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Come accelera la simbiosi fra la cinese Geely e Renault

Geely

La cinese Geely ha acquistato il 34,02 per cento della filiale coreana di Renault. Tutti i dettagli sull’accordo e sulle mosse di Geely (non solo in Cina)

 

Tutto ha avuto inizio lo scorso 21 gennaio, quando la francese Renault e la Geely Automobile Holdings si sono sedute al medesimo tavolo per firmare un contratto per una collaborazione industriale. Obiettivo? Produrre e assemblare vetture, elettriche e ibride, per l’Asia e per tutti i mercati. Lo faranno a partire dal 2024, nello stabilimento di Busan, sulla base di una piattaforma modulare sviluppata dalla Geely in Svezia. Entrambe hanno peraltro collaborazioni con il gruppo tedesco Daimler e questo perché Geely, oltre a essere uno degli attori più forti in Cina, da tempo sta facendo spese in altri Paesi.

GEELY FA SHOPPING IN OCCIDENTE

Geely Auto Group attualmente ha 12 impianti produttivi e più di 50.000 dipendenti. Ma i confini della Cina, nonostante sia ormai il principale mercato, le stanno stretti da parecchio. Ha corteggiato a lungo, e senza successo, lo storico marchio britannico Aston Martin, ma si è dovuta “accontentare”, per così dire, del 51% della scuderia Lotus. Dalla fine del 2021 possiede inoltre il 100% di Volvo Cars.

Entrambi i costruttori del resto erano controllati da tempo dalla Zhejiang Geely Holding Group, fondata dall’imprenditore Li Shufu. La Zhejiang Geely deteneva il 99% del capitale della Casa di Göteborg dal 2010, dopo averlo acquisito da Ford, mentre il restante 1% era rimasto in mano a investitori istituzionali svedesi. E non è finita qui, perché, a scartabellare le partecipazioni, la società detiene il 10% circa della tedesca Daimler (9,7, a essere precisi), il 50% della Smart, il 49% della malese Proton (proprietaria della Lotus) e il 100% della London EV Company (produttore dei famosi taxi neri londinesi).

TUTTE LE MOSSE SULL’ELETTRICO

E poi c’è l’ambito elettrico. Lì Geely si è mossa su più fronti, tessendo partnership con Baidu, la maggiore azienda cinese dei motori di ricerca (che ha sviluppato Apollo, una piattaforma open source per la guida autonoma attorno a cui hanno iniziato a orbitare Volkswagen, Ford, BMW, Volvo, Toyota e Continental) e con la taiwanese Foxconn, colosso nel settore dei componenti elettrici (vi si rivolgono giganti del tech come Nintendo, Sony, Microsoft e Apple).

In quel caso la joint venture consentirà ai cinesi di poter condividere le piattaforme per veicoli elettrici con altre aziende del settore migliorando al contempo il tasso di utilizzo della capacità produttiva annua negli stabilimenti. Quindi l’investimento nella startup innovativa Faraday Future, agevolandone la Spac con la Property Solutions Acquisition Corp, guidata dall’immobiliarista Jordan Vogel, per la nascita di una newco dal valore di 3,4 miliardi di dollari.

COSA FARANNO GEELY E RENAULT

Veniamo all’oggi con l’acquisto, come riportato dall’agenzia di stampa Energia Oltre, da parte di Geely, attraverso la controllata Centurion Limited, del 34,02% del capitale della Renault Korea Motors, filiale coreana della Casa della Losanga. La vendita avverrà tramite aumento di capitale e porterà nelle casse di Renault 264 miliardi di won, pari a 196 milioni di euro.

Le parti, in un comunicato stampa congiunto, sottolineano come l’operazione sia win-win e “rafforzerà la cooperazione fra il Gruppo Renault e Geely Auto sui progetti futuri per il lancio di una gamma di veicoli completamente nuovi per il mercato sudcoreano”. I francesi manterranno la maggioranza e continueranno a consolidare integralmente la filiale coreana, mentre con l’operazione Geely si rafforza sul mercato automobilistico sudcoreano, puntando a dialogare soprattutto coi colossi di batterie per veicoli elettrici come LG, SK Innovation Unit e Samsung che hanno sede proprio in Corea del Sud e stanno stringendo diverse joint venture con i principali attori del mercato dell’auto EV, da Tesla in giù.

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