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Come Fca, Enel, Terna e Faam si lanciano nelle batterie elettriche

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Tutti i dettagli sui progetti nascenti ed in itinere nel campo delle batterie elettriche in Italia che interessano anche Come Fca, Enel, Terna e Faam (gruppo Seri)

 

Il futuro è elettrico. Il futuro è delle batterie. Ed il mercato, al 2025, nella sola Europa varrà 250 milioni di euro.

A leccarsi i baffi, in questo momento, è la Cina, che con i suoi cugini asiatici, Giappone e Corea del Sud, domina il mercato delle batterie agli ioni di litio.

Pechino, in particolare, controlla anche la lavorazione delle materie prime che servono per la realizzazione delle batterie. L’Europa, in questo mercato, prova ad inseguire (controlla solo il 3%), ma i nuovi progetti potrebbero segnare un punto di svolta.

Tra le grandi protagoniste di questa corsa alle batterie c’è anche l’Italia: in partita ci sono diversi progetti e diversi soggetti, tra cui Enel, Terna, Fca e Faam, con un unico obiettivo. Farsi trovare pronti dal mercato che cambia. Andiamo per gradi.

L’ALLEANZA EUROPEA DELLE BATTERIE

Bruxelles nel 2017 ha lanciato la European Battery Alliance, l’alleanza europea per le batterie cui prendono parte Commissione europea, diversi Paesi membri, la Banca centrale dell’Ue e quasi tutte le grandi compagnie automobilistiche del vecchio continente, compresa Fca.

Nell’ambito dell’Alleanza, l’Europa ha istituito gli “Important project of common european interest” (Ipcei), progetti finanziabili (in parte) con aiuti di Stato in quanto utili per raggiungere obiettivi strategici. Utili, dunque, a creare una catena del valore manifatturiera competitiva e focalizzata su batterie sostenibili, riducendo la dipendenza dell’Europa dai concorrenti.

NUOVI PROGETTI IN ARRIVO

Anche l’Italia, in questa grande (e ancora confusa) partita, farà la sua parte. O almeno, ci mette le buone intenzioni. Secondo quanto dichiarato di recente, infatti, dal sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico Davide Crippa (M5s), in occasione di una riunione per l’European Battery Alliance, “Seri Group, Enel, Terna ed FCA hanno già manifestato interesse ad essere coinvolti” nell’ambito dei progetti Ipcei.

ITALIA PIONIERE?

Per il gruppo Seri Group, in realtà, quella che era una manifestazione di interesse è diventata progetto che porterà all’inaugurazione di uno dei primi stabilimenti a produrre celle litio-ione, realizzato in Europa, da un player continentale.

LA FABBRICA DI TEVEROLA

Con un investimento di 37 milioni di euro da parte di Invitalia (società controllata dal Tesoro), e 55 totali, infatti, Faam (storico produttore di batterie al piombo), di cui è proprietaria il gruppo Seri, è pronta a convertire alla produzione delle batterie al litio-ione il sito di Teverola, ex Whirpool. E il tutto dovrebbe avvenire entro fine anno.

“Ora stiamo formando i 75 addetti, tutti ex dipendenti del gruppo delle lavatrici”, ha detto il project manager di Faam, Carlo Novarese, al Fatto Quotidiano. “È un impianto pilota che all’inizio non lavorerà per il settore auto ma per la trazione industriale, i sistemi di accumulo stazionari e gli usi militari, settori con volumi più bassi in cui contano molto la localizzazione geografica e la personalizzazione del prodotto”, ha spiegato Novarese.

PROGETTI IN CANTIERE

E poi, sempre Faam ha in programma la realizzazione di una gigafactory. “Abbiamo presentato un progetto di investimento da 500 milioni per realizzare una gigafactory con tecnologie oggi non disponibili sul mercato, siamo già in contatto con il ministero e dopo l’ok di Bruxelles speriamo in un contributo pubblico per il 40% della spesa, mentre il resto lo metteremmo noi con eventuali partner industriali”, ha detto Novarese.

BATTERY 2030+

E c’è di più. C’è anche Battery 2030+, una delle iniziative più importanti a livello europeo di ricerca a lungo termine sulle batterie del futuro (qui i dettagli). Il progetto è stato lanciato ufficialmente a marzo 2019 e per l’Italia partecipano, Politecnico di Torino ed ENEA, nel “core board” e tra le “supporting organisations”, e  CNR, Enel, FCA, RSE e Terna. L’obiettivo è quello di fare il punto sullo stato dell’arte e contribuire alla costruzione di una agenda europea di R&I di settore, sfruttando le nuove tecnologie, dall’intelligenza artificiale ai big data per migliorare anche l’enegy storage.

IL RUOLO DA PROTAGONISTI DI FRANCIA E GERMANIA

In campo perché l’Europa recuperi sulle batterie ci sono, con un ruolo da protagonista, anche e soprattutto Francia e Germania, che hanno annunciato la Battery Airbus, con l’obiettivo di replicare il modello della società aeronautica nata nel 1970 dalla fusione tra aziende francesi, tedesche, britanniche e spagnole diventata il secondo maggior produttore di aerei al mondo, dietro la sola Boeing.

L’iniziativa è stata presentata in occasione della terza riunione dell’European Battery Alliance.

Parigi e Berlino mettono sul piatto fino a 6 miliardi di euro (investimento iniziale). Entro il 2020 i due Stati europei hanno previsto la costruzione di un impianto pilota di 200 posti di lavoro in Francia e nel 2023, tra soli 4 anni, dovrebbero essere avviati due diversi impianti di produzione, uno in Francia, l’altro in Germania, creando 1.500 posti di lavoro ciascuno (qui i dettagli).

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