45mila veicoli privi di pezzi di ricambio: di conseguenza, le vendite subiranno ritardi.

COME VANNO LE AZIONI

Ieri nel trading after hours (quello che si svolge dopo la chiusura dei mercati finanziari) le azioni di Ford sono calate del 4,4 per cento, a 14,27 dollari.

LE PREVISIONI DI FORD PER IL 2022

Ford – il secondo produttore automobilistico più grande degli Stati Uniti – ha confermato la sua previsione sull’utile rettificato (prima di interessi e tasse) per il 2022, che rimane compreso tra gli 11,5 e i 12,5 miliardi di dollari “nonostante i limiti di disponibilità di alcuni componenti e i pagamenti più alti effettuati ai fornitori per tenere conto degli effetti dell’inflazione”.

LA CARENZA DI PARTI AUTO

L’azienda ha detto che, per via della carenza di parti auto non meglio specificate, circa 40mila-45mila veicoli già costruiti (più di quanto precedentemente stimato) resteranno in magazzino: saranno consegnati ai rivenditori durante il quarto trimestre dell’anno. I veicoli in questione sono soprattutto SUV e autocarri ad alto margine.

“Anche altri produttori di auto stanno facendo fatica a rifornire i concessionari, citando proprio la carenza di semiconduttori e di altri componenti necessari per assemblare auto e camion”, scrive MF-Milano Finanza. General Motors, per esempio, aveva annunciato quest’estate la mancata consegna ai concessionari di quasi 100mila veicoli a causa della mancanza di chip e di altri componenti chiave.

– Leggi anche: Ecco l’impatto dell’assenza di chip sugli stabilimenti italiani di Stellantis

L’EBIT ADJUSTED DI FORD

L’EBIT adjusted per il terzo trimestre del 2022 (luglio-settembre) di Ford sarà compreso tra gli 1,4 e gli 1,7 miliardi di dollari.

INTOPPI ALLA SUPPLY CHAIN E RINCARO DELLE MATERIE PRIME

A luglio Ford aveva detto che i suoi risultati nel secondo trimestre erano stati trainati dai veicoli ad alto margine di guadagno (proprio quelli ora fermi in magazzino) e che continuava a dover far fronte agli intoppi nella catena di approvvigionamento.

L’azienda fece inoltre sapere di prevedere un aumento annuale dei costi delle materie prime di 4 miliardi di dollari, e che i dirigenti erano alla ricerca di una soluzione per compensare il rincaro.

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