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Polo Industriale Terrestre

Difesa, cosa cambierà dopo l’accordo fra Italia e Francia sul Polo industriale terrestre europeo

Il ministro della Difesa Crosetto e il suo omologo francese hanno firmato una lettera di intenti per la creazione di un polo industriale europeo della difesa nel dominio terrestre. L'Italia salirà a bordo del programma Mgcs? Fatti, numeri e i commenti degli analisti Marrone e Giansiracusa

Roma e Parigi rafforzano la cooperazione sulla difesa.

Il 29 aprile il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e il suo omologo francese Sebastien Lecornu hanno firmato una lettera di intenti per la creazione di un polo industriale europeo della difesa nel dominio terrestre. È quanto si legge in una nota dopo la visita al campo militare di Raffalli a Calvi.

Il polo industriale terrestre europeo “ha lo scopo di rafforzare la cooperazione industriale e le capacità difensive dell’Europa attraverso lo sviluppo congiunto di nuove piattaforme terrestri”. In particolare l’alleanza strategica “consentirà di implementare programmi di collaborazione tra le Nazioni europee attraverso il rafforzamento delle basi industriali e lo sviluppo della futura generazione di piattaforme, tra le quali l’Mgcs (Main Ground Combat System)”, il carro armato di nuova generazione.

Proprio la scorsa settimana il ministro della Difesa francese  e l’omologo tedesco Boris Pistorius hanno firmato a Parigi l’accordo sul programma di realizzazione del Mgcs.

Parigi e Berlino hanno avviato così la prima fase di sviluppo del programma Mgcs, avviato dai due paesi nel 2017 (insieme al parallelo Fcas per il caccia di sesta generazione). Il progetto rischiava di fallire a causa delle divergenze tra Berlino e Parigi, mai risolte del tutto. Tuttavia, il mese scorso i due paesi sono riusciti a sbloccare il dossier concordando la distribuzione dei compiti industriali.

Quindi ora l’Italia salirà a bordo del programma Mgcs? Il ministro delle Forze Armate francese ha infatti ritenuto “naturale” che l’Italia potesse partecipare al programma “carri armati del futuro”, scrive l’Usine Nouvelle, ma finora Parigi e Berlino hanno insistito nel voler mantenere il progetto esclusivamente bilaterale fino allo sviluppo di un prototipo.

La lettera di intenti per il polo industriale terrestre europeo “è un passo positivo nella giusta direzione, ma è solo un passo” osserva a Startmag Alessandro Marrone, responsabile del programma Difesa dello Iai.  “Sarà interessante verificare l’impatto che la lettera di intenti avrà sul programma Mgcs a cui aspiriamo ad entrare”, rileva Aurelio Giansiracusa, fondatore di Ares Difesa.

Ecco fatti, numeri e approfondimenti.

COSA PREVEDE LA LETTERA DI INTENTI FIRMATA DA CROSETTO E LEOCRNU

La dichiarazione afferma che il programma mirerà a “rafforzare la cooperazione industriale e le capacità di difesa dell’Europa attraverso lo sviluppo congiunto di nuove piattaforme terrestri”.

Il piano si aggiungerà ad altre iniziative di cooperazione che coinvolgono aziende francesi e italiane.

Il programma integrerà nuove tecnologie all’avanguardia, inclusa l’intelligenza artificiale, garantendo una base industriale e tecnologica di difesa europea autonoma e consolidata.

La firma dell’accordo rappresenta un passo significativo verso una difesa europea integrata, pilastro dell’Alleanza Atlantica, in grado di rispondere alle sfide del presente e del futuro.

