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Auto Elettriche

La bolla delle auto elettriche sgonfierà Tesla?

Il boom delle auto elettriche è già arrivato alla fine? La domanda rallenta, i tassi di interesse salgono e molte aziende - non solo Tesla - potrebbero faticare a far quadrare i conti.

Il grande momento delle auto elettriche, che ha fatto la fortuna di tante startup e spinto la valutazione di Tesla intorno ai 650 miliardi di dollari, sta già finendo, scrive Bloomberg.

I RISULTATI DELUDENTI DI TESLA

In breve, la domanda di veicoli elettrici sta scemando. Il 18 ottobre Tesla ha riportato un guadagno molto poco entusiasmante, deludendo le aspettative sugli utili e sulle vendite: c’entra l’attuale fase di alti tassi di interesse, che sta riducendo la propensione alla spesa dei consumatori.

Anche le case automobilistiche tradizionali, che pure stanno puntando sulla mobilità elettrica – ad esempio General Motors, Mercedes-Benz e Honda Motor -, hanno rilasciato dichiarazioni poco entusiaste.

COSA DICONO LE CASE AUTOMOBILISTICHE

Elon Musk, amministratore delegato di Tesla, ha dato la colpa dei risultati insoddisfacenti all’aumento dei tassi di interesse; altri pensano che la causa sia la domanda. General Motors ha detto che rivedrà gli obiettivi sui veicoli elettrici poiché le vendite procedono più lentamente del previsto. Mercedes-Benz ha invece definito “brutale” e insostenibile – vista la compressione dei margini di guadagno – la cosiddetta “guerra dei prezzi”, cioè il taglio ai prezzi di vendita praticato da Tesla con l’obiettivo di conquistare più spazi di mercati.

L’INDUSTRIA DELLE AUTO ELETTRICHE RISPETTERÀ LE VALUTAZIONI DEI TITOLI?

Bloomberg ha scritto che le valutazioni della maggior parte dei titoli delle società produttrici di veicoli elettrici “presuppongono una rapida espansione del settore. Se questa non dovesse verificarsi, i prezzi delle azioni probabilmente si ridurranno e molte startup non potranno fare affidamento sui mercati dei capitali per finanziare le loro iniziative non redditizie”.

Peraltro, gli analisti finanziari hanno declassato le aziende maggiormente esposte al settore delle auto elettriche, come i fornitori di litio (il metallo principale per le batterie) e gli operatori dei punti di ricarica.

“I veicoli elettrici hanno avuto un periodo di grazia per l’entusiasmo iniziale della domanda, ma sembra che sia finito”, ha detto Nicholas Colas di DataTrek Research.

PERCHÉ LA DOMANDA DI AUTO ELETTRICHE STA SCEMANDO

Nonostante la “guerra dei prezzi”, quest’anno la domanda di auto elettriche è rimasta fiacca. Alcuni pensano che il bacino iniziale di utenti – i cosiddetti first-adopter – sia stato sfruttato. Tutti gli altri, potrebbero essere disincentivati all’acquisto di un veicolo a batteria per via degli interessi alti, delle infrastrutture di ricarica non ancora diffusissime e dei (relativamente) pochi modelli nuovi.

“Se la domanda [di auto elettriche, ndr] sta già vacillando, i margini di guadagno saranno molto ridotti” per le case produttrici, ha aggiunto Colas.

I PROBLEMI DI RIVIAN E LUCID

Da quando Tesla ha pubblicato i suoi risultati, il 18 ottobre, le sue azioni sono calate del 14; quelle di Rivian e Lucid, altre aziende del settore, hanno perso entrambe il 10 per cento. Tesla, comunque, rimane uno dei titoli dal valore più alto sull’indice S&P 500, che raccoglie le cinquecento società statunitensi a maggiore capitalizzazione. Un fatto notevole è che startup non redditizie come Rivian, Lucid e VinFast (che è vietnamita) hanno valutazioni di mercato superiori a quella di un gruppo solido come American Airlines.

Sia Rivian che Lucid vendono le proprie auto a prezzi più bassi dei costi di produzione: non potendo contare sull’economia di scala, devono rivolgersi ai mercati di capitali per finanziare le proprie operazioni. In questo momento, però, i prestiti hanno condizioni svantaggiose; in più, la domanda di veicoli elettrici è debole. Secondo Bloomberg, si tratta di una “combinazione mortale” per le due aziende.

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