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Tutti i problemi di Naval Group, non solo in Australia

Naval Group

Dopo la cancellazione del contratto per 12 sottomarini da parte dell’Australia, non finiscono le grane per Naval Group 

 

Ko per il colosso cantieristico francese Naval Group.

Il gruppo industriale francese è in forte difficoltà dopo aver perso il contratto da 50 miliardi di dollari australiani con l’Australia per la fornitura di 12 sottomarini. Naval Group potrebbe essere costretto a rivedere i suoi effettivi e le sue capacità industriali. Lo scrive il quotidiano francese La Tribune.

Adesso, come riporta il quotidiano Les Echos, si aprono le trattative per i risarcimenti, che tuttavia non riusciranno a compensare le perdite subite.

I rischi riguardano le attività a lungo termine a causa del calo delle commesse. Naval Group ha avuto problemi in molti Paesi, dove non è riuscito ad ottenere gli ordini attesi.

Inoltre secondo fonti dei due quotidiani francesi, sembra che in Arabia Saudita Naval Group si sia fatta superare da Fincantieri, Navantia e dalle aziende della Corea del Sud. Non solo, Fincantieri avrebbe superato il concorrente anche in Marocco, dove sarebbe in trattative per la vendita di due fregate Fremm.

Nel frattempo, a proposito del contratto australiano, Banca Akros non si attende alcun impatto su Fincantieri, riporta MF/Milano Finanza, che “per quanto ne sappiamo non è coinvolto né nel vecchio contratto né in quello nuovo”.

Anche Thales conferma i suoi obiettivi finanziari nonostante l’Australia abbia rotto il contratto con Naval Group, di cui Thales è azionista al 35%, riferisce Radiocor.

Tutti i dettagli.

IN FUMO IL MAXI-CONTRATTO CON L’AUSTRALIA

“Naval Group, che da mesi sta attraversando un pessimo periodo commerciale, con la risoluzione del contratto australiano, dovrà sicuramente ridurre la sua forza lavoro e ridimensionare le sue strutture industriali”.

Lo scrive il quotidiano francese La Tribune, spiegando che il gruppo sperava nell’accordo con Canberra per colmare le sue lacune nel settore delle esportazioni.

Il governo australiano collaborerà invece con gli Stati Uniti e il Regno Unito per passare a un sottomarino nucleare di fabbricazione americana.

Il 15 settembre il presidente Joe Biden ha annunciato una nuova alleanza di sicurezza (Aukus) degli Stati Uniti con l’Australia e la Gran Bretagna che aiuterà a dotare l’Australia di una flotta di sottomarini nucleari.

LA POSIZIONE DEL GRUPPO CANTIERISTICO FRANCESE

Naval Group, dal canto suo, si è accontentato di un conciso comunicato ufficiale, per esprimere “una grande delusione”. Il portavoce del gruppo ha comunque dichiarato che “l’analisi delle conseguenze di questa decisione sovrana australiana sarà condotta con il Commonwealth of Australia nei prossimi giorni.

E QUELLA DEL GOVERNO DI PARIGI

“La Francia cercherà di garantire che qualsiasi contraccolpo finanziario [dall’annullamento del contratto australiano] a Naval Group sia limitato” ha precisato il ministro della Difesa francese Florence Parly.

Parly non ha escluso che la Francia chieda un risarcimento all’Australia.

I PROBLEMI DI NAVAL GROUP

Ma per Naval Group non c’è solo la questione australiana. Il gruppo ha avuto problemi in molti Paesi, dove non è riuscito ad ottenere gli ordini attesi. Secondo La Tribune, Naval Group, come altre aziende, non riesce ad anticipare la concorrenza in quei paesi considerati strategici per Parigi. Una situazione legata anche al fatto che lo Stato è troppo presente al suo interno.

Adesso, come riferisce il quotidiano Les Echos, si aprono le trattative per i risarcimenti alla Naval Group, che tuttavia non riusciranno a compensare le perdite subite. I rischi riguardano le attività a lungo termine a causa del calo delle commesse.

LE RIPERCUSSIONI SU THALES

“Se nel breve periodo Naval Group non rischia nulla o quasi, nel medio e lungo periodo il gruppo (con i suoi 15.800 dipendenti) sarà in gravissima difficoltà a causa di un calo del suo carico industriale per mancanza di contratti di esportazione” sottolinea La Tribune.

Ciò pone grossi problemi anche all’intera industria navale militare francese, compreso il suo azionista Thales, che beneficia dei programmi ottenuti da Naval Group.

Tuttavia, Thales ha confermato oggi gli obiettivi di medio termine di crescita annuale del proprio settore Difesa e Sicurezza dal 4 al 6%.

Secondo il contratto australiano sfumato, Thales era “fornitore di alcuni sottosistemi a Lockheed Martin” e la quota spettante è stata stimata in un terzo del valore del contratto. “Al 30 giugno 2021, i contratti arretrati con Lockheed Martin non erano rilevanti alla scala di Thales, poiché rappresentavano un importo inferiore a 30 milioni di euro, ovvero meno dello 0,1% del totale del portafoglio ordini alla stessa data (34,6 miliardi di euro)”, precisa Thales. Il gruppo francese conferma quindi le sue previsioni per il 2021 di un fatturato “tra 15,8 e 16,3 miliardi di euro”, un margine operativo “tra il 9,8% e il 10,3%”, riporta Radiocor.

LA POLONIA HA SCELTO NAVANTIA E TMS

Come dicevamo, Naval Group sta avendo problemi di export anche altrove.

In primis in Polonia, dove la Difesa ha preselezionato la spagnola Navantia e la tedesca ThyssenKrupp Marine Systems per il design di tre fregate.

BRUTTO COLPO ANCHE IN ROMANIA

Anche in Romania non tira una buona aria per il gruppo francese. Il governo potrebbe tornare sui suoi passi ritirandosi da un contratto da 1,2 miliardi di euro per quattro corvette Gowind, vinto da Naval Group insieme alla romena Constanța Shipyard nel luglio del 2019.

SUPERATA DA FINCANTIERI IN ARABIA SAUDITA

Inoltre, secondo diverse fonti citate da La Tribune e Les Echos, sembra che in Arabia Saudita Naval Group si sia fatta superare da Fincantieri, Navantia e dalle aziende della Corea del Sud.

E anche il Marocco starebbe trattando con l’italiana Fincantieri.

Come aveva segnalato Rid a inizio luglio, “il Marocco che, ricordiamolo, ha in servizio una Fremm francese, vorrebbe acquistare altre 2 unità, ma questa volta in configurazione italiana (antisom). L’interesse è concreto e le discussioni con Fincantieri sono in corso”.

CHI SCEGLIERÀ LA MARINA ELLENICA?

Infine, c’è ancora la gara per la Marina ellenica.

Naval Group concorre anche per il programma Hellenic Future Frigate avviato dalla Marina ellenica per l’acquisto di 4-12 fregate, un contratto che vale potenzialmente 2-6 miliardi di euro e che dovrebbe essere assegnato entro la fine di questo mese.

Secondo un quotidiano ellenico, di recente l’Italia ha riformulato la proposta per aggiudicarsi la gara per le nuove fregate della Grecia. Il nostro paese sarebbe pronto a cedere subito due Fremm della Marina militare italiana pur di vincere la gara in Grecia con Fincantieri.

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