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Auto connesse: i big si alleano per accelerare lo sviluppo

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auto connesse

14 aziende si alleano per costruire la rete infrastrutturale 5G per le auto connesse. A guidare il consorzio sarà Ericsson

Unire le forze per fare meglio e prima in materia di auto connessa. È con questo obiettivo che ben 14 aziende hanno scelto di allearsi per sviluppare l’architettura 5G per l’automotiv. La rivoluzione della mobilità, dunque, potrebbe esser molto più vicina di quanto noi pensiamo: il futuro è sempre più sicuro e comodo: meno furti, meno incidenti e pagamenti effettuati con un solo click sulla schermata di bordo della vettura. Ma andiamo per gradi.

Il mercato delle auto connesse

Per avere un’idea degli introiti generati dal mondo delle auto connesse, concentriamoci sulle startup di settore. I numeri che caratterizzano le nuove imprese tecnologiche che operano nel mondo dell’automotive e in quello delle connected car in particolare sono davvero sorprendenti: ilauto connesse valore dei round conclusi nel 2016, di cui il 68% negli Stati Uniti, è stato pari a un miliardo e 49 milioni di dollari. Una cifra pressoché raddoppiata rispetto all’anno precedente, per una crescita che è di oltre il 91%.

A contribuire in modo deciso a questo trend sono state soprattutto le startup californiane, Zoox e Quanergy Systems. Zoox grazie al progetto di un taxi elettrico senza guidatore ha incassato, in due distinti round di finanziamento, oltre 250 milioni di dollari. Quanergy Systems grazie ai sensori di tipo Lidar per alimentare mappe 3D in tempo reale, ha raccolto lo scorso agosto 90 milioni di dollari.

E la buona notizia è che anche nei prossimi 12 mesi il mercato continuerà a crescere. Si prevedono importanti operazioni: la aziende tech vogliono giocare un ruolo di primo piano nella trasformazione del settore auto.

Guida connessa: risparmi fino a 4,3 miliardi di euro

Le auto connesse portano significativi vantaggi. A dirlo è lo studio Connected Car Effect 2025,realizzato da Bosch,secondo cui la rivoluzione del settore automotive è già in corso e i veicoli connessi arriveranno su strada prima di quanto si pensi. Entro il 2025 vedremo le prime importanti conseguenze: una forte riduzione degli incidenti, minore inquinamento ambientale e un importante risparmio di denaro (per esempio, sul fronte carburante).

Secondo il report, infatti, le auto connesse riusciranno ad evitare oltre 260.000 incidenti che provocano lesioni personali. Ci saranno 360.000 feriti in meno e circa 11.000 persone che potrebbero potenzialmente essere salvate.
Importanti, dicevamo, saranno i risparmi: secondo lo studio di Bosch, grazie ai sistemi di assistenza connessa, si potranno risparmiare fino a 4,3 miliardi di euro di costi relativi ai danni ai veicoli e ottenere un minore utilizzo di materiali ed energia a seguito della riduzione delle riparazioni. E non solo: ci saranno risparmi per le compagnie assicurative, data la diminuzione degli incidenti, e le polizze per le famiglie saranno meno costose. Parlando di famiglie, queste risparmieranno anche sul carburante.

Notevoli i vantaggi per l’ambiente: le auto connesse porteranno ad un riparmio di circa 400mila tonnellate di CO2.

L’alleanza tra i big

SamsungSono 14 le aziende che intendono accelerare la realizzazione dell’infratruttura 5G dedicata alla auto connesse, con l’obiettivo di accelerare l’avvento delle auto che comunicano con l’infrastruttura circostante. A guidare il consorzio, cui partecipano, Orange, Huawei, Nokia, Psa group, Volvo, Bosch, Centre Tecnologic de Telecomunicacions de Catalunya, Centro Tecnologico de Automocion de Galicia, Chalmers University of Technology, King’s College London, Marben, Sequans e Viscoda sarà Ericsson, convinta che è questo “un passo significativo” verso l’avvento della tecnologia 5G per i veicoli connessi.

