Trovare un accordo tra i governi dell’Unione europea sulla revisione proposta dalla Commissione sul regolamento sulle auto a zero emissioni si sta rivelando molto più complicato del previsto.
Nel dibattito di ieri al Consiglio Ambiente a Lussemburgo, è emersa la frattura tra il gruppo che sostiene la necessità di accelerare il passaggio ai veicoli elettrici e quello che vuole conservare il motore a combustione grazie a carburanti alternativi.
I DUE SCHIERAMENTI SULLE AUTO A ZERO EMISSIONI: FRANCIA CONTRO ITALIA
Da un lato Francia, Spagna, Svezia, Danimarca, Portogallo. Dall’altro Italia, Polonia e Repubblica Ceca. “Ci opporremo a tutte le misure che romperanno i segnali di investimento nell’elettrico e che rimetteranno in discussione le evidenze scientifiche”, ha detto la ministra francese Monique Barbut, sottolineando che i carburanti alternativi “non sono a zero emissioni.” “Non possiamo costruire il futuro europeo su un’unica tecnologia”, ha detto la vice-ministra italiana Vannia Gava, proponendo di istituire una categoria particolare per i carburanti sostenibili.
COSA FARÀ LA GERMANIA?
La Germania è il paese chiave. Ieri ha ringraziato la Commissione di aver tenuto conto dei suoi interessi sugli e-fuel e ha chiesto che i veicoli che funzionano solo con combustibili rinnovabili vengano considerati come veicoli a emissioni zero. “Avevamo sperato di fare più progressi, ma durante la discussione è diventato chiaro che è necessario più tempo”, ha detto Maria Panayiotou, ministra dell’Ambiente di Cipro, che ha la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue.
(Estratto dal Mattinale europeo)






