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Fincantieri, l’accordo con la spagnola Navantia irriterà la Francia?

Fincantieri Navantia

Fincantieri stringe intesa con la spagnola Navantia per una collaborazione allargata in campo navale e marittimo. E la Francia? Fatti e approfondimenti

 

Fincantieri vira sul consolidamento della cantieristica navale europea con Navantia.

Ieri il colosso cantieristico italiano ha raggiunto con il gruppo navale spagnolo un accordo per un Memorandum of Understanding (MoU) per rafforzare la loro relazione e valutare una collaborazione allargata in campo navale e marittimo.

“Prima di un esercito comune, l’Europa si doterà di una marina. O almeno degli stessi mezzi costruiti da tre Paesi leader nella cantieristica militare. È l’accordo che Fincantieri ha siglato con Navantia ad aver accelerato il grande risiko e adesso Roma, Parigi e Madrid sono più vicine” ha commentato il Secolo XIX.

In realtà non così vicina con la Francia.

Come ha ricostruito Tom Kington oggi su DefenseNews, “se le sinergie sono essenziali per evitare sovrapposizioni in Europa, Italia e Francia vantano un track record di cooperazione dopo aver co-progettato insieme le loro fregate Horizon e Fremm prima di costituire la joint venture Naviris tra Fincantieri e Naval Group che ora sta lavorando sull’Epc (European patrol corvette). Detto questo, finora le due aziende hanno gareggiato per vendere le loro fregate Fremm”.

E proprio dell’attivismo di Fincantieri in materia di export si borbotta parecchio Oltralpe.

“Nonostante la joint venture Naviris con Naval Group, Fincantieri è uno dei più agguerriti competitor di Naval Group [il gruppo cantieristico francese] in paesi fino ad ora piuttosto favorevoli alla Francia”, ha puntualizzato oggi la Tribune. “Il gruppo italiano è molto aggressivo sui mercati esteri. E senza scrupoli”, ha aggiunto il quotidiano francese.

La firma del MoU avverrà oggi allo stand Navantia alla fiera Feindef — Fiera Internazionale sulla Difesa e Sicurezza di Madrid — tra il direttore generale della Divisione Navi Militari di Fincantieri Giuseppe Giordo e il presidente di Navantia Ricardo Domínguez.

Tutti i dettagli.

L’INTESA TRA FINCANTIERI E NAVANTIA

In particolare, nell’ambito dell’intesa tra Fincantieri e Navantia si valuteranno le opportunità legate alla Marina italiana e a quella spagnola. Tra queste, i progetti congiunti e la partecipazione allo sviluppo dei prossimi cacciatorpediniere e di altre piattaforme navali che faranno parte della futura Forza di Difesa Europea.

LA STRATEGIA DEL GRUPPO DI TRIESTE

“Siamo da tempo convinti che per tenere testa alle sfide globali del futuro abbiamo bisogno di una robusta e durevole cooperazione a livello europeo negli ambiti della difesa e della sicurezza. Solo così il nostro continente potrà giocare un ruolo sempre più importante e questo accordo va in tale direzione. Siamo quindi molto soddisfatti di dare concretezza ad un disegno non più rimandabile e di costruire un percorso di collaborazione basato su programmi importanti delle due Marine” ha commentato l’ad di Fincantieri, Giuseppe Bono.

IL COMMENTO DEL SOLE 24 ORE

“La rotta è stabilmente puntata sul consolidamento della cantieristica a livello europeo che ha già prodotto un primo fronte di collaborazione tra i due gruppi, insieme con i francesi di Naval Group, nell’ambito del programma European Patrol Corvette (Epc), spina dorsale della flotta futura del Vecchio Continente”, ha scritto oggi il Sole 24 Ore.

LA COLLABORAZIONE SULLE CORVETTE EUROPEE

Navantia e Fincantieri stanno già collaborando infatti sul programma European Patrol Corvette (Epc), ad oggi la più importante iniziativa navale nell’ambito del progetto europeo Permanent Structured Cooperation (Pesco), insieme con la francese Naval Group.

Con l’obiettivo di progettare e sviluppare una nuova classe di navi da guerra, il Consiglio europeo ha adottato il programma Epc il 12 novembre 2019.

All’Italia (come coordinatore) e Francia si sono aggiunte Grecia e Spagna.

Lo scorso febbraio Naviris, la joint venture al 50% tra Fincantieri e Naval Group che ha in capo lo sviluppo di programmi di cooperazione, e Navantia hanno firmato un Memorandum of Understanding (MoU) inteso ad ampliare la cooperazione industriale per il programma Epc.

A CHE PUNTO È IL PROGRAMMA EPC

Come ha riportato oggi DefenseNews, “con il Portogallo presente come osservatore e la Danimarca che si dice sia interessata, il programma Epc potrebbe ancora aggiungere partner, mentre le tre nazioni principali sono attualmente in procinto di acquistare 20 navi, di cui sei per la Francia, sei per la Spagna e otto per l’Italia”.

IL COSTO DEL PROGRAMMA

Una fonte industriale ha riferito a Defense News che ogni nave dovrebbe costare circa 250-300 milioni di euro, “portando il programma Corvette a un valore di 5-6 miliardi di euro. Anche prima che la Grecia confermi un ordine e che eventuali nuovi membri si iscrivono”.

E LA GERMANIA?

Dunque sul risiko dei cantieri navali europei, c’è l’alleanza a tre tra Francia, Italia e Spagna, “anche se manca ancora la quarta gamba” sottolinea il Secolo XIX. Dove si colloca infatti la Germania, al di fuori del progetto Epc?

“Berlino rimane solo con un piede dentro, grazie all’accorso sulla costruzione di sommergibili raggiunto con Fincantieri” nota il Secolo XIX. “Ma ora proprio l’accordo con gli spagnoli potrebbe accelerare un’intesa più profonda: un anno e mezzo fa era circolata l’ipotesi di un accordo industriale con Tkms, la controllata di Thyssenkrupp che costruisce sottomarini e unità militari di superficie. E ora in Europa c’è chi scommette che quell’intesa possa essere più vicina” conclude il quotidiano.

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