Mobilità

Ferrovie, ecco come Battisti batte già cassa al governo M5s-Pd

di

Trenitalia

Obiettivi e speranze di Gianfranco Battisti, amministratore delegato del gruppo Ferrovie (controllato al 100% dal ministero dell’Economia)

 

Dopo aver spinto l’acceleratore sull’Alta velocità ed aver rivolto lo sguardo all’estero – da ultimo l’annuncio di voler partecipare a una gara a Los Angeles e Washington di Operation & Maintenance per un valore complessivo di oltre 20 miliardi di dollari – Fs è pronta a dare l’assalto anche alle ferrovie regionali, da sempre una delle note dolenti del trasporto italiano. E lo fa con il suo numero uno Gianfranco Battisti, da un anno al vertice dell’azienda – nominato dunque dal governo sostenuto da M5s e Lega – e pronto a trasformare il settore da cenerentola a volano per economia e turismo, si legge su L’Economia, l’inserto del lunedì del Corriere della Sera.

GLI OBIETTIVI

L’obiettivo, ha chiarito Battisti, è quello di contribuire a un incremento del Pil tra l’1,7 e il 2,1% cumulato nei prossimi 5 anni ma anche dare occupazione a tutto il settore, almeno fino a 350-540 mila posti in più (tra diretto e indotto) e incrementare la spesa turistica di 1,2 miliardi nel 2023. Il tutto riducendo anche le emissioni di Co2 grazie al minor utilizzo delle auto. Ma come?

SERVE UN CAMBIO DI PARADIGMA

“’C’è l’opportunità d’investire in un cambio di paradigma che metta le persone al centro dello sviluppo – dice l’amministratore delegato di Ferrovie, che con 1,4 milioni di passeggeri al giorno copre a metà degli utenti ferroviari regionali -. Un trasporto regionale efficace è anche un dovere civile’”, riporta il Corriere della Sera. “Le condizioni perché questo settore esca dall’angolo sono però due, secondo Ferrovie. Una è che vi investano di più sia lo Stato (va invertita la tendenza, in calo degli ultimi anni) sia le Regioni (disomogenee nell’acquistare nuovi treni, per le diverse capacità di spesa). L’altra è che si studi un sistema di tariffe basato su motivo del viaggio e fasce orarie, che protegga studenti e lavoratori ma riduca il divario sui prezzi con l’estero. Anche con biglietti multimodale per il trasporto su ferro e su gomma”. Ma qui naturalmente la sfida è rivolta al nuovo governo M5s-Pd che ha giurato la scorsa settimana.

I BIGLIETTI ITALIANI CON I COSTI PIÙ BASSI D’EUROPA

“’Il costo dei biglietti in Italia è fra i più bassi d’Europa’, dice Battisti. Lo è anche il corrispettivo medio da contratto di servizio, cioè il contributo erogato dalle Regioni a Trenitalia per coprire la differenza tra il costo vivo del trasporto e l’incasso da biglietti pagati. Sui treni regionali è di 9,1 centesimi ogni passeggero-km (cioè il numero di persone trasportate per la lunghezza dello spostamento) contro i 9,3 centesimi della Francia e i 13,1 della Germania’”, nota lo studio ‘Investire nel trasporto ferroviario regionale – Un’opportunità per le regioni italiane e il paese’, condotto da The European House-Ambrosetti in collaborazione con Fs su un panel di sei regioni campione e presentato l’8 settembre a porte chiuse al Forum di Cernobbio, sempre secondo quanto riporta il Corsera.

AL VIA L’AMMODERNAMENTO

In ogni caso la flotta di treni locali sarà ammodernata con 600 nuovi treni per i pendolari per un investimento complessivo di 6 miliardi di euro: 239 verranno consegnati nel 2023 anziché nel 2025 come previsto originariamente, con l’obiettivo di dimezzare l’età media dei convogli a meno di dieci anni.

CALATE LE RISORSE AL SETTORE NEGLI ULTIMI ANNI

La quota fissa che lo Stato destina alle Regioni per il trasporto ferroviario regionale è diminuita del 21,4% da 6 a 4,8 miliardi dal 2010 al 2019, ha rilevato con un certo disappunto l’ad di Fs. Mentre il contributo delle Regioni “non è equamente distribuito tra i territori: solo tre regioni su 21 hanno destinato più dell’1% del bilancio regionale nel 2017 per compensare la riduzione dei contributi statali” con una media dello 0,45%.

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