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Francia e Germania per l’Airbus delle batterie elettriche Ue. Che ruolo avrà l’Italia?

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A man demonstrates charging up a Renault Zoe new electric car at a Renault automobile dealership in La Teste, Southwestern France, March 26, 2013. France's power grid, already under strain at peak periods, could struggle to cope if growing numbers of electric car owners all recharge their batteries when they sit down for dinner, power sector executives say. Renault launched its long-awaited electric car Zoe in France this month at a price on a par with petrol peers, making it the first electric vehicle with mass-market potential. The government, meanwhile, has been encouraging the technology with generous subsidies. REUTERS/ Regis Duvignau (FRANCE - Tags: TRANSPORT BUSINESS ENVIRONMENT ENERGY) *** Local Caption *** Véhicules électriques : il manque des bornes Le Pays fouesnantais souhaite équiper son territoire en bornes de rechargement pour véhicules électriques afin de préparer l’avenir. Des bornes de rechargement pour véhicules électriques vont être installés dans le pays fouesnantais.

Come Francia e Germania si muovono sul progetto europee delle batterie. Tra i privati che potrebbero finanziare l’iniziativa ci sarebbero il gruppo automobilistico PSA e la sua controllata tedesca Opel, e il produttore francese di batterie Saft di proprietà del gruppo Total. Tutti i dettagli


Operazione Airbus, delle batterie. Francia e Germania, proprio come hanno fatto in campo aeronautico (con Airbus), hanno deciso di unire le forze per creare un consorzio europeo per batterie a celle agli ioni di litio, spianando la strada a una maggiore diffusione delle auto elettriche europee.

Per il progetto saranno spesi, secondo quanto dichiarato dal ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire e dal suo omologo tedesco Peter Altmaier, fino da 5 a 6 miliardi di euro, di cui 1,2 miliardi di euro al massimo di sovvenzioni pubbliche e 4 miliardi di euro di denaro privato.

IL PROGETTO

L’Airbus delle batterie dovrebbe vedere la luce già il prossimo anno. Entro il 2020, infatti, i due Stati europei hanno previsto la costruzione di un impianto pilota di 200 posti di lavoro in Francia e nel 2023, tra soli 4 anni, dovrebbero essere avviati due diversi impianti di produzione, uno in Francia, l’altro in Germania, creando 1.500 posti di lavoro ciascuno.

L’INCONTRO DEL 2 MAGGIO TRA FRANCIA, GERMANIA ED UE

Se tutto ha avuto inizio 18 mesi fa, solo il 2 maggio 2019 il ministro dell’economia francese Bruno Le Maire, il suo omologo tedesco Peter Altmaier e il commissario europeo per gli Affari economici Maros Sefcovic hanno definito dettagli e costi.

“Per questo progetto da solo, saranno investiti da 5 a 6 miliardi di euro per costruire le prime linee di produzione”, ha detto Le Maire durante una conferenza stampa tenuta a fine incontro.

PER UN’EUROPA INDIPENDENTE

”Questo è un passo importante nella lunga storia della nostra industria europea e dimostra che l’Europa non è condannata a dipendere dalle importazioni tecnologiche dalle due grandi potenze che sono Stati Uniti e Cina ”, ha detto il ministro francese Le Maire.

TEMPI RISTRETTI

I tempi sono davvero ristretti. Francia e Germania, che vogliono che il primo impianto sia avviato già nel 2020, attendono il via libera da Bruxelles per concedere sovvenzioni pubbliche a questa industria europea delle batterie. Secondo il commissario europeo per gli Affari economici Maros Sefcovic, la Commissione potrebbe pronunciarsi prima della fine del mandato (entro ottobre).

”Il tempo stringe se vogliamo che la nostra produzione europea sia avviata fra 4-5 anni”, ha affermato Sefcovic. La Commissione europea ha acconsentito al finanziamento in linea di principio, ma deve ancora votare ufficialmente.

CHI PARTECIPERA’ AL CONSORZIO

Le sovvenzioni pubbliche rappresentano solo una parte del denaro che serve per la realizzazione del consorzio. Tra i privati che potrebbero finanziare l’iniziativa, come ha scritto Ouest France, ci sarebbero il gruppo automobilistico PSA e la sua controllata tedesca Opel, e il produttore francese di batterie Saft di proprietà del gruppo Total. E non solo.

I nomi dei finanziatori privati potrebbero essere di gran lunga più numerosi, almeno in base a quanto fatto capire dal ministro tedesco: “Oggi abbiamo un interesse maggiore che mai” ha dichiarato Peter Altmaier, assicurando “35 risposte positive, tra cui i principali produttori di automobili”.

ANCHE L’ITALIA FARA’ PARTE DEL CONSORZIO?

Anche l’Italia potrebbe far parte del consorzio per le batterie delle auto elettriche, ma non si sa ancora in che modo e in che tempi. Secondo Bruno Le Maire, “altri Stati membri” dell’Unione europea hanno “già espresso il desiderio di aderire al progetto” .

“Sto pensando a Italia, Belgio, Polonia, Austria, Finlandia”, ha spiegato il ministro, senza però, aggiungere altri dettagli.

RAGGIUNGERE LA CINA?

L’Airbus delle batterie ha un obiettivo: colmare il gap tecnologico con la Cina. Attualmente, solo l’1% della produzione mondiale di celle agli ioni di litio proviene dall’Unione europea, con un mercato mondiale delle batterie per auto che potrebbe raggiungere 45 miliardi di euro nel 2027, di cui dal 20% al 30% solo in Europa.

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