Dopo i dazi indirizzati alle auto elettriche made in China introdotti il 31 ottobre 2024 nel tentativo di scudare i nostri produttori dalla concorrenza asiatica (tentativo infruttuoso dal momento che gli acquisti in Europa si concentrano sull’ibrido) Bruxelles torna a tamponare nuovamente le quattro-ruote del Dragone.
I DAZI SULLE GOMME CINESI
Nelle ultime ore, l’Unione europea ha stabilito tariffe doganali sulle importazioni dalla Cina fino al 45,3%. Anche in questo caso come per la misura protezionistica sull’auto elettrica cinese tutto ha avuto luogo con un’indagine anti-dumping avviata lo scorso anno, il 20 maggio 2025.
L’inchiesta comunitaria si è focalizzata sul periodo compreso tra l’1 gennaio e il 31 dicembre 2024 arrivando alle conclusioni che le importazioni cinesi nell’Ue sono aumentate di oltre 35 milioni di pezzi, portando la quota di mercato degli esportatori del Dragone dal 18% al 28%.
L’INDAGINE ANTI DUMPING
Questa ascesa, secondo la Commissione europea, sarebbe dovuta alla concorrenza sleale determinata da “prezzi slealmente bassi” che hanno esercitato una “significativa pressione al ribasso sui prezzi” e ridotto la redditività e la quota di mercato dei produttori europei (scesa dal 60% al 53%).
Le aziende interessate dovranno ora pagare dazi che vanno da un minimo del 4,3% a un massimo del 45,3%. Le aziende che hanno collaborato fornendo i documenti richiesti avranno un trattamento di favore mentre l’aliquota massima sarà applicata a tutti gli altri operatori. Il nuovo regime riguarda l’importazione nel Vecchio continente di pneumatici per autovetture, veicoli commerciali leggeri e autobus.






