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Auto elettriche, perché Renault si sdoppia

Auto Elettriche Renault

Renault si scinde: alle auto elettriche destinati gli impianti francesi e 10 mila dipendenti mentre all’estero la Losanga continuerà a produrre motori tradizionali, in attesa dello switch off mondiale (che non è addetto avvenga). Tutti i dettagli

Renault sta indubbiamente vivendo un periodo molto delicato. Tra le Case automobilistiche occidentali è stata infatti quella maggiormente toccata dalle sanzioni che Europa e USA hanno comminato alla Russia e pochi giorni fa s’è vista sfilare pure la controllata AvtoVaz, di fatto espropriata senza troppe cerimonie dal Cremlino. I ricavi del marchio russo nel 2021 erano di poco sotto ai tre miliardi di euro, con un utile operativo di 247 milioni. Considerati gli investimenti francesi in quella Regione, vedersela soffiare da sotto il naso è stato un brutto colpo per la Casa della Losanga, tanto da mettere in discussione piano di rilancio della Renault, Renaulution. E poi c’è l’Unione europea che incalza con la transizione ecologica. In settimana, la commissione Ambiente del Parlamento europeo ha approvato (46 voti favorevoli contro 40 contrari e due astensioni) il pacchetto ambientale Fit for 55 presentato dalla Commissione che contiene il bando a motori diesel e benzina. L’accelerazione europea sta spingendo Renault e altre Case europee a scindere le proprie attività tra auto elettriche e tradizionali, riservando le motorizzazioni endotermiche ai mercati più permissivi. Ma andiamo con ordine.

COSA FA RENAULT CON LE AUTO ELETTRICHE

Il piano era già stato ventilato nei mesi scorsi, ma è stato ufficializzato soltanto nelle ultime ore. In pratica, Renault in Francia produrrà esclusivamente auto elettriche. A tal fine sta approntando numerose gigafactory per produrre mezzi e batterie. Il quartier generale sarà ElectriCity, il polo che riunisce i tre stabilimenti di Douai, dove sono stati investiti 550 milioni di euro, Maubeuge e Ruitz nella regione dell’Alta Francia. L’impianto di Douai è operativo da 50 anni e dalle sue linee di produzione sono usciti oltre 10 milioni di veicoli, fra cui alcuni modelli che hanno fatto la storia del gruppo come Renault 5, Scénic, Fuego e la Renault 19. Ora, nella “città dell’elettrico” ElectriCity, da 10mila addetti, saranno prodotti 400mila veicoli elettrici l’anno entro il 2025.

LA VENDITA DELLE ENDOTERMICHE FINANZIERA’ LA R&D DELLE EV?

Questa, appunto, sarà la Renault France, che rifornirà la Francia e il Vecchio continente di auto elettriche e a idrogeno, in ottemperanza alle nuove regole più restrittive che dovrebbero entrare in vigore in Europa. Per non dire addio agli endotermici (benzina, diesel e ibridi plug-in), però, la Casa francese ha deciso che impianti produttivi esteri li continueranno a produrre per tutti i mercati che non prevedono una exit strategy dalle motorizzazioni inquinanti altrettanto rapida e soprattutto brutale. Insomma, America, Sud-America e Asia (dove Renault continua a stringere i rapporti col colosso cinese Geely) saranno destinatarie delle motorizzazioni tradizionali, viste fin qui. Non è la prima Casa decisa a splittare le produzioni: anche l’americana Ford ha deciso di fare altrettanto e sebbene Stellantis abbia recentemente respinto ogni ipotesi in tal senso, è facile che la rincorsa europea alle auto EV spinga altre Case del Vecchio continente a fare altrettanto, soprattutto le tedesche.

LA ROAD MAP DI FIT FOR 55

Il cronoprogramma imposto da Bruxelles prevede per il 2025 un taglio della CO2 del 20% rispetto al 2021, per il 2030 del 55% e per il 2035 del 100%. Il testo varato dall’Eurocommissione Ambiente sarà posto al vaglio dell’assemblea plenaria del Parlamento tra il 7 e l’8 giugno. Quindi in caso di esito positivo toccherà la ratifica da parte dei 27 Parlamenti nazionali, non prima comunque di un nuovo accordo del Consiglio europeo, che potrebbe riservare sorprese, soprattutto a seguito della guerra tra Russia e Ucraina.

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