LE PAROLE DEL MINISTRO CROSETTO SUL POLO INDUSTRIALE EUROPEO NEL CAMPO TERRESTRE

“Oggi abbiamo firmato una lettera d’intenti – ha dichiarato il ministro Crosetto – che punta ad avere un Polo industriale europeo nel campo terrestre dove confluiranno le migliori aziende italiane e francesi del settore. È fondamentale mettere insieme tutte le tecnologie europee migliori e fare dei Poli sempre più forti perché noi avremo bisogno di investimenti importanti per reggere il passo con l’evoluzione tecnologica. Se ci confrontiamo con Paesi come la Cina, abbiamo necessità di mettere a sistema risorse finanziarie, tecnologiche, industriali e umane per avere un’industria della Difesa capace di supportare le nostra Forze Armate e fornire loro equipaggiamenti e sistemi d’arma efficaci”.

IL COMMENTO DI ALESSANDRO MARRONE (IAI)

“È un passo positivo nella giusta direzione, ma è solo un passo” osserva a Startmag Alessandro Marrone, responsabile del programma Difesa dello Iai.

“Nei settori spaziale e navale –  prosegue Marrone – dove la cooperazione italo-francese è più stretta e avviata da più tempo, vi sono comunque difficoltà legate agli approcci dei due Paesi, ad esempio quanto ad ambizioni francesi e debolezze italiane. In questo caso si costruisce quasi da zero, e vi sono rischi e opportunità. Sarà cruciale istituire un tavolo trilaterale solido e strutturato tra Francia, Germania e Italia, e non due rapporti bilaterali gestiti da Parigi rispettivamente con Berlino e Roma. Sarà altrettanto importante per l’Italia essere realistica e coerente quanto a proporzione tra livello di ambizione e risorse investite, e quindi ferma nel portare a casa quello che è ragionevole chiedere. Soprattutto, bisogna attuare una logica da sistema-Paese per cui gli attori italiani, pubblici e privati, fanno proprio un certo livello di coordinamento sistemico nazionale per mettere l’Italia in grado di relazionarsi proficuamente con Francia e Germania”.

IL COMMENTO DI AURELIO GIANSIRACUSA (ARES DIFESA)

“La partnership militare con la Francia ha prodotto in campo navale i programmi Horizon/Orizzonte, Fremm declinate in varie versione, Vulcano/BRF o bâtiments ravitailleurs de forces, missili Aster, elicotteri NH90, ecc”, ricorda a Startmag Aurelio Giansiracusa, fondatore di Ares Difesa.

“L’accordo strategico tra Leonardo e Knds (Krauss Maffei Wegmann e Nexter) siglato nei mesi scorsi è un passaggio fondamentale – spiega Giansiracusa – per la costituzione del Polo Industriale Terrestre europeo perché permette al nostro gruppo di mantenere la propria identità ed operatività all’interno di un sistema più grosso e complesso che, alla lunga, avrebbe rischiato di fagocitarlo. Sarà interessante verificare l’impatto che la lettera di intenti avrà sul programma Mgcs a cui aspiriamo ad entrare e che recentemente è stato oggetto di accordi tra Parigi e Berlino sia pure non i tutti i suoi aspetti complessivi, tra cui quello fondamentale dell’armamento principale la cui scelta non è stata ancora compiuta tra il cannone da 140 mm francese e quello da 130 mm tedesco (sempre che poi alla fine non si finisca per optare per entrambe le soluzioni lasciando i clienti liberi di scegliere una delle due soluzioni).”

Infine, conclude Giansiracusa, “con l’accordo siglato con Knds per il Leopard 2A8 per Leonardo non vi è più la necessità di mettere sul mercato Oto Melara che anzi sarà cruciale per la produzione negli stabilimenti spezzini del carro armato di manifattura tedesca che sarà ampiamente “italianizzato” con componenti e sistemi sviluppati e prodotti per la blindo Centauro II e per l’ammodernamento di metà vita (AMV) del carro armato Ariete e, soprattutto, nello sviluppo e produzione della nuova famiglia di veicoli da combattimento e supporto già nota come Aics, di cui l’Esercito Italiano vuole acquistare migliaia di esemplari allestiti in diverse versioni. È ovvio che il programma dovrà rientrare nel Polo Industriale Terrestre che si va a formare e che dovrà essere un mezzo con buone prospettive di esportazione e dovrà essere una piattaforma le cui componenti di base sono già in produzione”.

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