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Fincantieri, tutte le novità su Naval e Fremm

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L’accordo con Occar siglato da Naviris, la joint venture paritetica tra Fincantieri e Naval Group, e la matassa ingarbugliata delle Fremm all’Egitto. Tutte le ultime novità per il gruppo guidato da Bono

 

Mentre Fincantieri, insieme al governo, è all’opera per sbrogliare la matassa ingarbugliata delle Fremm all’Egitto, Naviris, la joint venture paritetica tra l’azienda guidata da Giuseppe De Bono e la francese Naval Group, ha firmato con l’Organizzazione europea per la cooperazione in materia di armamenti (Occar) il primo contratto per un programma di ricerca e tecnologia (R&T). Tutti i dettagli.

L’ACCORDO

Partiamo dalle ultime novità. Naviris ha siglato con Occar il primo contratto di R&T per un programma di 5 progetti (programma che sarà motivo di lunga collaborazione tra Fincantieri e Naval Group).

I 5 PROGETTI PER OCCAR

Naviris si impegna, nel primo progetto, nello sviluppo delle capacità di simulazione durante l’intero ciclo di vita delle navi al fine di incrementare ulteriormente la valutazione delle prestazioni, riducendo la quantità di prove al vero, e ottimizzare l’impiego dei sistemi di Computer Aided Engineering per migliorare sia la definizione progettuale (idrodinamica e aerodinamica), sia le operazioni quotidiane a bordo (tramite l’approccio integrato del concetto di digital twin).

Fincantieri e Naval lavoreranno anche all’identificazione di nuove architetture ed equipaggiamenti per migliorare l’efficienza globale delle reti elettriche di bordo e monitorare i consumi elettrici sulle navi di superficie; e nello sviluppo di un sistema modulare a celle a combustibile (Fuel Cell System – FCS), adatto ad applicazioni in ambiente marino, in grado di essere completamente integrato a bordo di navi militari di superficie.

Il quarto progetto vedrà impegnata Navaris nello sviluppo di soluzioni atte ad aumentare l’efficienza e l’efficacia dei sistemi di produzione e a ridurre i costi durante l’intero ciclo di vita del prodotto, predisponendo nuovi strumenti in grado di migliorare la gestione delle operazioni di bordo quotidiane da parte del cliente (focalizzando su ispezione, manutenzione e gestione dei componenti imbarcati). Il quinto ed ultimo progetto prevede lo sviluppo di metodi, strumenti e soluzioni ingegneristiche per permettere alle navi di condurre in sicurezza operazioni quotidiane (come il varo e l’alaggio di mezzi) in condizioni ambientali peggiori di quelle attualmente possibili.

BONO: AL VIA UNO DEI PIU’ IMPORTANTI PROGETTI DEGLI ULTIMI ANNI

L’accordo, rappresenta, per Giuseppe Bono, ad di Fincantieri, “la partenza di uno dei più importanti progetti a cui abbiamo lavorato negli ultimi anni. Da tempo riteniamo che il consolidamento dell’industria navale europea rappresenti uno degli strumenti fondamentali, senon il principale in termini di massa critica e sinergie, per consentire al nostro continente di non finire in disparte e affrontare invece le prossime sfide sugli scenari globali da protagonista”.

“Per questi motivi siamo grati ai Governi dei due Paesi perché hanno condiviso la visione comune sostenendo l’alleanza tra Naval Group e Fincantieri, che segnerà il futuro del nostro settore”.

LA MATASSA DELLE FREMM ALL’EGITTO

E proprio a braccetto con il Governo italiano, Fincantieri è a lavoro per sbrogliare, come si legge in questo articolo di Start Magazine, la matassa ingarbugliata delle ultime due Fremm, ovvero le fregate multiruolo Spartaco Schergat ed Emilio Bianchi, all’Egitto.

SLITTA CONSEGNA A MARINA MILITARE

La consegna, fissata per il 5 giugno, della multiruolo Schergat alla Marina militare slitta. Se la Fremm dovesse essere consegnata, infatti, non potrebbe più partire per l’Egitto perché verrebbe iscritta al Registro Navale Militare (ora continua a battere bandiera mercantile).

A giustificare il ritardo della consegna, come svelato da Start Magazine, sarebbe la necessità di ulteriori lavori (che finirebbero il 16 giugno), come scritto in una lettera spedita da Orizzonti Sistemi Navali (joint venture tra Fincantieri e Leonardo-ex Finmeccanica) ad Occar. (qui tutti i dettagli)

Nel frattempo la Marina attende quanto meno una sorta di compensazione per le ultime due Fremm cui dovrebbe rinunciare secondo i progetti di Fincantieri condivisi da Palazzo Chigi (anche se la maggioranza è divisa, con settori del Movimento 5 Stelle contrari all’operazione).

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