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guerra dei prezzi

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Byd ha portato in Europa la guerra dei prezzi delle auto

Il marchio più arrembante della Cina propone in Germania tagli di listino che superano il 40 per cento: così Byd spera di aggredire fette del mercato europeo, mettendo a rischio la sopravvivenza delle rivali autoctone.

Prova ad allungare il passo Byd, il costruttore di auto made in China maggiormente agguerrito, il solo finora capace di superare l’americana Tesla nella sfida sulla produzione e consegna di auto elettriche nonché quello così intenzionato a marcare stretta l’Europa da puntare su Alfredo Altavilla (ex Fca) per capire quali siano le strategie migliori da adottare per posizionare in modo strategico un marchio oggi sconosciuto. E lo fa con improvvisi tagli dei listini che potrebbero scatenare, anche nel Vecchio continente, una guerra dei prezzi analoga a quella che sta imperversando in Cina e che potrebbe portare alla decimazione dei costruttori oggi in attività.

LA GUERRA DEI PREZZI PER SFOLTIRE LA CONCORRENZA

Riecheggiano cupe le parole di Stella Li, vicepresidente esecutivo di Byd, pronunciate a margine del Salone dell’auto di Monaco quando dichiarò che in Cina sarà inevitabile che «alcuni costruttori saranno estromessi». «Persino 20 case sono troppe» aveva poi detto la top manager asiatica al Financial times, lasciando intendere che, al pari degli altri grandi Paesi, anche la Cina resterà con un numero ristretto di “big” del comparto. Secondo le stime della società di consulenza AlixPartners dei 129 costruttori attualmente in attività solo 15 arriveranno a vedere il 2030.

La fine degli incentivi statali che finora ha adulterato il mercato ha portato i principali costruttori a tagliare continuamente i listini pur di mantenere a livelli straordinari l’immensa produzione. Il risultato è che anche un colosso come Byd ha registrato un calo del 20% delle vendite a gennaio. Nell’ultimo anno le azioni sono smagrite di un quarto del proprio valore mentre la Berkshire Hathaway di Warren Buffett, che aveva scommesso nel produttore asiatico fin dal lontanissimo 2008, lo scorso settembre annunciava di esserne scesa.

SI PUNTA TUTTO SULL’EUROPA

Se il mercato cinese non riesce più ad accogliere l’immensa produzione e quello statunitense si trincera dietro dazi e regole sulla sicurezza nazionale, l’Europa è il nuovo grande obiettivo dei costruttori asiatici. E Byd intende fidelizzare l’utenza del Vecchio continente giocando d’anticipo. Scrive la testata di settore Quattroruote: “In Germania, l’azienda di Shenzhen vende ora la Atto 2 Boost a 22.990 euro, invece di 38.990, per un taglio totale di 16.000 euro: di questi, 11.500 euro sono la sforbiciata del 29% applicata dal costruttore rispetto al listino, più 4.500 euro di incentivi statali, per un calo complessivo del 41%.”

Nessun costruttore occidentale oggi come oggi riuscirebbe a porre in essere politiche di prezzi tanto competitivi. E il perché siano riservate alla Germania è presto detto: nel Paese “si registra infatti un quinto delle vendite di auto in Europa. Da lì, poi, le Case del Dragone puntano a ramificarsi nel resto del Vecchio Continente”. Un colpo al cuore delle Case automobilistiche tedesche che da Volkswagen a Mercedes vivono un periodo particolarmente difficile. Wolfsburg pare persino procederà con nuovi tagli per tornare a essere competitiva.

Finora, la guerra dei prezzi delle auto made in China aveva mietuto vittime solo in Cina, ma se i marchi del Dragone esporteranno tale modello di contendersi il mercato anche nel Vecchio continente si concretizza il pericolo che i primi a uscire di strada possano essere  i costruttori locali.

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