Il progetto partirà entro il mese di giugno 2017 e durerà fino a maggio 2019: è ancora presto conoscere i dettagli del piano di azione, che saranno svelati verso la fine di questo mese. Quel che è certo è che i finanziamenti arriveranno dalla seconda fase del progetto Ue da 154 milioni di euro 5G PPP (5G Infrastructure public private partnership), nato dalla collaborazione della Commissione europea con le industrie manifatturiere, gli operatori tlc, i service provider e i centri di ricerca.

In particolare, al consorzio, saranno destinati 8 milioni di euro di finanziamenti Ue per estendere i test e lavorare allo sviluppo delle connected car entro il 2020.

Non è la prima alleanza per l’auto connessa

Quella sopra non è la prima alleanza per l’auto connessa.

La 5G automotive association, questo il nome dell’associazione, che vede tra i suoi soci fondatori Audi,  Bmw,  Daimler,  Ericsson,  Huawei, Intel, Nokia e Qualcomm, ha come obiettivo principale lo sviluppo di soluzioni tecnologiche da integrare ai veicoli, l’introduzione di un trasporto intelligente in città, applicazioni che garantiscano la sicurezza delle auto a guida autonoma.

Non solo. L’associazione proverà anche ad accelerare la diffusione delle prossime reti 5G, che hanno la peculiarità di trasmettere i dati 33 volte più velocemente rispetto all’attuale tecnologia 4G, con una latenza di circa un decimo, permettendo anche la connessione di molti più dispositivi e garantendo molta più affidabilità. La realizzazione delle reti 5G è fondamentale per lo sviluppo della mobilità connessa e nella gestione delle piattaforme V2X (Vehicle-to-everything), che permetteranno alle auto di dialogare fra loro ma anche con le infrastrutture.

Auto connesse e case automobilistiche: come sarà il futuro

Che le auto connesse portano grandi vantaggi lo sanno bene le case automobilistiche, che negli ultimi mesi sembrano fare a gare per portare sul mercato presto e bene veicoli in grado di soddisfare sempre più le necessità del conducente.

E mentre Ford ha deciso di assumere 400 ingegneri della divisione mobility-solution di BlackBerry per lavorare allo sviluppo di auto connesse a internet (l’azienda ha dato vita ad un nuovo centro di ricerca e ingegneristica a Ottawa, con un investimento di 375 milioni di dollari per lavorare sulle auto intelligenti), Honda  ha deciso di concentrarsi sulle emozioni e ha presentato Honda NeuV, un concept di auto elettrica a guida autonoma che, grafordzie ad un sistema chiamato Emotion Engine, riesce a percepire le emozioni provate dai passeggeri, reagendo e interagendo di conseguenza.

Anche Volkswagen vuole essere un’azienda di servizi. Ed è a questo scopo che ha acquisito PayByPhone, realtà canadese che ha dato vita ad una tecnologia che permette di pagare il parcheggio attraverso un’applicazione per smartphone, tramite chiamata o tramite sms. Grazie a PayByPhone, Volkswagen potrà ampliare la presenza del Gruppo nel settore dei pagamenti digitali e magari integrare la tecnologia al cruscotto dell’auto.

L’auto connessa di Bmw, invece, cattura i ladri delle quattro ruote. Questo, almeno, è quanto riportato dal Washington Post: un ladro di una Bmw, a Seattle, è stato arrestato grazie al controllo remoto dell’auto, una 550i.

Il proprietario della vettura aveva prestato la sua BMW ad un amico, che aveva parcheggiato l’auto a casa del proprietario, quella notte, lasciando le chiavi all’interno del veicolo, senza chiudere l’auto. Appena si è accorto del furto, il proprietario dell’auto ha contattato la polizie e il programma di assistenza stradale di BMW, affinchè localizzasse il veicolo.

“I dipendenti di BMW hanno dunque bloccato da remoto le porte della vettura, intrappolando il sospetto all’interno del veicolo”, ha scritto Jonah Spangenthal-Lee del dipartimento di polizia di Seattle. La vettura protagonista del furto, è stata anche la soluzione a questo.

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