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Fca patteggerà con gli Stati Uniti per il caso Dieselgate?

Fca Dieselgate

Secondo Reuters, Fca potrebbe raggiungere un accordo con le autorità americane sullo scandalo Dieselgate, dichiarandosi colpevole di condotta criminale e pagando una somma di 250-300 milioni di dollari. Tutti i dettagli

 

Secondo l’agenzia Reuters, che ha riportato per prima la notizia, la casa automobilistica Fiat Chrysler Automobiles (FCA) è vicina a raggiungere un accordo con le autorità americane in merito al cosiddetto “Dieselgate”: ovvero quel caso, scoppiato sei anni fa proprio negli Stati Uniti, relativo alla manipolazione dei motori diesel effettuata da alcune società automobilistiche (ne fu coinvolta soprattutto la tedesca Volkswagen) con lo scopo di eludere i controlli sulle emissioni dei veicoli.

IL PATTEGGIAMENTO DI FCA

Il Dieselgate colpì anche FCA (poi confluita, insieme alla francese PSA, nel gruppo Stellantis) che oggi – stando alle rivelazioni di Reuters – sta patteggiando con il dipartimento di Giustizia americano: pagherà una penalità di 250-300 milioni di dollari e si dichiarerà colpevole di condotta criminale, risolvendo così il lungo caso legale relativo alla manipolazioni delle emissioni dei pick-up Ram e delle Jeep (entrambi marchi FCA).

COSA FECE VOLKSWAGEN

Già Volkswagen si dichiarò colpevole di frode, ostruzione della giustizia e falsificazioni varie nel 2017: l’accordo con le autorità americane prevedeva il pagamento di sanzioni da 4,3 miliardi di dollari e mise fine allo scandalo sulle emissioni “truccate” di quasi 600mila veicoli.

L’INDAGINE SU FCA

L’indagine su FCA riguarda invece circa 100mila veicoli a gasolio che, stando all’accusa, hanno eluso i requisiti sulle emissioni: più nello specifico, si tratta di modelli datati 2014, 2015 e 2016 e destinati al mercato statunitense.

Intanto, l’anno prossimo un ingegnere di FCA, Emanuele Palma (arrestato nel settembre 2019 negli Stati Uniti), verrà sottoposto a processo con l’accusa di aver ingannato le autorità di regolazione americane sui livelli di inquinamento dei veicoli diesel, e di aver proseguito anche dopo lo scoppio del scandalo Volkswagen.

Il mese scorso a Vigarano Mainarda, in provincia di Ferrara, è stato arrestato Sergio Pasini, ingegnere di cinquantatré anni verso cui era stato emesso, lo scorso marzo, un mandato di cattura internazionale dagli Stati Uniti per il caso “Dieselgate”.

FCA ha già pagato agli Stati Uniti circa 800 milioni di dollari per risolvere una causa civile del dipartimento di Giustizia legata sempre all’elusione dei requisiti minimi di emissione dei suoi veicoli.

L’IMPATTO DEL DIESELGATE SULL’INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA

Il caso Dieselgate ebbe l’effetto di mettere in cattiva luce la tecnologia diesel e di accelerare la transizione dell’industria automobilistica verso la mobilità elettrica. Le case europee, infatti, avevano puntato molto sui motori diesel, presentandoli come utili alla riduzione delle emissioni di gas serra nonché “ponte” verso i veicoli elettrici; quando però le indagini – sia in America che in Europa – mostrarono che i veri livelli emissivi delle auto a gasolio erano molto superiori a quelli comunicati, la tecnologia che fino ad allora era stata utilizzata per rallentare la transizione all’elettrico cadde.

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