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Coronavirus, Cig e cessione, che cosa succede in Alitalia?

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Alitalia chiede la cassa integrazione di altri 7 mesi per 4.000 dipendenti mentre le entrate languono anche per effetto del Coronavirus e l’azienda chiede un’ulteriore favore al governo… 

A casa bruciata metti fuoco. Il proverbio salentino ben si addice alla situazione di Alitalia: in crisi da anni e in attesa di un acquirente (o più acquirenti), in questi giorni deve fare i conti con la diffusione del Coronavirus. L’ex compagnia di bandiera è costretta a ridurre l’operato e ha chiesto la cassa integrazione per circa 4.000 passeggeri.

L’ULTIMA EMERGENZA

Covid-2019 mette in ginocchio Alitalia, causa cancellazioni e mancate entrate. Nei giorni scorsi, la compagnia ha anche dovuto riportare in Italia 40 passeggeri rifiutati alle Mauritius e un volo di passeggeri italiani che erano atterrati (e poi rifiutati) a Tel Aviv.

CASSA INTEGRAZIONE PER (QUASI) 4.000 DIPENDENTI

La necessità di ridurre l’operato ha portato l’azienda aerea ad avviare una nuova procedura di cassa integrazione straordinaria, per altri sette mesi, dal 24 marzo al 31 ottobre, per 3.960 dipendenti.

Si tratta, spiega il Sole 24 Ore, “di 1.175 persone (di cui 70 comandanti 95 piloti e 340 assistenti di volo e 670 del personale di terra), cui vanno ad aggiungersi altri 2.785 per imprevisti legati all’emergenza Coronavirus: 143 comandanti, 182 piloti, 780 assistenti di volo, 1.680 personale di terra. Numeri che saranno comunque oggetto di trattativa”.

I SINDACATI NON CI STANNO

Ma i piani dell’ex compagnia di bandiera non piacciono ai sindacati. “Respingiamo ogni ipotesi di cassa integrazione per circa 4 mila lavoratori”, ha affermato il segretario nazionale della Filt Cgil Fabrizio Cuscito sulla richiesta di Alitalia. “Se ai numeri Alitalia, assolutamente inaccettabili e immotivati nonostante il Coronavirus, si aggiungono i circa 1.500 dipendenti di Air Italy in liquidazione, sono 5.500 i lavoratori che rischiano il posto di lavoro nel trasporto aereo italiano in meno di un mese”, aggiunge Cuscito.

INTERVENTO DEL MINISTERO

“Alla luce di questa situazione serve un intervento immediato dei ministeri dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e trasporti e del Lavoro per il rifinanziamento Fondo di solidarietà del trasporto aereo e per un intervento strutturale sulla situazione del settore, in particolare per la risoluzione delle crisi delle due principali compagnie aeree del paese. Dove è finito il tanto sbandierato rilancio?”, ha chiesto il dirigente nazionale della Filt Cgil.

IL POST DI ANDREA GIURICIN

La notizia della richiesta di nuova cassa integrazione è stata così commentata da Andrea Giuricin, economista ed esperto del settore trasporti su Facebook:

 

giuricin

NUOVO PRESTITO PONTE

Quello cui fa riferimento Andrea Giuricin è il nuovo prestito ponte concesso dal governo a fine gennaio di 400 milioni di euro, della durata di sei mesi, per garantire l’operatività di Alitalia e per avviare una nuova procedura volta all’individuazione di uno o più acquirenti.

A.A.A. ACQUIRENTE CERCASI

E c’è attesa, infatti, per il nuovo bando di gara messo a punto dal commissario Giuseppe Leogrande e dal direttore generale Gianfranco Zeni per l’individuazione del nuovo proprietario o dei nuovi proprietari di Alitalia. Il bando, infatti, potrebbe prevedere la vendita tramite spezzatino della compagnia: volo, manutenzione e handling.

LE TEMPISTICHE

Il bando definisce anche la tempistica dell’iter di cessione: i tempi saranno più lunghi del previsto, anche se la procedura fissa al 31 maggio il termine per mettere in atto la cessione, come da volontà di Leogrande.

“Nell’ottica di preservare e garantire la continuità aziendale, il commissario ha formulato al competente ministero dello Sviluppo economico apposita istanza volta ad ottenere la proroga di un anno del termine ultimo previsto per dare esecuzione al programma, portando tale termine al 23 marzo 2021”, si legge nel bando, visionato in esclusiva da MF-Milano Finanza.

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