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Ferrari Luce: tutto su Jony Ive e Marc Newson, i due artisti del flop

Due artisti, uno britannico e l'altro australiano, famosi per device Apple, sedie ed elettrodomestici, sembrano sposarsi poco col mondo del Cavallino rampante o almeno questo è il giudizio impietoso espresso dai social e da chi il mondo dei motori lo conosce bene. Chi sono Jony Ive e Marc Newson e perché Maranello ha scelto di affidare a loro le sorti della Ferrari Luce distanziandosi parecchio dai canoni di riferimento quasi a voler sottolineare che quella supercar resterà un unicum

Avrebbe dovuto far discutere per l’assenza del motore e, dunque, del rombo classico delle supercar modenesi. Invece la Ferrari Luce si fa spernacchiare dietro (sui social gira persino un fotomontaggio che l’ha fusa con la Fiat Multipla) per via dell’aspetto.

Alcuni dei meme che rimbalzano sui social

POCA LUCE E MOLTE OMBRE PER FERRARI

Troppo poco affine alle altre macchine della scuderia del Cavallino rampante. Tant’è che Luca Cordero di Montezemolo è arrivato a supplicare la dirigenza chiedendo di rimuovere lo storico logo dalla carrozzeria, se proprio a Maranello vorranno farla arrivare per davvero sul mercato (l’uscita è prevista per la fine dell’anno).

Tutto questo mentre un altro appassionato di motori dalla lunga militanza in F1, Flavio Briatore, dopo una stilettata a Stellantis in cui si chiede dove siano finite le auto italiane quando si gira per l’Italia, se la ride dicendo che un’auto con quella foggia almeno non sarà mai copiata dai cinesi.

Il merito o per meglio dire la colpa di questo inedito tam tam mediatico  fatto per lo più di sberleffi e sfottò è da spartire tra due designer esteri, uno britannico e l’altro australiano: Jony Ive e Marc Newson. Sono stati loro infatti a decidere forme e fogge della Ferrari Luce.

CHI È JONY HIVE

Sir Jony Hive finora aveva legato il proprio nome ed estro artistico non alle macchine ma ai device Apple. Anche per questo molti ritengono la Ferrari Luce una sorta di  erede spirituale di quell’Apple Car che Cupertino avrebbe tanto voluto fare ma non ha mai realizzato, spaventata dalla bolla dell’auto elettrica che ha finito col travolgere parecchie case già affermate.

Hive ha lavorato gomito a gomito con Steve Jobs fin dai primi anni ’90 occupandosi dei dispositivi di punta come l’iPhone l’Apple Watch. Portano la sua firma anche altri device diventati cult proprio per l’estetica del calibro dell’iPad, dell’iPod e del Mac.

IL COLLETTIVO AMERICANO LOVEFROM

Una matita capace di plasmare insomma il successo della Mela morsicata, facendone un’icona di stile e contribuendo al suo ritorno in vetta dopo gli anni burrascosi che parevano averne segnato il declino. A un certo punto Apple s’era così fusa con l’estro del designer britannico che si decise di affidare a lui, ormai divenuto Chief Design Officer di Cupertino, persino l’aspetto dell’Apple Park.

Questo almeno fino al 2019, quando Jony Hive terremotò l’azienda uscendo da Apple per fondare LoveFrom, collettivo artistico con sede a San Francisco che per i primi due anni decise di lavorare curiosamente senza nemmeno avvalersi di un sito web, aperto sul finire della pandemia. Ora il sito c’è ma è comunque di dubbia utilità.

DALLE SEDIE ALLE AUTO

Al progetto di Sir Hive si unisce anche Marc Newson, designer industriale quotato soprattutto per le sue sedie, anche se come si vede dai suoi social si occupa pure di molti altri oggetti per la casa (molte foto spaziano dalle grucce per appendere gli abiti ai binocoli). Come per Hive, però, pure Newson sembra totalmente a digiuno di esperienze nel settore automobilistico. E così pure il loro collettivo anche se il sito come si anticipava è talmente strano che è difficile avere un’idea dei progetti portati avanti fin qui.

LA DIFFICOLTÀ DI UNA FERRARI A QUATTRO PORTE E CINQUE POSTI

Quel che è certo è che Ferrari per la sua prima auto elettrica ha deciso proprio di affidarsi a LoveFrom, col risultato – a giudicare dai commenti social – di far imbestialire sia i fan italiani che considerano la sua foggia troppo poco italiana sia quelli esteri, che apprezzavano le linee delle auto di Maranello proprio per la loro italianità, oggi annacquata dai pesanti interventi dello studio di San Francisco. Lo stesso Newson su Esquire ammette che le sfide durante lo sviluppo sono state numerose: “Se qualcuno ti dice che una Ferrari deve avere quattro porte e cinque posti, non è esattamente il punto di partenza più semplice”.

LA RELAZIONE IDILLIACA TRA LOVEFROM E FERRARI

L’artista australiano parla del rapporto con Maranello come una collaborazione virtuosa: “è stato privo di tensioni. Ferrari ha capito molto presto che c’era un vantaggio nel guardare fuori dalla propria comfort zone, fuori dall’ambito automobilistico e persino fuori dal proprio reparto design”.

“È stato – ha spiegato ancora il creativo australiano – un processo di reciproca educazione: loro che insegnavano a noi e noi che insegnavamo a loro i diversi modi in cui affrontiamo e risolviamo i problemi come industrial designer. Nonostante abbiamo esperienze trasversali dall’arredamento all’aviazione, possiamo infatti dire che il nostro background non è automobilistico”.

ANCHE I MERCATI SONO INQUIETI

Mentre scriviamo queste righe, il titolo prova il rimbalzo dopo il tonfo in Borsa dell’8,37% registrato ieri. Proprio a causa della Ferrari Luce. Analisti e investitori non si soffermano solo sull’aspetto estetico, che ovviamente potrebbe frenare le vendite, ma esprimono perplessità soprattutto sul prezzo di listino da 550mila euro. Troppo persino per una supercar.

ANNI LUCE DALLA SOLITA FERRARI

L’impressione è che, nonostante l’auto elettrica metta i costruttori di fronte a costi maggiori, Ferrari non abbia voluto rinunciare alle prestazioni per silenziare sul nascere ogni critica in tal senso legata alla nostalgia per i motori a scoppio, anche a costo di gonfiare eccessivamente i prezzi.

Per il resto ci sono diverse avvisaglie che paiono suggerire che si tratti quasi di uno spin-off o di un esperimento isolato. A iniziare dal colore: nessun “rosso Ferrari”, perché il modello presentato al pubblico è blu, mentre al presidente Sergio Mattarella è stato portato un esemplare bianco. Dal design al prezzo fino ai colori, insomma, Ferrari Luce pare un esperimento, non l’apripista di un futuro elettrico.

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